lunedì 30 novembre 2009

Giunta dribblomane stesa dallo stopper Amati

...comunque un plauso all'Ass. Corti, la foto su Casateonline di lui seduto solo soletto sui tavoli del consiglio la dice lunga di come il buon senso sia, nella maggioranza, in minoranza...
Oggi ferie, per cui posso fare un po' di pettegolezzo. Pare che qualche cittadino vicino ai "trombati" alle elezioni abbia fatto notare al don Abruzzese, nel corso delle benedizioni natalizie, il proprio disappunto per la sua posizione sfacciata in campagna elettorale, e che lui non si sia neppure difeso. Poverino, brutto dev'essere, sentirselo dire... Un po' come un prof. che viene invitato dai propri alunni a spiegare di più, e meglio.
Poi, il sindaco sulla Provincia ribadisce la sua volontà di evitare che il consiglio si trasformi in una bettola. Forse poteva notare che alla sua sinistra, all'estremità del tavolo, c'era un signore della maggioranza, non so come si chiami, che bofonchiava contro pubblico e opposizione praticamente sdraiato sulla sedia, poco ci mancava che mettesse i piedi sul tavolo. Magari il sindaco poteva invitarlo a una maggior compostezza, e fargli notare che si può dire "io ho già detto la mia opinione" solo dopo averne espressa una.
Ultima cosa. La più sconcertante. L'Ass. Petrollini, tra i pochi ad aver dato l'impressione di sapere il significato della parola "amministrare", ammette che in effetti qualche verbale risulta non del tutto fedele a quanto espresso in consiglio. Non è coraggio, è correttezza, e trasparenza, componenti purtroppo poi buttate subito a mare dalla successiva votazione. E a questo proposito risulta mancante nei verbali la dichiarazione del vicesindaco nella quale spiega che il significato della parola INDIPENDENZA (requisito richiesto per fare il volontario a Molteno, solo a Molteno) dev'essere inteso con riferimento all'appartenenza politica, alla razza e alla religione. Frase scomparsa chiaramente dai verbali, perchè non si può mettere per iscritto una cosa così, detta da un avvocato poi, che il diritto costituzionale l'ha studiato. Perchè scrivere nel verbale una cosa così significa che io poi, per esempio, spedivo copia del verbale al Ministro per le pari Opportunità, e il vice sindaco avvocato non ci avrebbe fatto una bella figura.

Winnie

venerdì 27 novembre 2009

Il sindaco Chiarella fa saltare il banco

La cronaca dettagliata del consiglio la trovate a firma Marta Mazzolari su Casateonline a questo link.

Un "consiglio interruptus", quello di ieri, dal quale tuttavia sono emerse parecchie cose interessanti. La prima è che nella maggioranza ci sono persone dotate di buon senso, di senno, di pazienza ben superiori alla mia. Purtroppo sono "semplici" assessori. Sindaco e vice invece hanno confermato e ribadito all'ennesima potenza la propria fastidiosa supponenza. Rimarcare continuamente il risultato elettorale suona antipatico, anche perchè vincere le elezioni non esime poi dal lavorare bene. Legge alla mano, l'uscita di scena del vice non è comunque giustificata, non si può lasciare l'aula invocando il rispetto di un regolamento che, ad oggi, non c'è.
Resta il fatto grave che il vice si sia alzato per primo, e il sindaco a ruota, ma solo a ruota. Il sindaco fa il sindaco, e il vice fa il vice, a casa mia.
Resta il fatto che parte dei componenti della giunta sono totalmente disinformati su tutto.
Certo, qualcosa di buono c'é, ma restano le questioni di fondo, dietro al buonismo ci dovrebbe essere altro, che ieri si è visto a tratti, negli assessori Villa, Petrollini e Corti, per il resto da restare sconcertati.
Resta la questione Casiraghi, l'uomo jolly per ogni stagione politica, non si può invocare il risultato elettorale per giustificare qualcosa che a un consigliere non è consentito fare. Ovvero fare il prezzemolino in uffici pubblici dove inevitabilmente circolano informazioni sui cittadini, protette dalla privacy.
Resta il fatto che, regolamento o no, tutti dovrebbero aver diritto di parola in un consiglio comunale. Ascoltare in silenzio sarebbe buona norma per tutti, ma poi tutti devono poter parlare.
Resta il fatto che di commissioni consiliari e strumenti di partecipazione neanche l'ombra.
Resta il fatto grave delle misteriose 900.000 euro messe a bilancio. Meno male che Amati su 'ste cose è informato e puntiglioso.
Resta il comportamento sconcertante della segretaria comunale che ride in faccia ai consiglieri, apre platealmente le braccia sconsolata, tratta Amati come una pezza da piedi, prende posizioni politiche, non ascolta, non scrive. 6500 euro al mese per comportarsi in modo decisamente fuori dal mondo. Spero che sarà chiamata a rispondere di questo.
Ha chiesto scusa quando ormai era troppo tardi.

Winnie

mercoledì 25 novembre 2009

A scanso di equivoci: indovina chi viene a cena?

Una zanzaraccia rognosa assai mi ha appena sibilato in un orecchio "vai a dare un'occhiata a Merateonline, c'è un articolo interessante su una cena che si è tenuta ieri alla Casupola".
Oggetto: fondazione di una sorta di circolo culturale provinciale del Pdl. Invitati: il presidente della provincia Daniele Nava, il Bell'Antonio Rossi, numerose personalità della cattolicissima destra locale e la ministra della pubblica istruzione Mariastella Gelmini. La quale ha fieramente dichiarato "Stiamo lavorando in settori che la sinistra riteneva propri, come la scuola e l`università. Ecco sia ben chiaro: noi non abbiamo nessun timore riverenziale verso la sinistra".
Detto da una che ha portato a termine gli studi a Catanzaro e che nel 2000 venne espulsa dal consiglio comunale di Desenzano del Garda per "manifesta incapacità" suona paradossalmente quasi consolatorio.
Ma tant'è. Se internet è il futuro il futuro non è della Gelmini né degli elegantoni presenti alla cena alla Casupola. Tra i quali, per fugare ogni dubbio circa il suo triplo zompo carpiato nelle fila del PDL, proprio il nostro sindaco Mauro Proserpio accompagnato dalla consorte e dal presidente di Idrolario Ermanno Buzzi, fedelissimo berlusconiano. Seduti, Mister 1200 voti e first lady, allo stesso tavolo con l'Avv. Richard Martini, pres. Cons. comunale padano di Lecco, e Filippo Boscagli, cons. prov. di Nava e nipote del ciellinissimo ex sindaco lecchese.
Niente di male. Cambiare così radicalmente idee, bandiere e compagni di mangiate è squallido ma lecito. Solo che certi ribaltoni politici fanno sempre senso. Gli elettori di centrosinistra ben ricorderanno l'alacre impegno di Proserpio e consorte nel seggio delle Primarie del Partito Democratico. Correva l'ottobre 2007. Di lì a un anno sarebbero stati folgorati sulla via di Arcore.
E Forzaaa Itaaalia.





lunedì 23 novembre 2009

Comune di Molteno: alla faccia della trasparenza!

Zitta zitta, quatta quatta, da qualche tempo la giunta di Molteno ha approvato un onerosissimo piano per la costruzione di pedonali e ciclabili che ha poi presentato in Regione, allo scopo di partecipare ai fondi da essa destinati alla viabilità nei comuni, in particolar modo alla riqualificazione delle aree ferroviarie. Operazione lodevole, se non fosse che interessa vie e giardini privati e dimentica di coinvolgere nel progetto i diretti interessati. Ovvero i proprietari che vedrebbero il loro giardino tagliato a metà oppure i loro già pochi parcheggi fuori casa trasformati in una via pedonale dalla discutibile utilità.
Non si poteva indire a riguardo un'assemblea pubblica? Mostrare a tutti i cittadini il progetto? Raccogliere opinioni, pareri e vagliare eventuali proposte alternative?
Se non altro per dimostrare almeno ai loro 1200 elettori il rispetto dei sacri principi della "trasparenza" e della "vicinanza" del comune al cittadino, tanto sventolati durante la campagna elettorale e poi arrotolati di nuovo negli armadi polverosi, assieme alle gigantografie del sindaco rimaste inutilizzate.

Cito a questo proposito il punto primo del volantino elettorale della lista Vivi Molteno:

1) "La partecipazione dei cittadini deve essere alla base di ogni amministrazione: ciò che si amministra è il bene di tutti e non solo di coloro che siedono nel consiglio comunale.
Riteniamo pertanto utile e importante incentivare tutte le forme di partecipazione possibile alla vita amministrativa del Comune attraverso assemblee pubbliche, indagini, referendum, con lo scopo di conoscere, prima di assumere decisioni, l’orientamento della popolazione su quella particolare questione."
Lista Vivi Molteno - Candidato sindaco: Mauro Proserpio

sabato 21 novembre 2009

Misteri dal satellite

Qualche giorno fa un amico della Zanzara mi ha fatto notare che osservando il nostro territorio comunale dalle Google maps ha notato una strana "anomalia" nel bosco di San Martino, in quell'ultimo spicchio di verde incastrato tra la superstrada e la ferrovia che porta a Costamasnaga. Andato a curiosare sul posto ha trovato una piccola costruzione adibita a legnaia e parcheggio per un trattorino. La domanda è automatica: l'autore della costruzione ha avuto un qualche permesso dal comune, visto che in tutto il tetro boschetto è l'unico a possedere una cosa del genere?

giovedì 19 novembre 2009

Luzzana: che occasione x la viabilità!

La zona industriale di LUZZANA è cosa fatta; essendo scaduto il termine per la presentazione del ricorso al TAR REGIONALE rimane valida a tutti gli effetti l'approvazione fatta dalla precedente amministrazione DE CAPITANI.
Se nessuno degli abitanti della fraz. LUZZANA ha seguito la proposta dell'opposizione di VOLTIAMO PAGINA PER MOLTENO DI BRUNO AMATI (MUSCETTI, pur essendo di LUZZANA sembra si sia dileguato su questo problema), significa che per loro il problema stesso non era così importante come sembrava dagli interventi in CONSIGLIO COMUNALE.
Ora la nuova amministrazione non può piu' chiamarsi fuori come ha fatto fino a questo momento e stare in disparte, ma deve prendere le decisioni del caso. In particolare dire ai cittadini che con questa operazione di cementificazione arrivano nelle casse del COMUNE circa 2 milioni di EURO (forse piu') e quindi come verranno utilizzati. Non è piu' tempo di annullare progetti già definiti (vedi cimitero) per risparmiare.
Visto che il COMUNE di ROGENO fa parte di quel teorico consorzio per il PGT (teorico perchè non si capisce che scopo abbia, se non quello di sciupare soldi ingrassando i soliti tecnici noti); non pensa il SINDACO MAURO PROSERPIO, che sia questa una opportunità per dare un colpo drastico al problema traffico di LUZZANA, inserendo nella nuova area industriale un collegamento che dalla strada della NOSTRA FAMIGLIA arriva in IN SUPERSTRADA?
In questo modo si riuscirebbe ad avere un lato positivo nella negatività di questa nuova cementificazione, ancora piu' positivo se la strada si riesce a farla in collaborazione economica con chi costruisce.
A proposito, chi ha fatto la richiesta di permesso di costruire? Di che cosa si occupano queste industrie?
Sembra che non tutti i cittadini siano al corrente di questo.

Emilio Magni
Italia dei Valori
Molteno

venerdì 13 novembre 2009

Zanzara, le regole del gioco

Negli scorsi giorni sono venuto a sapere che chi conosce questo blog per sentito dire lo chiama "il sito (alcuni anche blob) che parla male dell'amministrazione comunale". Alcune maestre dicono che è "il blog che parla male della scuola". Gli ambienti oratoriani sostengono invece che la Zanzara sia tutta contro i loro Din&Don. Bene. Mi aspettavo la ventilata sassaiola di commenti da parte delle scandalizzate maestre paladine della fede oltre che dell'educazione delle nuove leve dell'italica gioventù. E invece nulla. Anche il comune tace e contribuisce - x stessa confidenza di alcuni suoi membri - a far salire di qualche giro in più il modestissimo contatore delle visite quotidiane.
Nessuno, nemmeno un chierichetto, ha osato condannare e smentire quanto scritto sulla Zanzara nei suoi 5 mesi di vita, riguardo l'interventismo politico del parroco e del suo aiutante.
Forse perché il blog non parla male proprio di nessuno. Un vecchio ritornello direbbe "la verità ti fa male, lo sai". Ma è una citazione brutta e scontata.
Visto allora che proprio l'altro ieri sera Raitre ha ospitato un intenso monologo di Roberto Saviano, è decisamente più attuale una citazione dal suo "Gomorra" (pag. 128):

all'interno dei clan "Giustizia e ingiustizia hanno un significato solo se considerate nel concreto(...)Se qualcuno ti offende, se ti tratta male, sta commettendo un'ingiustizia, se invece ti riserva un trattamento di favore ti fa giustizia".

Chi si sente offeso da questo blog è perché vorrebbe un trattamento di favore o preferirebbe lasciar cadere il silenzio su alcune questioni. La Zanzara ripudia questa logica simil-camorristica. Qui non si fanno favori e non si perseguita nessuno.
E' per questo che d'ora in avanti ci sarà spazio solo per la verità, cantata il più possibile sul pentagramma dell'ironia. Niente più insulti gratuiti a nessuno. Non ho più alcuna intenzione di passare il tempo a levare commenti anche interessanti che però contengono appellativi come "idiota", "asino" o "imbecille", che volano ogni due per tre.
Per qualche tempo inserisco la moderazione dei commenti, visto che voglio poter stare lontano dal pc senza il timore di incursioni scomposte da parte di chi nemmeno x iscritto riesce a tenere a freno la propria innata incazzatura.
Vorrei tanto, e qui siamo già ai buoni propositi per l'Anno Nuovo, ospitare più spesso lettere di chiarimenti, denunce e relazioni su situazioni del paese, vengano esse dalla chiesa, dal comune, dalla scuola o da un singolo privato.
N.T.

mercoledì 11 novembre 2009

Il Crocefisso: religione o tradizione?


Prima di pubblicare le considerazioni private del nostro concittadino Emilio Magni sulla "questione Crocefisso", volevo far notare che lunedì 9 novembre la Zanzara ha avuto 43 nuovi visitatori, contro le abituali quotidiane 23-24 "new entries". Di queste tante maestre, alcune curiose, altre scandalizzate dall'oscena pubblicità di un fatto che a loro dire, giusto o sbagliato che fosse, non andava rivelato alla pettegolissima stampa locale. Mi sarei aspettato qualche commento, magari proprio dalla diretta interessata che ci spiegasse quali mai fossero le sue "ragioni" citate nell'articolo ma sono costretto a prendere atto che nessuna, anche quelle più smaliziate con internet, è intervenuta.

"La decisione della CORTE EUROPEA dei DIRITTI UMANI di Strasburgo, che ha stabilito che il crocefisso appeso nelle aule scolastiche è una VIOLAZIONE della libertà di religione degli alunni, ha scatenato una miriade di interventi, spesso contrari e inneggianti a una non ben precisata idea di "tradizione" che ben poco ha del religioso.
Credo sia assolutamente sbagliato mischiare RELIGIONE e TRADIZIONE. Per un cristiano cattolico il crocefisso NON rappresenta un simbolo di tradizione ma un ben più "alto" segnale della sua fede in GESù CRISTO morto su quella croce per salvare l'umanità.
A molti politici fa comodo ridurre una questione di fede a un fatto di tradizione.
Credo che dovrebbero essere i primi a tacere in quanto sono, molti di essi, i primi a non tenere in considerazione i valori della cattolicità, primo tra tutti l'indissolubilità del matrimonio, cardine della Chiesa Cattolica.

GESù CRISTO, per i cattolici DIO fattosi uomo, ovvero la persona inchiodata su quella croce tanto contestata, durante la sua breve vita ha affermato:
"ero affamato e mi avete dato da mangiare. Ero nudo e mi avete vestito. Ero carcerato e mi avete visitato".
Qualcuno gli domandò: "Quando ti abbiamo fatto tutto questo?"
Lui, di rimando: "quando lo avete fatto a un vostro simile lo avete fatto a me!"
Oggi potrebbe dire: "ero emigrante perché fuggivo dalla guerra, dalla fame, dall'ingiustizia e mi avete accolto".


Noi, invece, dimenticando che il valore principale della fede cattolica è l'AMORE PER IL PROSSIMO di qualunque razza o religione esso sia, lasciamo morire di fame gli immigrati, in balìa delle onde del mare, oppure li arrestiamo per il reato di clandestinità introdotto dal DDL SULLA SICUREZZA voluto dall'attuale governo e sostenuto con grande vigore proprio dalla LEGA NORD. Tutti a parole difensori del crocefisso. (I poveri cristi invece possono morire tutti quanti., ndr.)
"Ci toglieranno anche le chiese, ci toglieranno i santi dalle vie...", un diffuso sentire che sbatte contro la tragica realtà di un Paese che sta svuotando DI PROPRIA INIZIATIVA le chiese. Un recente sondaggio ha infatti evidenziato che solo il 25% dei battezzati partecipa alla Messa settimanale, che dovrebbe essere il fulcro della vita di ogni cattolico!
Di più. La mancanza di vocazioni sta portando a raggruppare le parrocchie limitrofe nelle cosiddette UNITà PASTORALI che in tal modo possono condividere i pochi sacerdoti rimasti (...)
Con questo non volevo fare alcuna predica ma cogliere l'occasione per evidenziare alcuni principi che in un mondo che cambia velocemente spesso vengono trascurati, mentre è indispensabile averli sempre presenti".

Emilio Magni

*NDR: E allora di quali valori parliamo? Forse che a noi e ai nostri politici va bene "declassare" crocefisso, presepe, ecc. ecc. a valori della tradizione perché in questa maniera non si fa peccato poi a calpestarli?

lunedì 9 novembre 2009

Padre Nostro, che sei nei cieli...restaci!

E infine la Zanzara finì sul giornale...Sfogliando La Provincia Online ho scoperto ieri che Patrizia Zucchi, cacciatrice esperta di cronache locali e spauracchio dei sindaci del lecchese, è riuscita a risalire al nome della maestra a cui faceva riferimento un mio post di un mesetto fa.
L'ha trovata e le ha chiesto spiegazioni. Lei, l'insegnante, si è difesa dicendo

"Conosco benissimo il Concordato del 1984, ma ho delle ragioni che ritengo valide e che ho sempre affermato. Il mio gesto ha motivazioni fondate, non solo educative e alle quali non ho scelto d’aderire io soltanto".

Una MISSIONE, quindi, dettata da una VOCAZIONE? Ma la cara maestra non poteva andare a inseguire la propria vocazione in una scuola cattolica, invece che in quella pubblica???
Anche se comprendo che per un PALADINO DELLA FEDE c'è più gusto ad andare a convertire i poveri POPOLI PAGANI piuttosto che seguitare ad arare un campo già arato.
Qualcuno - magari la direttrice - fermi questi Gesuiti della scuola pubblica che contro la laicità della nostra Repubblica levano al cielo il totem del loro dio.



sabato 7 novembre 2009

Storie extra: il Cristo di Baghdad

Cammina sotto la pioggia gelida che inzuppa le ultime foglie secche impiccate agli alberi e le butta a terra facendole marcire nelle pozzanghere ai margini del viale Giovanni XXIII. In testa un cappellino, indosso una giacca di tre taglie più grandi di lui, in volto i segni della disperazione. A tracolla porta un borsone, unici suoi averi di cui spogliarsi al più presto per non morire di fame. Missione: vendere quel fardello di inutili e fastidiosi calzini corti anche se la stagione suggerisce accessori più pesanti. Questione di vita o di morte. Lui è senza nome, è solo un iracheno disperato che cerca di incrociare qualche sguardo dietro le imposte che rapide si abbassano per chiudere fuori di casa l'umidità e i sensi di colpa.
Una vittima della guerra portata dall'Occidente nel suo Paese.
"Prima della guerra lavoravo, io e la mia famiglia stavamo bene, non ci mancava niente. Poi tutto è finito. Siamo dovuti emigrare".
Le nostre bombe ci stanno tornando indietro sotto forma di inutili calzini.
"Ho moglie e quattro figli, una maestra di Bulciago ci ha lasciato la sua seconda casa senza nulla chiedere in cambio, nemmeno un euro di affitto. Ha litigato pure con qualche parente, pur di darci una mano. Senza di loro non so proprio come avremmo fatto".
Qualche lacrima si confonde con la pioggia.
"Io non ho mai fatto questo lavoro. Io avevo un bel lavoro, ora mi trovo a camminare per le strade a pregare la gente di comprarmi qualcosa. Al mio Paese prima della Guerra io stavo bene..."
I calzini non servono, la mano ricca gli propone un'offerta.
"No, ti prego, non posso accettare. Compra qualche calzino, hai figli?"
L'uomo è musulmano e la sua religione gli impedisce di accettare l'elemosina.
"Tre. Un maschio e due femmine".
"Compra questi bei calzini per tuo figlio. Quanti anni ha?".
"34"
"Ha moglie e figli?"
"No..."

Ieri pomeriggio sono tornato a casa dal lavoro e mi sono ritrovato, accanto a un piatto fumante di pasta con i broccoli, una bella confezione di calzini corti da uomo.
"Ma', che cacchio sono 'ste robe? Lo sai che odio le calze corte!"

venerdì 6 novembre 2009

Tunnel di Coroldo, ricorso straordinario a Napolitano

Riporto qui a fianco l'articolo di Patrizia Zucchi, uscito qualche giorno fa su La Provincia, riguardo il ricorso straordinario al Capo dello Stato che qualche cittadino di Coroldo ha fatto contro il progetto del tunnel sotto al dosso, voluto dall'amministrazione provinciale uscente di centrosinistra. L'opposizione, manco a dirlo, insorge contro il sindaco, accusandolo di aver tenuta nascosta fino all'ultimo l'esistenza di questo ricorso che rischia di gettare alle ortiche quella che vedono come un'enorme opportunità viabilistica per la zona. Ma il bene degli abitanti di Coroldo e Raviola, si può sapere quale è?

mercoledì 4 novembre 2009

Imar-Bruciaossa. Istruttoria in corso

A metà settembre dall'Arpa di Oggiono mi era stato detto che entro metà ottobre sarebbero stati comunicati al comune di Bosisio e alla provincia i risultati dell'ispezione alla ditta Imar Srl, famigerato inceneritore di carcasse animali contro i cui miasmi più volte la popolazione di Bosisio Parini e Molteno ha avanzato lamentele.
Ottobre è passato e questa mattina dal comune di Bosisio (tel. 031.3580511) mi hanno detto che l'Arpa ha chiesto ai tecnici comunali altri dati sulla ditta in questione in modo da integrare i propri rilevamenti fatti a settembre per poter poi procedere a un provvedimento finale. Telefonare quindi Arpa a dicembre. Appuntamento rinviato. Sperando che questo gioco a "rimbalzarsi a vicenda" finisca.

lunedì 2 novembre 2009

Sondaggio: i prezzi delle case sotto accusa

Questa volta ho deciso di dare al mini-sondaggio del blog lo spazio che si merita. L'argomento era "Che cosa ti indigna di più" e le opzioni di risposta spaziavano dai temi politici, a quelli economici, morali e sociali.
Due voci si sono contese il "primato dell'indignato" sino agli ultimi minuti. Alla fine l'ha spuntata
I PREZZI DEL MERCATO IMMOBILIARE,
che ha raccolto 12 voti contro gli 11 di
BERLUSCONI CHE FA LE LEGGI PER SE STESSO.
Al terzo posto, con otto "indignazioni", si è piazzato
IL TASSO DI INTERESSE DELLE BANCHE,
che ha staccato di un solo punto
I SOLDI E IL POTERE POLITICO DEL VATICANO e IL COSTO DELLA BENZINA, a pari merito.
In 4 hanno giudicato indegna la presenza delle
SCHIAVE DEL SESSO SULLE STRADE,
probabilmente anche alla luce del troiaio che esiste a palazzo, dove i deputati vanno a puttane però votano contro la riapertura delle case chiuse.
A pochissimi importa
LA CAMPAGNA TERRORISTICA CONTRO IL CONSUMO DI ALCOL,
mentre quasi nessuno è riuscito ad indignarsi per le
STRANE ABITUDINI SESSUALI DI PIERO MARRAZZO
il quale, peraltro, si è dimesso dalla vergogna.
In fondo alla lista dei motivi per cui vale la pena indignarsi troviamo
L'IMMIGRAZIONE INARRESTABILE.
Forse perché questo straziante e problematico movimento umano va oltre qualsiasi giudizio morale. Se volete aggiungere altri motivi di indignazione fatevi avanti.