In un Consiglio Comunale,
democrazia vuole, che i diritti di chi ne fa parte, come eletto dai
cittadini, vengano rispettati e tenuti nella massima considerazione.
Uno di questi è
che la dichiarazione scritta di voto di un Consigliere, sia esso di
maggioranza o di opposizione, venga allegata ai verbali della seduta.
Questo non si è
verificato a Molteno, dove, al contrario, un fatto grave e lesivo dei
diritti democratici si è registrato.
Una
dichiarazionescritta di voto
del Consigliere di minoranza Ferdinando DeCapitani non è stata
allegata ai verbali; non si è capito se la decisione sia venuta
dalla Segretaria Comunale su indicazione del Sindaco o dal Sindaco
stesso.
La realtà è
che arbitrariamente, in contrasto con le regole democratiche, la
decisione assurda è stata attuata e la dichiarazione non compariva
come tale ma solo come nota della discussione.
Il colmo si è
raggiunto con un comportamento bulgaro
da parte della maggioranza consigliare che ha respinto
all'unanimitàla
richiesta di mettere ai voti la correttezza della decisione.
E'
legittimo che sorgano dubbi, dopo questo ed altri fatti, in merito
alla democraticità di comportamenti passati e presenti di chi
amministra Molteno, se viene negato un diritto di un eletto in
CONSIGLIO COMUNALE.
Molteno, 20 Aprile 2012
"Al Signor Sindaco di Molteno, Proserpio Dott. Mauro
Ai cittadini di Molteno
Ieri ho visitato il sito del Comune, in prima pagina appaiono queste notizie: "Si informa che mercoledì 25 aprile 2012 verrà effettuato regolarmente il mercato settimanale"
Pubblicata il 18 aprile
"Commemorazione del 25 aprile. I Comuni di [...] in collaborazione con la Sezione Anpi Alta
Brianza organizzano la Commemorazione del 25 aprile - Festa della Liberazione. L'evento si
svolgerà in Bosisio Parini secondo il programma di cui all'allegato."
Pubblicata il 19 aprile
Scrivo queste poche righe con veemenza per ricordare, a tutti i miei concittadini e agli
amministratori comunali, che il 25 Aprile è "segnato in rosso" nella nostra memoria oltre che sul
calendario, ed è una giornata di Festa.
Il Signor Sindaco Proserpio, il 25 Aprile 2010 durante la Festa di Liberazione "intercomunale"
presso Villa Rosa, disse: "Vorrei focalizzare l’attenzione su un aspetto che ha caratterizzato tutti i partigiani e coloro che si sono opposti al regime. Tutti costoro sono partiti da un senso di responsabilità per dare un paese diverso da quello che stavano subendo. Credo che questo stia venendo meno, e un paese senza senso di responsabilità è un paese che rischia di fallire su tutti i fronti."; queste belle parole, che io stesso ho applaudito quel giorno, sembrano sgretolarsi di fronte
alla decisione del signor Sindaco di "far lavorare il mercato" il 25 Aprile.
I lavoratori italiani stanno subendo, e lo ribadisco, subendo, le decisioni prese dal Governo in
ambito lavorativo, mi riferisco in questa circostanza all'allungamento degli orari di lavoro e al non
rispetto della domenica e delle festività.
Mi ricollego dunque alle parole che pronunciò il Signor Sindaco il 25 Aprile 2010, invitandolo ad
un atto di responsabilità e di rispetto sia verso i lavoratori che verso i cittadini, che hanno il diritto
di poter vivere serenamente il 25 Aprile, nei festeggiamenti, nella quiete famigliare, nella vita
sociale e nel riposo, per vivere veramente questa ricorrenza a ricordo di ciò che ha segnato
indelibilmente la storia del nostro paese.
Il 25 Aprile è la Festa della Liberazione, non la festa della libertà di appannare questa ricorrenza.
Cordialmente
Giovanni Galimberti – Qui Lecco Libera
io@giovannigalimberti.com
di Emilio Magni
Sono trascorsi 3 anni dall'insediamento della nuova Amministrazione targata Mauro Proserpio e per Raviola ed il suo problema traffico, cosa si scopre? Che sono stati anni di chiacchiere, promesse e rimpallo delle responsabilità.
Il progetto del collegamento con la SS 36 è esattamente come lasciato dai precedenti amministratori comunali e provinciali.
Nonostante i 3 anni buttati, qualche cosa di concreto sembra, per la verità, essere stato delineato con il nuovo cronoprogramma fissato dalla Provincia e legato, per la sua attuazione, all'accordo tra i Comuni di Molteno e Sirone.
E' prevista la presentazione del progetto definitivo il 31 gennaio 2013; dopo, il settore viabilità della Provincia, avrà tempo “120 giorni dall'ottenimento di tutti i provvedimenti attuativi per realizzarlo”. Se tutto andrà secondo il programma (ma siamo sicuri che anche i soldi necessari lo seguiranno?), i lavori ci saranno nel 2013 per avere il collegamento in tempo utile per le nuove elezioni comunali; cambia l'orchestra ma la musica è sempre la stessa!
Ma non lasciamoci trarre in inganno, sarà solo il collegamento con la
SP 49 (Molteno/Oggiono) e non la soluzione del problema; una volta arrivati alla rotonda che nascerà alla fine di questo collegamento, si presenterà la scelta di come raggiungere la SUPERSTRADA attraverso la viabilità attuale.
E' previsto in un prossimo futuro (quando?) un 2° lotto che consiste nel viadotto che passa sulla ferrovia e scende in via delle Industrie nel territorio di SIRONE. Da questo punto, dove andrà il traffico?
Qui sta il dilemma che ancora non è stato svelato dall'Amministrazione di MOLTENO.
Ecco che si spiega perché siamo ancora al punto di partenza; perché il collegamento con la SS 36, stando così le cose, sarà passando da COROLDO.
In questo modo il problema si sposterà da Raviola a Coroldo?
Tutti questi anni per ritornare alla soluzione contemplata dal progetto iniziale, sempre avversata dalle precedenti Amministrazioni di MOLTENO e che nemmeno l'attuale sa risolvere o almeno tentare, con una proposta valida, dopo che tutte le altre sono state scartate.
Intanto i cittadini rimangono nell'incertezza; l'unica cosa certa è la consistente spesa economica che si dovrà sostenere senza risolvere il problema.
Di recente ho fatto due passi in direzione Villa Rosa e ho notato sparsi sulle bacheche lungo la strada questi manifesti dedicati ai due soldati italiani in carcere in India, accusati di aver ucciso degli innocui pescatori credendoli dei pirati.
All'inizio mi sono detto "bah, sarà stato qualche carabiniere buontempone", poi, come il pastore che per ritrovare il gregge segue le cacche per la strada, di manifesto in manifesto mi sono trovato davanti al comune. "Vuoi vedere che c'è dietro lo zampino del sindachetto dott. Proserpio?".
Non credo proprio, perché solo un beota può pensare di difendere due militari che si sono macchiati di omicidi di civili in terra straniera, a prescindere dal fatto che siano giudicati colpevoli o innocenti. E il sindaco evidentemente non è un beota. E poi non si sa ancora se i due "marò" siano "buoni o cattivi".
Ditemi che i misteriosi attacchini non sono proprio i nostri cristianissimi amministratori che vanno a Messa e non mancano mai di farsi belli al fianco del sacerdote di turno, salvo poi schierarsi pubblicamente dalla parte di due presunti assassini, e senza peraltro corredare il proprio demenziale slogan con una benché minima spiegazione?!
"Salviamo i nostri Marò". Come? E, soprattutto, perché?? Per il semplice fatto che, anche se colpevoli, sono "nostri"?? Mi immagino cosa possa pensare chi ha letto il manifesto. Mettete, ad esempio, la vecchietta di turno che va a fare il 730 al CAF e, dopo aver letto lo slogan con tanto di bandiera italiana, chiede di "devolvere l'8 x mille al salvataggio dei Marò".
Con la Riforma Monti viene reintrodotta la tassa sulla prima casa, e potenziata quella sugli altri immobili. Quanto pagheranno i moltenesi? Dipenderà sostanzialmente da come il Comune usufruirà della libertà lasciata dal decreto, di abbattere o aumentare di un 2‰ il moltiplicatore fissato al 4‰.
In soldoni, se una casa media ha un valore catastale, diciamo, di 600 €, bisognerà applicare questa formula: 600 x 1,05 x 160 = 100.800
Se la casa in questione è prima casa, bisognerà moltiplicare questa cifra x il 4‰ = 403 EURO. Se il Comune di Molteno deciderà di rinunciare al proprio 50%, il valore scenderà a 201 EURO, se invece deciderà di beneficiare del massimo aumento lecito, l'IMU salirà a 600 EURO cca. N.B.B. Per fortuna x la prima casa c'è una detrazione fissa di 200 €, più altri 50 euro a figlio. Il che significa che, nel migliore dei casi, nell'esempio in questione se il comune rinuncia alla propria quota non si pagherà nulla (201 - 200).
Ma cosa succederà, invece, se il Comune deciderà di alzare di un altro 2‰ l'aliquota x l'IMU (4‰ + 2‰ = 6‰)? In questo caso il proprietario in questione andrà a pagare 600 - 200 = 400 EURO, - 50 euro x ogni figlio. Questa l'ipotesi peggiore.
E se si trattasse invece di 2a casa?
Bisognerebbe applicare lo stesso calcolo ma su un moltiplicatore fisso del 7,6‰, SENZA ALCUN ABBATTIMENTO!!
600 x 1,05 x 160 = 100.800 X 7,6‰ = 766 EURO!! NB: da pagare anche sulle case date in comodato d'uso gratuito ai famigliari.
ENTRO APRILE I COMUNI DOVRANNO COMUNICARE QUALE MOLTIPLICATORE INTENDONO APPLICARE SULLA PRIMA CASA. CHE FARANNO I PROSERPINI, CHE HANNO VINTO LE ELEZIONI LEGANDO LE PROPRIE SORTI A QUEL PDL CHE VINSE LE POLITICHE GRAZIE PROPRIO ALLA PORCATA DELL'ABOLIZIONE DELL'ICI CHE AFFOSSO' I BILANCI COMUNALI IN NOME DELL'IMPUNITA' BERLUSCONIANA???
Se avesse un minimo di ritegno, l'amministrazione dovrebbe rinunciare al proprio 2‰. Scommettiamo che non lo farà??
Qualcuno mi chiede di scrivere due righe sul "giorno della memoria", ricorrenza che segna l'anniversario dell'ingresso dei carri armati sovietici nel campo di concentramento di Auschwitz, il 27 gennaio del 1945, tre mesi prima della liberazione dell'Italia.
Posso dire una cosa, riallacciandomi alla prima pagina del Giornale di Sallusti che, in risposta alla stampa tedesca che ci dipinge come un "popolo codardo", rintuzza col suo noto stile sobrio ricordando che noi abbiamo Schettino, loro Auschwitz.
Risposta condivisibile a livello dell'intestino crasso ma razionalmente di pessimo gusto e, soprattutto, di nessun valore giornalistico. Ma, del resto, lo sanno tutti che Sallusti è notoriamente iscritto all'ordine dei "non-giornalisti".
Detto questo, l'atrocità di cui si è macchiata la nazione tedesca in complicità con i collaborazionisti - italiani compresi -, è qualcosa che va oltre ogni discorso di razza, genetica, "blut" (sangue), qualcosa che resterà impresso nel DNA dell'intera umanità finché ci sarà essere umano sulla Terra.
Basta andare ad Auschwitz e, soprattutto, al vicino Birkenau per avere una devastante idea di questo. La visione della personificazione, di più, della istituzionalizzazione del male, attraverso una carrellata paesaggistica di immagini tanto crude da essere scandalosa ben oltre i limiti della pornografia. Niente, né le celle delle torture, né i patiboli, né le camere a gas, né i muri delle esecuzioni, rendono l'idea del Male quanto le inifinite quanto anonime distese di baracche, vere e proprie stalle dove un enorme apparato burocratico di una grande potenza nazionale "civile" per anni ha allevato la morte.
Sono gli allevamenti della morte a levare il fiato e a mandare in tilt gli ingranaggi della nostra razionalità. Perché la parola allevamento, che implica un "crescere" un essere vivente, è assolutamente inconciliabile con la parola "morte". E, tanta è l'indifferenza dei più verso gli allevamenti di bestiame, tanto terrificante è lo sgomento che si prova di fronte a uno sterminato allevamento di carne da macello umana.
Beh, l'uomo l'ha fatto o, per meglio dire, ha fatto anche questo.
L'uomo, infatti, deve sempre provare a fare tutto ciò che è nelle sue possibilità materiali, nel bene o nel male. Il bene e il male sono presenti in ognuno di noi. E' la nostra "morale", da qualunque parte essa provenga, a tracciare il confine tra le due antitesi.
Ecco perché non si deve dimenticare. Per lasciare che sia il nostro senso morale a governare, confinando il male in un angolo recondito del nostro cuore, per farlo uscire ogni tanto a fare una veloce ed innocua passeggiata ben stretto al guinzaglio, con tanto di museruola.
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