"Cari amici,
prescindendo dalla cronaca e dalle decisioni prese nel CONSIGLIO COMUNALE di MOLTENO del 28/12/2009, mi preme sottolineare le rilevanze politiche da questo emerse.
In primo piano direi di dare la massima votazione alla comunicazione ufficiale,data dal SINDACO, della sua appartenenza con la sua lista (nonostante il continuo ripetere di essere una lista civica) all'area di centrodestra.
In seconda posizione metterei l'ufficialità data (finalmente!), su sollecitazione del Consigliere MUSCETTI, alla presenza assidua del Consigliere CASIRAGHI negli uffici comunali.
Infatti il SINDACO ha dichiarato che lo stesso ha una delega scritta per i rapporti con il personale.
Le maschere sono cadute ed alla fine le posizioni sono emerse in modo ufficiale; i dubbi, le perplessità, i pettegolezzi ed i passaparola piu' o meno allusivi, non hanno piu' ragione d'essere.
In base a questa evidenza, l'opposizione si dimostri tale e dimostri la sua posizione politica in modo ufficiale.
In terza posizione , il mancato caso CORTI MICHELE.
Durante il CONSIGLIO COMUNALE interrotto, era stato l'unico rappresentante della maggioranza a rimanere seduto al tavolo consigliare, mentre tutti i suoi colleghi lasciavano la sala.
Questo atteggiamento poteva esprimere un dissenso in modo generale, invece è stato momentaneo verso un comportamento irregolare da parte dei membri della sua lista.
Il suo intervento chiarificatore ha, penso, chiuso il caso.
Fra i punti presi in esame, per ritornare a fare un pò di cronaca, è giusto evidenziare la positività della decisione di aprire uno sportello comunale, in collaborazione con BONDEKO ONLUS, per una consulenza rivolta alla soluzione dei problemi degli extracomunitari.
Per ultimo, ma non meno importante, la famosa frase che è diventata il motto della maggioranza e del nostro Sindaco MAURO PROSERPIO, che ad ogni CONSIGLIO COMUNALE la pronuncia: abbiamo preso i voti, la nostra rotta è il nostro programma elettorale e le minoranze non ci insegnino nulla; se vogliono collaborare sono i benvenuti, in caso contrario procediamo per il nostro cammino.
Dimentica il Sindaco PROSERPIO, che il compito delle minoranze è di controllo e critica verso le azioni della maggioranza; la collaborazione può esserci se queste sono ritenute valide e se esiste la volontà di coinvolgimento. Questo a MOLTENO fino ad ora è mancato.
La discussione della serata non ha in ogni caso ben chiarito la motivazione dell' interruzione del CONSIGLIO COMUNALE divenuto famoso."
Cordiali saluti e buon anno a tutti
EMILIO MAGNI
ITALIA DEI VALORI
MOLTENO
giovedì 31 dicembre 2009
lunedì 28 dicembre 2009
L'outing del sindaco
Dopo l'ennesimo, paonazzo, tentativo di difendere la propria lista civica incolore, il sindaco ha finalmente dovuto ammettere il proprio ribaltone politico che, appena un anno fa, lo portava a lasciare il PD e ad abbracciare il berlusconismo più spinto. Alla fine del consiglio comunale appena concluso Proserpio è stato trascinato allo scoperto dal suo ex capopartito, l'odiato Nando De Capitani, che dal canto suo ha esibito un'abilità da cacciatore di serpenti. Il pretesto è stata l'approvazione di una mozione sugli interventi da fare per la mobilità in Brianza, iniziativa partita da Paolo Manzoni, sindaco di Triuggio, e rivolta soprattutto alla viabilità su gomma ma soprattutto alla linea ferroviaria Lecco-Molteno-Milano. Il Manzoni, medico chirurgo con i colori della coalizione di ferro PDL+Lega, ha creato a questo scopo un comitato politico dei sindaci interessati al passaggio della linea ferroviaria Lecco-Milano via Molteno. Tra questi il nostro Proserpio che, messo alle strette da De Capitani, non ha potuto negare l'evidenza, se ce ne fosse stato ancora bisogno, del suo nuovo apparentamento politico.
Apparentamento che il leghista Muscetti, dal banco dell'opposizione, non solo non può condividere, mantenendo in vita una contrapposizione tra il PDL e la Lega molto scomoda per i vertici locali dei due partiti, ma che oltretutto deve anche subire attraverso la spocchia di "Mister 1200 voti" che anche stavolta non rinuncia a dargli del politico fallito.
Per il resto, mancando Bruno Amati, la giunta non ha ancora potuto rispondere alle sue interrogazioni rimandate un mese fa in occasione del famigerato consiglio interruptus e riguardanti l'area ex Segalini e quella dell'autotrasporti Colombo.
Tacciata di parzialità da Muscetti e bacchettata anche da De Capitani per delle presunte lacune nei verbali, la segretaria Raffaella Volpez accusa il colpo e si scusa con i consiglieri, subito difesa a spada tratta dal sindaco.
Da annotare, in pillole, l'atteggiamento moderato e ragionevole di Michele Corti, assessore ai servizi sociali, e la hola di mani alzate ad ogni votazione da parte dei consiglieri di maggioranza. Compreso quel Brambilla che, tra un mugugno e un'alzata di mano, a tratti pareva dormirsela della grossa. L'assessore Petrollini, dal canto suo, si fa scappare un "va bene" con tanto di sorrisetto quando Muscetti avverte la giunta del rischio che, seguitando a frustrare i dipendenti comunali con l'onnipresenza del consigliere Casiraghi nei loro uffici, questi possano decidere di andarsene in un altro comune.
Stranamente rilassato e taciturno, infine, il vice Chiarella, forse appesantito dai resti di cappone natalizio o più probabilmente in pace con il mondo dopo la lodevole distribuzione porta a porta dei pacchi natalizi agli anziani. De Amicis ci scriverebbe un libro.
domenica 27 dicembre 2009
Domani sera ultimo consiglio comunale dell'anno
Finalmente, neve permettendo, domani sera alle 21 si concluderà il consiglio comunale di giovedì 26 novembre, bruscamente interrotto dalla fuga di vice e sindaco che così avevano impedito ad Amati di vedere soddisfatte le proprie interrogazioni riguardo l'Area Segalini e quella dell'autotrasporti Colombo, adiacente la stazione.
Seguirà il dibattimento sull'ordine del giorno dell'ultimo consiglio comunale dell'anno, saltato lunedì scorso a causa della neve.
Cliccate sull'immagine per leggere gli argomenti e occhio, in particolare, al bando per la privatizzazione del servizio di erogazione del gas. Tra poco potrebbe accadere la stessa sciagurata speculazione anche per l'acqua.
Seguirà il dibattimento sull'ordine del giorno dell'ultimo consiglio comunale dell'anno, saltato lunedì scorso a causa della neve.
Cliccate sull'immagine per leggere gli argomenti e occhio, in particolare, al bando per la privatizzazione del servizio di erogazione del gas. Tra poco potrebbe accadere la stessa sciagurata speculazione anche per l'acqua.
martedì 22 dicembre 2009
domenica 20 dicembre 2009
Din & Don rispondono alla Zanzara

Chissà, forse è proprio per rispondere alla nostra recente critica della pratica della "benedizione-elargizione", che Parroco e aiutante hanno affidato queste righe a Patrizia Zucchi de la Provincia di Lecco. Così, oltre a schivare il rischio di prendere demoniaci virus informatici loggandosi al blog, hanno evitato anche di infilarsi in una pericolosa bagarre dialettica con quella scheggia impazzita di Winnie o con il mio dichiarato laicismo anticlericale. Veniamo al dunque.
Ben vengano i missionari, non solo per Natale ma anche nei restanti 364 giorni dell'anno. Ben vengano le azioni di conforto, confermate anche da amici la cui famiglia, in passato, ha avuto il sostegno del Parroco.
Tuttavia noi abbiamo puntato il dito contro la scorrettezza e lo squallore insiti nell'unire il gesto della Benedizione a quello della Riscossione di buste, contanti e quant'altro.
Abbiamo sottolineato come sarebbe bello se le famiglie che partecipano alla colletta parrocchiale potessero conoscere l'importo complessivo della raccolta natalizia.
Abbiamo anche detto che sarebbe una prova di grande trasparenza raccontare quali buone azioni di utilità sociale sono state compiute nell'anno solare grazie ai soldi racimolati dalla Parrocchia.
Su questi argomenti, su queste istanze portate avanti privatamente da tanti amici e conoscenti, Din & Don preferiscono seguitare a glissare. Non si tratta di nulla di illecito ma ci limitiamo a prendere atto che anche Molteno, come Fatima, ha i suoi segreti.
sabato 19 dicembre 2009
Nebbia fitta e neve sulla tangenzialina di Raviola
Cari concittadini, dopo la pubblicazione del “PROSPETTO DELLE OPERE PUBBLICHE, FINANZIAMENTO TRIENNIO 2010/2012”, prendendone visione, non ho trovato traccia, nei finanziamenti delle varie opere programmate dalla GIUNTA PROVINCIALE del PRESIDENTE NAVA, della voce riguardante il collegamento viario tra la SP 51 ( località RAVIOLA ) e la SS 36.
Nel programma elettorale della coalizione che proponeva come PRESIDENTE della PROVINCIA di LECCO, VIRGINIO BRIVIO, questa voce, con quella del potenziamento delle linee ferroviarie LECCO/MOLTENO/MONZA e LECCO/MOLTENO/COMO, occupavano un posto di primaria importanza. Questo lo posso affermare senza ombra di smentita perchè anche da me sostenuto, come candidato dell'ITALIA DEI VALORI per il COLLEGIO di MOLTENO.
Tramite un accordo con l'AMMINISTRAZIONE DE CAPITANI, quando era SINDACO di MOLTENO, la precedente GIUNTA PROVINCIALE con PRESIDENTE VIRGINIO BRIVIO, aveva finanziato, con delibera del 18 DICEMBRE 2008, EURO 2.900.000 per il progetto del collegamento tra RAVIOLA e LA RETTOLA.
Sul quotidiano “ LA PROVINCIA di LECCO “ di sabato 28 Novembre 2009 leggo che il collegamento tra la SP 51 e la SS 36 ( bretella di RAVIOLA ) si farà; con un'azione sinergica di coordinamento con il settore viabilità della PROVINCIA l'appalto avverrà indicativamente nei primi mesi dell'ANNO 2011.
Questo dopo il sopralluogo dell' ASSESSORE PROVINCIALE STEFANO SIMONETTI, alla presenza dei CONSIGLIERI PROVINCIALI ERMANNO BUZZI e ENNIO FUMAGALLI, con la GIUNTA di MOLTENO ed il SINDACO MAURO PROSERPIO.
A questo punto mi permetto di far notare che c'è qualche cosa che non quadra in questa vicenda e mi sorgono domande e dubbi.
1) Se non ci sono finanziamenti programmati nel TRIENNIO 2010/2012 dove si troveranno i soldi necessari?
2) Forse vengono tenuti validi quelli messi a disposizione dalla tanto denigrata GIUNTA del PRESIDENTE BRIVIO, anche se sono state azzerate tutte le progettazioni e gli stanziamenti in essere per quest'opera?
3) Se il collegamento si farà come affermato, non pensa il SINDACO di MOLTENO MAURO PROSERPIO, che sia il caso di mettere a conoscenza dei cittadini tempi e modi di attuazione di questo progetto?
Forse la realtà è molto diversa da come viene prospettata e non vorrei che, PROVINCIA e attuale AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI MOLTENO, brancolino nel buio e non sapendo cosa fare, spostano la soluzione di questo problema, che tutti promettono di risolvere ma nessuno dà il via alla sua soluzione, giustificando il tutto con la mancanza di soldi. Questi vengono però dirottati, anche quelli già stanziati, su altre opere, lasciando il problema traffico a RAVIOLA irrisolto nonostante le promesse elettorali fatte dai vincitori delle ultime elezioni.
E' giunto il momento che i cittadini vengano informati del modo e delle intenzioni del PALAZZO nell'affrontare i problemi.
Non si deve ripetere quanto già successo con il progetto marciapiedi e piste ciclopedonali, in cui i cittadini sono stati lasciati all'oscuro di quanto si stava portando avanti.
La trasparenza e l'informazione devono essere attuate se ci si vanta di essere una amministrazione nuova,giovane e democratica.
Cordiali saluti
EMILIO MAGNI
ITALIA DEI VALORI
MOLTENO
Nel programma elettorale della coalizione che proponeva come PRESIDENTE della PROVINCIA di LECCO, VIRGINIO BRIVIO, questa voce, con quella del potenziamento delle linee ferroviarie LECCO/MOLTENO/MONZA e LECCO/MOLTENO/COMO, occupavano un posto di primaria importanza. Questo lo posso affermare senza ombra di smentita perchè anche da me sostenuto, come candidato dell'ITALIA DEI VALORI per il COLLEGIO di MOLTENO.
Tramite un accordo con l'AMMINISTRAZIONE DE CAPITANI, quando era SINDACO di MOLTENO, la precedente GIUNTA PROVINCIALE con PRESIDENTE VIRGINIO BRIVIO, aveva finanziato, con delibera del 18 DICEMBRE 2008, EURO 2.900.000 per il progetto del collegamento tra RAVIOLA e LA RETTOLA.
Sul quotidiano “ LA PROVINCIA di LECCO “ di sabato 28 Novembre 2009 leggo che il collegamento tra la SP 51 e la SS 36 ( bretella di RAVIOLA ) si farà; con un'azione sinergica di coordinamento con il settore viabilità della PROVINCIA l'appalto avverrà indicativamente nei primi mesi dell'ANNO 2011.
Questo dopo il sopralluogo dell' ASSESSORE PROVINCIALE STEFANO SIMONETTI, alla presenza dei CONSIGLIERI PROVINCIALI ERMANNO BUZZI e ENNIO FUMAGALLI, con la GIUNTA di MOLTENO ed il SINDACO MAURO PROSERPIO.
A questo punto mi permetto di far notare che c'è qualche cosa che non quadra in questa vicenda e mi sorgono domande e dubbi.
1) Se non ci sono finanziamenti programmati nel TRIENNIO 2010/2012 dove si troveranno i soldi necessari?
2) Forse vengono tenuti validi quelli messi a disposizione dalla tanto denigrata GIUNTA del PRESIDENTE BRIVIO, anche se sono state azzerate tutte le progettazioni e gli stanziamenti in essere per quest'opera?
3) Se il collegamento si farà come affermato, non pensa il SINDACO di MOLTENO MAURO PROSERPIO, che sia il caso di mettere a conoscenza dei cittadini tempi e modi di attuazione di questo progetto?
Forse la realtà è molto diversa da come viene prospettata e non vorrei che, PROVINCIA e attuale AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI MOLTENO, brancolino nel buio e non sapendo cosa fare, spostano la soluzione di questo problema, che tutti promettono di risolvere ma nessuno dà il via alla sua soluzione, giustificando il tutto con la mancanza di soldi. Questi vengono però dirottati, anche quelli già stanziati, su altre opere, lasciando il problema traffico a RAVIOLA irrisolto nonostante le promesse elettorali fatte dai vincitori delle ultime elezioni.
E' giunto il momento che i cittadini vengano informati del modo e delle intenzioni del PALAZZO nell'affrontare i problemi.
Non si deve ripetere quanto già successo con il progetto marciapiedi e piste ciclopedonali, in cui i cittadini sono stati lasciati all'oscuro di quanto si stava portando avanti.
La trasparenza e l'informazione devono essere attuate se ci si vanta di essere una amministrazione nuova,giovane e democratica.
Cordiali saluti
EMILIO MAGNI
ITALIA DEI VALORI
MOLTENO
giovedì 17 dicembre 2009
Molteno-Roma: inquietanti analogie
MOLTENO apre la strada a ROMA quando il dissenso da chi governa dà fastidio.
Ultimo CONSIGLIO COMUNALE di MOLTENO, la maggioranza abbandona la sala consigliare mentre parla il il consigliere di minoranza di PROGETTO PER MOLTENO GIUSI CORTI.
Seduta della CAMERA DEI DEPUTATI, la maggioranza abbandona l'aula mentre prende la parola il DEPUTATO dell'ITALIA DEI VALORI ANTONIO DI PIETRO.
Due fatti che esprimono un clima politico in cui il dissenso motivato non è ammesso.
La differenza tra i due episodi di MOLTENO e di ROMA è:
1) a MOLTENO il SINDACO e la SEGRETARIA lasciano a comando la SALA CONSIGLIARE con i rappresentanti della maggioranza
2) a ROMA il PRESIDENTE della CAMERA FINI, rimane in aula seduto al suo posto
3) a ROMA la parola per l'intervento all'On. DI PIETRO è stata data mentre a MOLTENO l'intervento del CONSIGLIERE GIUSI CORTI non è stato autorizzato se non alla fine della seduta consigliare (quando molto probabilmente tutti sarebbero andati a casa).
A MOLTENO era dovere del SINDACO e della SEGRETARIA rimanere in sala per espletare le formalità necessarie per la definitiva decisione della sospensione; in particolare verificare la mancanza del numero legale e quindi l'impossibilità a continuare.
Cosa che come tutti hanno verificato non è successa!!!
Quando questo CONSIGLIO COMUNALE verrà portato a termine?
EMILIO MAGNI
ITALIA DEI VALORI
MOLTENO
Ultimo CONSIGLIO COMUNALE di MOLTENO, la maggioranza abbandona la sala consigliare mentre parla il il consigliere di minoranza di PROGETTO PER MOLTENO GIUSI CORTI.
Seduta della CAMERA DEI DEPUTATI, la maggioranza abbandona l'aula mentre prende la parola il DEPUTATO dell'ITALIA DEI VALORI ANTONIO DI PIETRO.
Due fatti che esprimono un clima politico in cui il dissenso motivato non è ammesso.
La differenza tra i due episodi di MOLTENO e di ROMA è:
1) a MOLTENO il SINDACO e la SEGRETARIA lasciano a comando la SALA CONSIGLIARE con i rappresentanti della maggioranza
2) a ROMA il PRESIDENTE della CAMERA FINI, rimane in aula seduto al suo posto
3) a ROMA la parola per l'intervento all'On. DI PIETRO è stata data mentre a MOLTENO l'intervento del CONSIGLIERE GIUSI CORTI non è stato autorizzato se non alla fine della seduta consigliare (quando molto probabilmente tutti sarebbero andati a casa).
A MOLTENO era dovere del SINDACO e della SEGRETARIA rimanere in sala per espletare le formalità necessarie per la definitiva decisione della sospensione; in particolare verificare la mancanza del numero legale e quindi l'impossibilità a continuare.
Cosa che come tutti hanno verificato non è successa!!!
Quando questo CONSIGLIO COMUNALE verrà portato a termine?
EMILIO MAGNI
ITALIA DEI VALORI
MOLTENO
lunedì 14 dicembre 2009
Acqua, scatta l'ora X. Fregatura in agguato dietro erogazione e manutenzione
In queste ore in sala Ticozzi a Lecco è in corso la riunione dell'Assemblea Straordinaria dell'Ambito Territoriale Ottimale (ATO) avente ad oggetto la riforma del servizio idrico.In attesa di sapere cosa scaturirà da questo incontro tra sindaci dei 90 comuni lecchesi, autorità provinciali e tecnici regionali, ripercorriamo le tappe di un percorso legislativo pieno di cavilli che alcuni politici di destra e di sinistra, a partire dall'uscente Virginio Brivio del PD fino all'attuale Daniele Nava del PDL, vorrebbero far sfociare in una graduale e LETALE PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA PUBBLICA.
Uno dei nodi cruciali della vicenda sta nella dicotomia tra l'inalienabilità della proprietà degli impianti idrici, riconosciuta dalla Corte Costituzionale, e invece la possibilità di appaltare a società private i servizi di erogazione e manutenzione, sancita dal recente berlusconianissimo Decreto Ronchi. Che sarebbe come dire "la casa è tua ma ti ci faccio entrare come e quando lo dico io".
Il Piano d’ambito dell’A.ATO di Lecco, ..., ha stabilito, relativamente alla gestione del patrimonio idrico, che "alla gestione delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali provveda una società patrimoniale a capitale interamente pubblico incedibile... Tale società, che opererà su scala provinciale, potrà essere il risultato della fusione delle società pubbliche (vedi Lario Reti Holding = ACEL S.p.A. + Ecosystem Reti S.p.A. + Ecosystem S.p.A. + Rio Torto Reti S.p.A. + Rio Torto Servizi S.p.A. + Ciab S.p.A.) che attualmente gestiscono il servizio idrico nel territorio di Lecco, e della successiva scissione parziale non proporzionale del relativo patrimonio idrico, affidato alla società Idrolario Srl", della quale è presidente l'autorità del PDL Ermanno Buzzi (presente stasera alla riunione, così come il nostro sindaco Proserpio, suo pupillo ed ex PD), l'ex sindaco di Sirone ospite indesiderato in un famoso consiglio comunale moltenese del luglio scorso.
Siccome avventurieri e speculatori sanno bene che l'ACQUA è IL BUSINESS DEL FUTURO, così come è noto a tutti che cavilli legali e cambi di società sono fatti sempre x fottere la legge, il fisco e il cittadino, i timori più che fondati sono i seguenti:1) che società al momento pubbliche come la Idrolario Srl, che detengono la proprietà degli impianti idrici e alla quale sono oggi legati 65 comuni della provincia su 90 (Molteno compresa), possano via via alienare a società sorelle a maggioranza privata (es. la stessa Lario Reti Holding), il servizio di erogazione con grave danno per il consumatore, in balìa delle speculazioni del libero mercato.
2) che i comuni che ancora non sono confluiti in Idrolario possano appaltare il servizio di erogazione a società private, con gli stessi tragici effetti di cui sopra.
3) che Idrolario, d'intesa con i comuni, possa appaltare a società private i servizi di manutenzione, la via più subdola verso la privatizzazione del servizio idrico.
Insomma, la partita è apertissima e occorre tenere gli occhi spalancati e camminare rasenti il muro perché il rischio del più colossale scippo ai danni del cittadino è tragicamente concreto. Più che mai oggi che allo sciagurato atteggiamento equivoco di Virginio Brivio si è sostituito il preciso indirizzo affarista speculativo degli uomini del PDL con Daniele Nava ed Ermanno Buzzi in testa.
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In difesa della categoria
Mai bello coinvolgere dipendenti comunali, ma non sono stato certo io a tirarli in ballo. E visto che io lo sono, un dipendente comunale, mi sento offeso da chi apre bocca e gli dà aria.
I fatti: durante l'ultimo consiglio comunale il sig. Brambilla, consigliere di maggioranza risponde, a proposito della richiesta delle minoranze della presenza del Vigile Farella nelle sedute del consiglio: "ma se 'l laura gna quant'el ghe!" (tradotto, sì perchè qualcuno dei consiglieri necessita di traduzione: ma se non lavora neanche quando c'è!). A fari spenti poi, dopo l'interruzione del consiglio, nell'atrio del comune, un altro consigliere, Casiraghi (tirato in ballo durante il consiglio) giustifica la sua quotidiana e indiscreta presenza negli uffici comunali con la necessità di controllare i dipendenti, poco stimolati, secondo lui, nell'espletamento delle proprie funzioni.
Roda da sindacati, è l'unico commento intelligente che mi viene in mente. Un consigliere non può permettersi di dire stupidate del genere, in pubblico (durante un consiglio comunale!), neanche se fossero vere.
Da che pulpito, poi.
W i dipendenti pubblici!! Che in questo momento, con l'aria che tira, sono considerati anche peggio di chi omaggia il Premier delle riproduzioni in marmo del Duomo di Milano.
Winnie
I fatti: durante l'ultimo consiglio comunale il sig. Brambilla, consigliere di maggioranza risponde, a proposito della richiesta delle minoranze della presenza del Vigile Farella nelle sedute del consiglio: "ma se 'l laura gna quant'el ghe!" (tradotto, sì perchè qualcuno dei consiglieri necessita di traduzione: ma se non lavora neanche quando c'è!). A fari spenti poi, dopo l'interruzione del consiglio, nell'atrio del comune, un altro consigliere, Casiraghi (tirato in ballo durante il consiglio) giustifica la sua quotidiana e indiscreta presenza negli uffici comunali con la necessità di controllare i dipendenti, poco stimolati, secondo lui, nell'espletamento delle proprie funzioni.
Roda da sindacati, è l'unico commento intelligente che mi viene in mente. Un consigliere non può permettersi di dire stupidate del genere, in pubblico (durante un consiglio comunale!), neanche se fossero vere.
Da che pulpito, poi.
W i dipendenti pubblici!! Che in questo momento, con l'aria che tira, sono considerati anche peggio di chi omaggia il Premier delle riproduzioni in marmo del Duomo di Milano.
Winnie
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sabato 12 dicembre 2009
Lunedì raduno a Lecco x l'acqua pubblica
Lunedì alle 16.45 davanti alla Sala Ticozzi a Lecco, ci sarà un raduno popolare per dire no alla privatizzazione dell'acqua, sperando che l'ondata di freddo siberiano congeli gli sciagurati propositi di questa terribile metastasi di berlusconismo territoriale, un cancro che vorrebbe divorare il nostro Paese fino alla sorgente:"I partiti della maggioranza, come la Lega Nord, hanno promesso una cosa ai propri elettori e poi ne hanno fatta tutt'altra. Da “padroni a casa nostra” a obbedienti attuatori degli interessi di pochi. E' successo lo stesso anche per l'Acqua pubblica.
La cittadinanza che ha ancora a cuore il principio di eguaglianza e che ritiene l'Acqua un bene fuori dalle logiche di mercato è invitata al presidio di pressione che si terrà in concomitanza dell'Assemblea straordinaria dell'A.T.O. (Ambito Territoriale Ottimale)."
martedì 8 dicembre 2009
Tangenzialina, la chimera del sindaco
Dal testo qui sopra che potete leggere cliccando sull'immagine:"Con la delibera provinciale 448 e i successivi passaggi, era più che evidente che la vecchia tangenzialina non avrebbe avuto più alcun futuro. Malgrado ciò, il Sindaco Proserpio ha strumentalizzato ai fini elettorali la realizzazione dell’opera in tempi brevi, ostinandosi a non riconoscere il valore e l’importanza per i cittadini della nuova soluzione prospettata da questa delibera. Ostinazione che lo ha portato alla decisione di inserire la vecchia tangenzialina nei nuovi programmi come prova di forza, commettendo così una grave infrazione denunciabile alla Corte dei Conti..."
domenica 6 dicembre 2009
La raccolta differenziata del Don
Pensierino per San Nicola.
Mi piacerebbe tanto sapere alcune cose sui soldi che il Don va ogni anno raccogliendo di casa in casa separando giudiziosamente le buste dai contanti, con una precisione da fare invidia al signor Perin. Mi piacerebbe sapere, per esempio, a quanto ammonta la colletta natalizia. Mi piacerebbe sapere a quali opere è destinata. Magari queste semplici informazioni vengono già riportate su un giornaletto o su una sorta di bacheca parrocchiale, nonostante quelle linguacce delle mie bigottissime vicine sostengano che il nostro anziano Don è l'unico del circondario a mantenere da sempre un pudìco riserbo sulla questione dané.
Mi piacerebbe, perché no, che il curato separasse il momento della benedizione da quello della riscossione. Perché la generosità può essere favorita tanto da slanci altruistici quanto anche dal timore che il sacerdote, uscito dalla porta, vada a quantificare la nostra devozione alla casa del Signore.
Mi piacerebbe tanto, infine, che la parrocchia destinasse parte della colletta per prendersi cura dei derelitti come il mio dirimpettaio, confinato da mille malattie in un letto di passione che il parroco si reca a visitare solo in occasione dell'annuale Benedizione.
Mi piacerebbe.
Mi piacerebbe tanto sapere alcune cose sui soldi che il Don va ogni anno raccogliendo di casa in casa separando giudiziosamente le buste dai contanti, con una precisione da fare invidia al signor Perin. Mi piacerebbe sapere, per esempio, a quanto ammonta la colletta natalizia. Mi piacerebbe sapere a quali opere è destinata. Magari queste semplici informazioni vengono già riportate su un giornaletto o su una sorta di bacheca parrocchiale, nonostante quelle linguacce delle mie bigottissime vicine sostengano che il nostro anziano Don è l'unico del circondario a mantenere da sempre un pudìco riserbo sulla questione dané.
Mi piacerebbe, perché no, che il curato separasse il momento della benedizione da quello della riscossione. Perché la generosità può essere favorita tanto da slanci altruistici quanto anche dal timore che il sacerdote, uscito dalla porta, vada a quantificare la nostra devozione alla casa del Signore.
Mi piacerebbe tanto, infine, che la parrocchia destinasse parte della colletta per prendersi cura dei derelitti come il mio dirimpettaio, confinato da mille malattie in un letto di passione che il parroco si reca a visitare solo in occasione dell'annuale Benedizione.
Mi piacerebbe.
venerdì 4 dicembre 2009
E' tutta una ripicca

L'opposizione, confinata in 5 consiglieri da dividere in 3 gruppi separati, chiede uno spazio associativo e una bacheca per informare i cittadini. La maggioranza, forte di una roboante vittoria elettorale, vorrebbe tanto non dover ascoltare quei vecchi gallinacci come De Capitani e Muscetti, fino all'altro ieri tirannici capipartito del sindaco Proserpio il primo, del vicesindaco Chiarella il secondo.
Per portare avanti le proprie ragioni l'opposizione, nella figura di Bruno Amati, sceglie la via della polemica, denunciando il metodo scorretto con il quale il comune concede le proprie aule ad altri gruppi no profit.
Per tutta risposta il vicesindaco, anziché dire "ok, troveremo un angolo anche per voi ma basta polemiche", dichiara che revocherà gli spazi anche ai gruppi no profit.
E siamo solo al 7° mese di mandato. Mancano ancora 4 anni e 5 mesi alle prossime elezioni e l'idea che la giunta presieduta da Proserpio possa seguitare a restare barricata dentro il recinto di Villa Rosa, rigettando di là dal muro qualsiasi richiesta a prescindere, sensata o meno, sostenuta dalla minoranza, è francamente disarmante. Suvvia, siamo a Molteno, ragazzi.
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mercoledì 2 dicembre 2009
Ave Maria in classe a Molteno: parla il prevosto di Lecco
Sembrava che sulla questione "Ave Maria a inizio lezioni" stesse calando un invernale oblìo, complice l'atteggiamento delle insegnanti e della direttrice della scuola elementare STATALE di Molteno che hanno fatto scudo intorno alla maestra paladina della Fede, forte di un ipotetico consenso preventivo da parte dei genitori degli alunni.
Invece, stando al seguente articolo di Paola Sandionigi uscito un mesetto fa nientepopodimeno che sul portale di Libero, quotidiano conservatore e filoberlusconiano capace di cose abominevoli come la pubblicazione di vecchie foto osé di Veronica Lario all'indomani della sua rottura definitiva col marito Premier, il caso sarebbe più aperto che mai. I genitori avrebbero infatti minacciato ricorso al Provveditore contro l'insegnante, mentre monsignor Cecchin, prevosto di Lecco interpellato sulla questione, avrebbe preso decisamente le distanze da qualsiasi militanza religiosa in una scuola pubblica al di fuori dell'ora di religione.
Ecco l'articolo completo:
"MOLTENO – E’ bufera alla scuola elementare dove un’insegnante ogni mattina alle 8.30, all’inizio delle lezioni fa recitare l’Ave Maria. A chi non è cattolico dice di pregare il proprio Dio, senza però tener conto dei tempi e delle metodologie altrui, in una scuola statale e perciò laica.
Scelta che sta scatenando un pandemonio, e a sorpresa sono pochi coloro che la sostengono. Infatti la maggior parte dei genitori sembra non condividere questo metodo, tanto che hanno appeso una serie di volantini in giro, sul cancello e nell’area parcheggi, invitando l’interessata a cambiare metodo definendo il suo gesto illegale, col rischio di emarginare chi non crede o crede in qualcosa di diverso. Sottolineando che non c’è nulla di personale contro la docente che viene descritta come persona professionalmente seria.
Nel frattempo sul blog La zanzara di Molteno, che potrebbe essere definito uno degli organi d’informazione che va per la maggiore, si leggono passaggi ironici quali A Molteno, grazie a qualche maestra paladina della fede, la preghierina si dice ancora oggi, e bel al di fuori dell’ora di religione.
Perché il punto è proprio questo. L’Ave Maria viene fatta recitare ad inizio lezioni e non nell’ora di religione o durante la catechesi. E chi pensava di trovare l’appoggio incondizionato della Chiesa si sbagliava, infatti il prevosto di Lecco monsignor Franco Cecchin è chiaro: "Se io fossi insegnante di lettere o di altra materia diversa dalla religione non farei recitare le preghiere in una scuola statale e dunque laica, perché non è corretto – assicura monsignor Cecchin-. Capisco le buone intenzioni dell’insegnante, però non si può imporre, considerando che in classe ci sono bambini di altra fede".
Una questione delicata che arriva a pochi giorni dalla sentenza della Corte di Strasburgo che ha dato ragione Soile Lautsi, cittadina italiana originaria della Finlandia, che nel 2002 aveva chiesto ai dirigenti dell’istituto statale Vittorino da Feltre di Abano Terme, frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocefissi dalle aule.
"Se tutti fossero cattolici il problema dell’Ave Maria non si presenterebbe neppure – prosegue monsignor Cecchin -, consiglierei di trasferire la preghiera all’ora di religione, non come imposizione ma come arricchimento. Ed anche nel caso di eventi tragici più che una preghiera è meglio osservare qualche minuto di silenzio così che ciascuno pensa a suo modo".
A chi l’accusa la maestra ha già più volte risposto di sapere che cosa sta facendo, mentre la dirigente scolastica Stefania Perego non è rintracciabile.
I genitori sono pronti a rivolgersi al provveditorato, anche se i più preferirebbero non scatenare clamori e risolvere il problema in casa, cancellando la preghiera mattutina. "Invito alla correttezza da tutte le parti". Conclude il prevosto.
Paola Sandionigi - Libero News
Invece, stando al seguente articolo di Paola Sandionigi uscito un mesetto fa nientepopodimeno che sul portale di Libero, quotidiano conservatore e filoberlusconiano capace di cose abominevoli come la pubblicazione di vecchie foto osé di Veronica Lario all'indomani della sua rottura definitiva col marito Premier, il caso sarebbe più aperto che mai. I genitori avrebbero infatti minacciato ricorso al Provveditore contro l'insegnante, mentre monsignor Cecchin, prevosto di Lecco interpellato sulla questione, avrebbe preso decisamente le distanze da qualsiasi militanza religiosa in una scuola pubblica al di fuori dell'ora di religione.
Ecco l'articolo completo:
"MOLTENO – E’ bufera alla scuola elementare dove un’insegnante ogni mattina alle 8.30, all’inizio delle lezioni fa recitare l’Ave Maria. A chi non è cattolico dice di pregare il proprio Dio, senza però tener conto dei tempi e delle metodologie altrui, in una scuola statale e perciò laica.
Scelta che sta scatenando un pandemonio, e a sorpresa sono pochi coloro che la sostengono. Infatti la maggior parte dei genitori sembra non condividere questo metodo, tanto che hanno appeso una serie di volantini in giro, sul cancello e nell’area parcheggi, invitando l’interessata a cambiare metodo definendo il suo gesto illegale, col rischio di emarginare chi non crede o crede in qualcosa di diverso. Sottolineando che non c’è nulla di personale contro la docente che viene descritta come persona professionalmente seria.
Nel frattempo sul blog La zanzara di Molteno, che potrebbe essere definito uno degli organi d’informazione che va per la maggiore, si leggono passaggi ironici quali A Molteno, grazie a qualche maestra paladina della fede, la preghierina si dice ancora oggi, e bel al di fuori dell’ora di religione.
Perché il punto è proprio questo. L’Ave Maria viene fatta recitare ad inizio lezioni e non nell’ora di religione o durante la catechesi. E chi pensava di trovare l’appoggio incondizionato della Chiesa si sbagliava, infatti il prevosto di Lecco monsignor Franco Cecchin è chiaro: "Se io fossi insegnante di lettere o di altra materia diversa dalla religione non farei recitare le preghiere in una scuola statale e dunque laica, perché non è corretto – assicura monsignor Cecchin-. Capisco le buone intenzioni dell’insegnante, però non si può imporre, considerando che in classe ci sono bambini di altra fede".
Una questione delicata che arriva a pochi giorni dalla sentenza della Corte di Strasburgo che ha dato ragione Soile Lautsi, cittadina italiana originaria della Finlandia, che nel 2002 aveva chiesto ai dirigenti dell’istituto statale Vittorino da Feltre di Abano Terme, frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocefissi dalle aule.
"Se tutti fossero cattolici il problema dell’Ave Maria non si presenterebbe neppure – prosegue monsignor Cecchin -, consiglierei di trasferire la preghiera all’ora di religione, non come imposizione ma come arricchimento. Ed anche nel caso di eventi tragici più che una preghiera è meglio osservare qualche minuto di silenzio così che ciascuno pensa a suo modo".
A chi l’accusa la maestra ha già più volte risposto di sapere che cosa sta facendo, mentre la dirigente scolastica Stefania Perego non è rintracciabile.
I genitori sono pronti a rivolgersi al provveditorato, anche se i più preferirebbero non scatenare clamori e risolvere il problema in casa, cancellando la preghiera mattutina. "Invito alla correttezza da tutte le parti". Conclude il prevosto.
Paola Sandionigi - Libero News
martedì 1 dicembre 2009
Esclusivo: la dichiarazione che ha fatto scappare la giunta
In attesa che il consiglio interrotto giovedì sera si riunisca per portare a termine le interrogazioni di Amati, ecco qua l'intervento mancato di Giusi Corti che, microfono alla mano, aveva fatto scappare la giunta capeggiata dal vice Chiarella, scandalizzato dal rifiuto del consigliere d'opposizione di posticipare l'intervento a fine seduta.
"Signor Sindaco,
concordiamo appieno con quanto espresso nei primi due paragrafi della Sua lettera, laddove annotiamo che l’istituto dell’interrogazione deve essere disciplinato dalla Statuto e dal Regolamento del Consiglio Comunale, che, com’è noto, non è mai stato portato in approvazione a Molteno.
Non capiamo il senso del seguito della Sua lettera, dove Lei disquisisce in modo generico e aleatorio, nel tentativo di trovare una parvenza di giustificazione per aver negato al nostro gruppo, nel Consiglio Comunale del 12 ottobre 2009, senza motivazione alcuna, la possibilità di intervenire sulle interrogazioni poste da un altro gruppo consigliare.
Al fine di regolarizzare le discussioni in Consiglio Comunale, sollecitiamo la nomina della commissione per l’aggiornamento dello Statuto comunale e la preparazione del regolamento del Consiglio comunale.
In virtù di quanto sopra, pertanto, le comunichiamo che Lei non potrà negare diritto di parola ai gruppi consiliari che vorranno intervenire sulle interrogazioni, poiché in questo specifico caso non esiste normativa certa che lo vieti.
Richiediamo a Sua Eccellenza il Prefetto, che ci legge in copia, di fornire pareri al riguardo a cui scrupolosamente ci atterremo."
Giuseppina Corti
"Signor Sindaco,
concordiamo appieno con quanto espresso nei primi due paragrafi della Sua lettera, laddove annotiamo che l’istituto dell’interrogazione deve essere disciplinato dalla Statuto e dal Regolamento del Consiglio Comunale, che, com’è noto, non è mai stato portato in approvazione a Molteno.
Non capiamo il senso del seguito della Sua lettera, dove Lei disquisisce in modo generico e aleatorio, nel tentativo di trovare una parvenza di giustificazione per aver negato al nostro gruppo, nel Consiglio Comunale del 12 ottobre 2009, senza motivazione alcuna, la possibilità di intervenire sulle interrogazioni poste da un altro gruppo consigliare.
Al fine di regolarizzare le discussioni in Consiglio Comunale, sollecitiamo la nomina della commissione per l’aggiornamento dello Statuto comunale e la preparazione del regolamento del Consiglio comunale.
In virtù di quanto sopra, pertanto, le comunichiamo che Lei non potrà negare diritto di parola ai gruppi consiliari che vorranno intervenire sulle interrogazioni, poiché in questo specifico caso non esiste normativa certa che lo vieti.
Richiediamo a Sua Eccellenza il Prefetto, che ci legge in copia, di fornire pareri al riguardo a cui scrupolosamente ci atterremo."
Giuseppina Corti
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