Sabato pomeriggio ero con la bicicletta davanti al municipio di Lecco, per dare il mio piccolo contributo "in volume" fisico (scarso) e acustico (abbondante) alla manifestazione in favore della libertà di espressione organizzata da Quileccolibera.net. Un'iniziativa nata sulla spinta contestatrice generata dagli eventi che sono seguiti alla recente visita in città del ministro La Russa. In quell'occasione un giovane contestatore, tenuto a debita distanza da forze dell'ordine istruite dai gerarchi Daniele Nava e Fabio Dadati, aveva dato dell'"ipocrita" al fascistissimo ministro. Colpevole, a suo dire, di predicare la sicurezza celebrando l'impunità del Ducetto di Arcore grazie al Lodo Alfano. Un tale innocuo slancio giovanile di genuina anarchica libertà era stato prontamente stroncato da un'aggressione fisica da parte delle forze dell'ordine, seguita nei giorni successivi da una denuncia penale da parte della Questura di Lecco, per "grida sediziose" e "inosservanza dei provvedimenti della Pubblica Autorità".
Sabato pomeriggio...continua qui.
lunedì 29 giugno 2009
sabato 27 giugno 2009
giovedì 25 giugno 2009
Da La Provincia di Lecco: "La tolleranza zero di Proserpio"
Ecco l'articolo di Patrizia Zucchi uscito ieri su La Provincia di Lecco, riguardo il primo consiglio comunale della neoeletta giunta Proserpio. In un box trovate anche l'accenno all'"entrata a gamba tesa del clero moltenese nella campagna elettorale".mercoledì 24 giugno 2009
Primo consiglio comunale per la nuova amministrazione Proserpio
Tra pratiche di routine e qualche comprensibile impaccio nell'indossare la fascia tricolore, prontamente raddrizzata dallo scattante avvocato nonché vicesindaco Giuseppe Chiarella, il nuovo sindaco di Molteno Mauro Proserpio ha officiato ieri sera il suo primo consiglio comunale nella sala consigliare che lo ha visto fino a novembre 2008 vestire i panni di vicesindaco della coalizione uscente. Forte di una vittoria schiacciante il neoeletto primo cittadino moltenese ha lanciato all'opposizione un messaggio che voleva essere forse distensivo ma che è finito per suonare minaccioso e oltraggioso nei confronti dei consiglieri di minoranza. "Sospenderò il consiglio comunale, e manderò tutti a casa, non appena si scivolerà nella polemica inutile, degna della peggiore bettola (evidentemente lui è appassionato delle trattorie stellate Michelin), come è puntualmente avvenuto negli ultimi cinque anni". E ancora:"Noi abbiamo la maggioranza per governare anche senza l'opposizione. Vogliamo cercare il dialogo costruttivo ma se ciò non sarà possibile non esiterò a buttare tutti fuori".In soldoni: o con noi o siete fottuti. La maggioranza assoluta del paese ci ha votati quindi ora per 5 anni facciamo quello che ci pare. Un già sentito dal forte sapore berlusco-mussoliniano che va a stridere con quel riavvicinamento del comune al cittadino che è stato uno dei cavalli di battaglia della sua discussa campagna elettorale. Il resto è stato il solito sproloquio sul rispetto degli impegni assunti con gli elettori, sulla nuova politica sociale in favore dei minori e degli anziani (che ne sarà di noi, semplici adulti condannati a una vita borderline??), e su una vaga linea di tutela dell'ambiente.
Guance paonazze e cravatta stretta a trattenere l'ira nei confronti di chi, come Giuliano Colombo, suo ex compagno di coalizione, gli ha dato velatamente del giovane presuntuoso e voltagabbana, Proserpio ha rintuzzato le stoccate degli avversari glissando completamente sulla questione della spudorata campagna elettorale portata avanti in suo favore dalla curia moltenese fin da prima di Natale, motivo principale che ha convinto Bruno Amati, capogruppo della lista "Voltiamo pagina per Molteno", a rinunciare sdegnato alla carica di consigliere. In attesa di rendere operative le nuove leve disposte a scrivere su questo blog che vuole aiutare la nuova amministrazione comunale nella sua lotta a favore della pubblicità e della trasparenza , la mia anima laica cerca avidamente altre testimonianze sul ruolo che ha avuto la chiesa nel quasi plebiscito del candidato della lista Vivi Molteno. Perché a me certe pagine di bassa politica clericale piace leggerle e rileggerle e rileggerle ancora, come se fossero scritte dalla penna di Guareschi.
N.T.
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