domenica 31 gennaio 2010
Tangenzialina: arrivano i soldi di Nava. E quelli di Brivio, dove sono finiti?
Dalla PROVINCIA DI LECCO di mercoledì 27/01/2010: “ l'assessore provinciale STEFANO SIMONETTI firma una lettera al sindaco MAURO PROSERPIO per annunciare il reperimento di 2 milioni e 400 mila euro per la variante di RAVIOLA. “
E' una notizia che, se reale, è di una fondamentale importanza per la soluzione del problema traffico in questa frazione.
Mi chiedo se è una notizia vera o una bufala, perchè nel “ PROSPETTO DELLE OPERE PUBBLICHE, FINANZIAMENTO TRIENNIO 2010/2012 “ della GIUNTA PROVINCIALE del PRESIDENTE NAVA, non esiste traccia della voce riguardante il collegamento viario tra la SP 51 (località RAVIOLA) e la SS 36.
Il 19 dicembre 2009, scrivevo di questo problema ed ora leggendo questa notizia mi viene spontaneo fare delle riflessioni ed sprimere delle domande.
La cifra reperita è reale o una semplice enunciazione?
Questa somma di denaro pubblico (2.400.000 EURO) dove viene evidenziata nel PIANO TRIENNALE D'INVESTIMENTO della GIUNTA PROVINCIALE?
Non crede l'amministrazione PROSERPIO, sia il caso d'informare i cittadini, in modo dettagliato, di come verranno utilizzati questi soldi, con una assemblea organizzata dall'AMMINISTRAZIONE COMUNALE e non da una associazione di privati cittadini?
La precedente AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE (GIUNTA del PRESIDENTE BRIVIO) aveva finanziato con delibera del 18 dicembre 2008, EURO 2.900.000, per questo progetto.
Questi soldi sono stati precedentemente cancellati dalla nuova amministrazione che ora li sostituisce con questo reperimento di EURO 2.400.000; credo sia il caso che qualcuno, che ha responsabilità in merito, chiarisca dove sono stati trovati e dove sono andati a finire quelli della precedente GIUNTA PROVINCIALE.
E' importante che si sappia quale sarà lo sviluppo del progetto nella sua forma completa e cioè dalla rotonda di RAVIOLA fino all'innesto con la SS 36; questo i cittadini lo possono sapere solo dall'AMMINISTRAZIONE COMUNALE di MOLTENO.
Non vorrei che sia ulteriore fumo negli occhi; siamo abituati alla politica delle enunciazioni puntualmente modificate, ritrattate od annullate dai nostri governanti diCENTRODESTRA.
EMILIO MAGNI
ITALIA DEI VALORI
MOLTENO
E' una notizia che, se reale, è di una fondamentale importanza per la soluzione del problema traffico in questa frazione.
Mi chiedo se è una notizia vera o una bufala, perchè nel “ PROSPETTO DELLE OPERE PUBBLICHE, FINANZIAMENTO TRIENNIO 2010/2012 “ della GIUNTA PROVINCIALE del PRESIDENTE NAVA, non esiste traccia della voce riguardante il collegamento viario tra la SP 51 (località RAVIOLA) e la SS 36.
Il 19 dicembre 2009, scrivevo di questo problema ed ora leggendo questa notizia mi viene spontaneo fare delle riflessioni ed sprimere delle domande.
La cifra reperita è reale o una semplice enunciazione?
Questa somma di denaro pubblico (2.400.000 EURO) dove viene evidenziata nel PIANO TRIENNALE D'INVESTIMENTO della GIUNTA PROVINCIALE?
Non crede l'amministrazione PROSERPIO, sia il caso d'informare i cittadini, in modo dettagliato, di come verranno utilizzati questi soldi, con una assemblea organizzata dall'AMMINISTRAZIONE COMUNALE e non da una associazione di privati cittadini?
La precedente AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE (GIUNTA del PRESIDENTE BRIVIO) aveva finanziato con delibera del 18 dicembre 2008, EURO 2.900.000, per questo progetto.
Questi soldi sono stati precedentemente cancellati dalla nuova amministrazione che ora li sostituisce con questo reperimento di EURO 2.400.000; credo sia il caso che qualcuno, che ha responsabilità in merito, chiarisca dove sono stati trovati e dove sono andati a finire quelli della precedente GIUNTA PROVINCIALE.
E' importante che si sappia quale sarà lo sviluppo del progetto nella sua forma completa e cioè dalla rotonda di RAVIOLA fino all'innesto con la SS 36; questo i cittadini lo possono sapere solo dall'AMMINISTRAZIONE COMUNALE di MOLTENO.
Non vorrei che sia ulteriore fumo negli occhi; siamo abituati alla politica delle enunciazioni puntualmente modificate, ritrattate od annullate dai nostri governanti diCENTRODESTRA.
EMILIO MAGNI
ITALIA DEI VALORI
MOLTENO
giovedì 28 gennaio 2010
Il comune sposta il giorno della Memoria: coincidenze?
A proposito di Arco, l'associazione residenti di Coroldo, sono andato a riprendere un post del 15 settembre dove, tra i tanti commenti, c'era anche questo a firma "Una Zanzara": "Questa sera in Comune è prevista una riunione de L'Arco, l'associazione di Coroldo che tanto si è spesa per mettere a punto il progetto di riqualificazione viaria della zona con l' amministrazione De Capitani, con un'azione di pressing molto incisiva. Azione tra l'altro sempre molto condivisa, dato il carattere di urgenza dell'intervento, da realizzare al più presto per "mettere al riparo" questa strada da probabili cambiamenti decisionali".
Mi sono chiesto: domani sera l'Arco si ritrova nuovamente in comune per parlare di viabilità ai cittadini.
Contemporaneamente la nuova giunta, nella sala mensa delle scuole, decide di proiettare il film dedicato all'Olocausto "Il bambino con il pigiama a righe", con ben due giorni di ritardo rispetto alla data di commemorazione. Fu infatti il 27 gennaio 1945 che i sovietici varcarono le soglie dei cancelli di Auschwitz rivelando al mondo quell'orrore. Proiettare il film due giorni dopo l'anniversario esatto è come, passatemi questo paragone più comprensibile per i nostri chierichetti in giunta, andare alla Messa di Natale il 27 dicembre. E poi, a parte tutto, due eventi a Molteno nella stessa sera non si sono mai visti.
mercoledì 27 gennaio 2010
Bayer, non solo Aspirina e Alka Seltzer
Tornati da Cracovia, l'ossessione è stata cercare di CAPIRE come sia stato possibile l'Olocausto. Come una nazione intera assieme ai suoi alleati (Italia Fascista compresa) abbia potuto pensare di giustificare un immane genocidio di Stato. Comprendere i motivi per i quali, in nome di un'allucinazione collettiva, milioni di pacifiche famiglie fatte di persone che lavoravano, studiavano, giocavano, amavano, piangevano, sognavano, sono state trattate peggio della più funesta piaga pestilenziale. Schiacciate come cavallette. Fatte strisciare come lumache rosse. Disinfestate come pidocchi. Disinfettate come il colera.Il problema è che, a cercare ossessivamente di farsene una ragione, si rischia di andare in tilt, di finire in un loop cerebrale senza fine. E' successo. L'umanità doveva ritorcersi su se stessa fino a toccare le scapole della disumanità e ci è riuscita. Oltre a quello c'è il nulla. Forse è stato proprio a causa dell'assurdità dell'evento storico, di quell'angosciante vuoto della ragione, che alcuni pseudo-intellettuali hanno cercato di ridimensionarne la portata fino ad arrivare addirittura a negarlo.
Vale la pena leggere chi è, per esempio, Robert Faurisson, padre del negazionismo dell'Olocausto.
E vale la pena spendere qualche minuto anche per ricordarci passato e presente di multinazionali come la tedesca Bayer, madre dell'Aspirina, dell'Alka Seltzer, del Lasonil e di un comune "alza-pinello" similviagra.Durante la Seconda Guerra Mondiale la Bayer è stata il braccio chimico della IG FARBEN, principale gruppo finanziatore del regime di Hitler e composto, tra le altre, anche da Agfa e Basf.
E' stata la Bayer a volere uno stabilimento a Birkenau per sfruttare la manodopera schiava e testare su di essa i propri ritrovati chimico-farmaceutici. La Bayer ha prodotto il Zyclon B, il pesticida a base di acido cianidrico che veniva usato nelle camere a gas di Auschwitz, Birkenau e Majdanek (negli altri campi si usava il monossido di carbonio prodotto dai carri armati).
Nel Dopoguerra la Bayer, separatasi dalla compromessa casa-madre, è scampata a tutti i processi per genocidio ed è diventata una delle più grandi multinazionali chimico-farmaceutiche del mondo. Finanziatrice di guerre civili nel Terzo Mondo e creatrice dell'Eroina e dei pesticidi responsabili, in tempi più recenti, della moria delle api che se spinta al limite potrebbe portare a impensabili scenari catastrofici. Ricordiamoci da dove veniamo. Dove vogliamo finire?
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martedì 26 gennaio 2010
Tanto per chiarire: Progetto preliminare opere infrastrutturali per lo sviluppo del trasporto ferroviario
Crediamo sia dovuta una risposta, o meglio una riflessione sulla frase che il Sindaco di Molteno ha pronunciato al termine della lettura in Consiglio Comunale delle osservazioni su questo progetto da parte del nostro capogruppo, osservazioni che sottolineavano l’incongruenza tra le finalità del bando regionale e le soluzioni progettuali inoltrate dal Comune alla Regione Lombardia.
La relazione sollevava forti dubbi sulla regolarità degli atti adottati dalla giunta comunale in merito alle modalità intraprese per l’ approvazione del progetto e sulla competenza della stessa a deliberare in materia di copertura finanziaria e di urgenza delle proprie deliberazioni . A conclusione, il nostro gruppo si riservava di inoltrare le osservazioni per quanto di competenza, sia alla Regione Lombardia, sia alla Corte dei Conti. Qui scattava la famosa frase del Sindaco: QUESTO E’ IL VOSTRO SUICIDIO POLITICO, E’ LA FINE POLITICA DEL GRUPPO “PROGETTO PER MOLTENO.”
La riflessione è di natura squisitamente politica: difende le logiche oggettive della trasparenza e della rigorosa correttezza della documentazione a supporto della richiesta e mette in discussione l’ efficacia dell’intervento proposto nell’ affrontare e risolvere le vere criticità della nostra zona ferroviaria ovvero stazione, scalo ferroviario e passaggio a livello.
Ma la nostra riflessione pone soprattutto la questione del corretto, funzionale e efficiente utilizzo delle risorse pubbliche in una logica più ampia della semplice visione locale. In questo contesto è giusto che i finanziamenti siano dati a quei progetti che effettivamente corrispondono e rispondono alle finalità del bando regionale ovvero “ lo sviluppo dei sistemi e dei nodi di interscambio modale passeggeri ferrovia-gomma al fine di diminuire le ricadute negative del traffico nei centri abitati”.
Poco o nulla di tutto questo vediamo dentro il mega progetto proposto dalla Amministrazione Proserpio: nessuna soluzione sulle vere criticità e quindi nessuna soluzione per lo scalo ferroviario, per il traffico pesante generato dallo scalo che transita nel centro abitato, per l’inadeguatezza e la pericolosità dell’ incrocio al passaggio a livello. Vediamo solo un’ infinità di marciapiedi anche in zone che poco a nulla a che vedere con le problematiche legate alla integrazione urbana delle stazione. Opere che coinvolgono ben 150 mappali e che avranno costi elevatissimi legati agli espropri di aree private, molte delle quali su aree residenziali. In questo contesto si evidenzia una sproporzione tra costi /benefici.
Riteniamo completamente sbagliato un progetto che impegna 2.500.000 euro ma il cui contenuto non offre soluzioni strutturalmente efficaci delle vere problematiche della nostra zona ferroviaria.
Esortiamo il nostro Sindaco a non preoccuparsi delle sorti del nostro gruppo consiliare, ma a rivolgere tutta la sua attenzione alla programmazione e agli atti preparatori degli interventi pubblici. La nostra è la funzione di una normale opposizione che però ha ben presente l’interesse pubblico e in questo contesto opera nell’ interesse generale di Molteno e dei suoi cittadini.
Ferdinando De Capitani Giusi Corti
Gruppo Consiliare "Progetto per Molteno"
La relazione sollevava forti dubbi sulla regolarità degli atti adottati dalla giunta comunale in merito alle modalità intraprese per l’ approvazione del progetto e sulla competenza della stessa a deliberare in materia di copertura finanziaria e di urgenza delle proprie deliberazioni . A conclusione, il nostro gruppo si riservava di inoltrare le osservazioni per quanto di competenza, sia alla Regione Lombardia, sia alla Corte dei Conti. Qui scattava la famosa frase del Sindaco: QUESTO E’ IL VOSTRO SUICIDIO POLITICO, E’ LA FINE POLITICA DEL GRUPPO “PROGETTO PER MOLTENO.”
La riflessione è di natura squisitamente politica: difende le logiche oggettive della trasparenza e della rigorosa correttezza della documentazione a supporto della richiesta e mette in discussione l’ efficacia dell’intervento proposto nell’ affrontare e risolvere le vere criticità della nostra zona ferroviaria ovvero stazione, scalo ferroviario e passaggio a livello.
Ma la nostra riflessione pone soprattutto la questione del corretto, funzionale e efficiente utilizzo delle risorse pubbliche in una logica più ampia della semplice visione locale. In questo contesto è giusto che i finanziamenti siano dati a quei progetti che effettivamente corrispondono e rispondono alle finalità del bando regionale ovvero “ lo sviluppo dei sistemi e dei nodi di interscambio modale passeggeri ferrovia-gomma al fine di diminuire le ricadute negative del traffico nei centri abitati”.
Poco o nulla di tutto questo vediamo dentro il mega progetto proposto dalla Amministrazione Proserpio: nessuna soluzione sulle vere criticità e quindi nessuna soluzione per lo scalo ferroviario, per il traffico pesante generato dallo scalo che transita nel centro abitato, per l’inadeguatezza e la pericolosità dell’ incrocio al passaggio a livello. Vediamo solo un’ infinità di marciapiedi anche in zone che poco a nulla a che vedere con le problematiche legate alla integrazione urbana delle stazione. Opere che coinvolgono ben 150 mappali e che avranno costi elevatissimi legati agli espropri di aree private, molte delle quali su aree residenziali. In questo contesto si evidenzia una sproporzione tra costi /benefici.
Riteniamo completamente sbagliato un progetto che impegna 2.500.000 euro ma il cui contenuto non offre soluzioni strutturalmente efficaci delle vere problematiche della nostra zona ferroviaria.
Esortiamo il nostro Sindaco a non preoccuparsi delle sorti del nostro gruppo consiliare, ma a rivolgere tutta la sua attenzione alla programmazione e agli atti preparatori degli interventi pubblici. La nostra è la funzione di una normale opposizione che però ha ben presente l’interesse pubblico e in questo contesto opera nell’ interesse generale di Molteno e dei suoi cittadini.
Ferdinando De Capitani Giusi Corti
Gruppo Consiliare "Progetto per Molteno"
Il sindaco scarica-barili manda alle ortiche il campo sportivo
Dopo aver lasciato trascorrere alcuni mesi dalla mia prima lettera di denuncia e segnalazione, datata 30/09/2009, riprendo il tema del CENTRO SPORTIVO DI MOLTENO per informare sugli sviluppi.In questo periodo ho ricevuto le risposte da parte del Sindaco MAURO PROSERPIO e dell'ex Sindaco FERDINANDO DE CAPITANI.
Come temevo, ognuno esprime delle valutazioni su quanto richiedevo, senza entrare nel merito e nell'approfondimento delle mie domande.
In particolare il nuovo SINDACO scarica tutte le responsabilità della situazione negativa creatasi da GENNAIO 2009 in avanti, sulla amministrazione DE CAPITANI, sottolineando che le sue responsabilità sono terminate nel DICEMBRE 2008 quando gli sono state ritirate le deleghe di VICESINDACO ed ASSESSORE A SPORT E LAVORI PUBBLICI, per le note vicende di preparazione di una lista in contrapposizione all'amministrazione uscente.
Dalla lettera del Sindaco riporto le enunciazioni degli intenti, che sono senza dubbio degne di nota: “come Amministrazione non abbiamo mai considerato il CENTRO SPORTIVO un'opera inutile, anzi la priorità che abbiamo è quella di farlo funzionare il piu' possibile e renderlo veramente un punto d'incontro per i nostri ragazzi. La dimostrazione è il fatto che abbiamo preteso con forza, che tutte le partite delle nostre società calcistiche avvenissero al CENTRO SPORTIVO, solo così abbiamo pensato di poter far entrare nel cuore dei cittadini la nuova struttura. Nei prossimi mesi intendiamo assegnare, mediante bando pubblico, la gestione del bar ed in tempi brevi provvederemo ad ultimare i lavori non previsti dall'iniziale capitolato ma necessari per il buon funzionamento del centro.”
Il progetto del CENTRO SPORTIVO era completo, quindi penso si tratti di dare inizio al lotto successivo a quello già attuto e attualmente utilizzato.In questi mesi non ho visto niente di concreto in merito a questo e a quanto richiedevo con le mie domande.
La conferma arriva dalla lettera di risposta, a quella inviata anche all'ex SINDACO: “Domenica 22 novembre ero alla partita ed è veramente triste constatare che, in sei mesi l'unica cosa che si è mossa sono le foglie cadute dagli alberi. C'è un senso di abbandono; credo anche che il campo di calcio non reggerà a lungo con tutte le squadre che vi giocano. Non viene fatta in modo efficente l'operazione di rizollatura dopo ogni singola partita, attività indispensabile per tutti i campi in erba, specialmente per uno nuovo come il nostro.”
Naturalmente anche l'ex SINDACO, mette in evidenza gli scopi di quest'opera: “questo nuovo impianto è stato, per la nostra amministrazione, la logica conclusione di un lungo percorso finalizzato a creare nuovi spazi pubblici per favorire la pratica sportiva, in un ambiente anche adatto ad incentivare nuove opportunità di aggregazione sociale. Abbiamo sempre pensato e poi progettato e realizzato una struttura polivalente, che oltre ai campi di calcio, offrisse una grande area aperta e libera, attrezzata a verde per tutta la cittadinanza, con al centro la grande palazzina adibita a bar e quindi naturale ritrovo ed occasione d'incontro per anziani, mamme e bambini.” Inoltre viene segnalato dall'ex SINDACO che: “sono ancora a disposizione 80/90.000 EURO per finire opere nell'area a verde.”
La speranza è che questi soldi (e non sono pochi!) vengano usati per questa finalità.La realtà attuale è comunque allarmante per diversi motivi:
1) il campo di calcio è in condizioni disastrose (possibile non si possa programmare una regolare manutenzione per mantenerlo in condizioni decenti?)
2) l'area intera è in stato di abbandono la palazzina BAR è sempre chiusa (è così lungo l'iter di assegnazione della gestione?) Si parlava del bando “nei prossimi mesi“ senza dire effettivamente quando; si spera che questo avvenga a breve ma non ci sono notizie in merito. Per il momento arriva un bar mobile per la partita della domenica pomeriggio (attualmente nemmeno questo) che non è l'attuazione dello scopo aggregativo della struttura.
Anche da parte dell'opposizione consigliare su questo tema è silenzio assoluto; molto probabilmente come ho già detto, a qualcuno fa comodo che diventi un'opera incompiuta.
Distinti saluti
EMILIO MAGNI
ITALIA DEI VALORI
MOLTENO
lunedì 25 gennaio 2010
Cipcipcipcip fa il pulcino...e di noi che cosa sarà?
Al momento non risponde mai. Probabilmente qualcuno gli ha suggerito di riflettere, prima di fare "harakiri dialettici", non molto dissimili dai suicidi politici, lasciandosi trascinare dall'istinto in un baratro senza fondo. Poi, dopo qualche giorno, studiata a fondo la strategia da adottare assieme al suo stato maggiore, rilascia dichiarazioni ai giornali, sottraendosi in tal modo al confronto politico, proprio come il suo leader carismatico.
"Toccato il fondo..." si può risalire, certo, ma si può anche cominciare a scavare.
Leggete cosa ha detto il sindaco a Patrizia Zucchi de La Provincia, a proposito di volontari 1) protezione civile e di 2) taglio degli alberi.
A voi decidere se di risalita o harakiri si tratti.
1) "I verbali non c’erano all’epoca e sono stati tardivamente depositati in quanto spettava proprio agli espulsi redigerli, a riprova del fatto che avevano ruoli
non marginali né emarginati nel gruppo; mai era stata messa in dubbio la loro correttezza finché non si sono verificate le infrazioni: in seguito, i verbali depositati sono stati tali che né il responsabile né il coordinatore del gruppo hanno ritenuto di sottoscriverli, non ritrovandosi affatto in quei documenti. I tre hanno avuto modo di chiarire la propria posizione, perché l’espulsione è avvenuta il 4 luglio, facendo seguito a fatti del primo luglio: il reintegro è perciò fuori discussione, in quanto immotivato e perché sarebbe deleterio riportare elementi di disturbo in un gruppo che funziona egregiamente".
2) "il De Capitani stesso, da sindaco, ebbe a «emanare nel dicembre del 2008 un'ordinanza in materia di sicurezza pubblica su precisa “segnalazione dell’ufficio di protezione civile e della polizia locale” i quali prospettavano il “possibile pericolo di caduta di due piante già inclinate, ubicate nell’aiuola prospiciente la locanda San Rocco tra via Biffi e via San Rocco, appunto".
"Toccato il fondo..." si può risalire, certo, ma si può anche cominciare a scavare.
Leggete cosa ha detto il sindaco a Patrizia Zucchi de La Provincia, a proposito di volontari 1) protezione civile e di 2) taglio degli alberi.
A voi decidere se di risalita o harakiri si tratti.
1) "I verbali non c’erano all’epoca e sono stati tardivamente depositati in quanto spettava proprio agli espulsi redigerli, a riprova del fatto che avevano ruolinon marginali né emarginati nel gruppo; mai era stata messa in dubbio la loro correttezza finché non si sono verificate le infrazioni: in seguito, i verbali depositati sono stati tali che né il responsabile né il coordinatore del gruppo hanno ritenuto di sottoscriverli, non ritrovandosi affatto in quei documenti. I tre hanno avuto modo di chiarire la propria posizione, perché l’espulsione è avvenuta il 4 luglio, facendo seguito a fatti del primo luglio: il reintegro è perciò fuori discussione, in quanto immotivato e perché sarebbe deleterio riportare elementi di disturbo in un gruppo che funziona egregiamente".
2) "il De Capitani stesso, da sindaco, ebbe a «emanare nel dicembre del 2008 un'ordinanza in materia di sicurezza pubblica su precisa “segnalazione dell’ufficio di protezione civile e della polizia locale” i quali prospettavano il “possibile pericolo di caduta di due piante già inclinate, ubicate nell’aiuola prospiciente la locanda San Rocco tra via Biffi e via San Rocco, appunto".venerdì 22 gennaio 2010
Molteno specchio dell'assolutismo del governo centrale
Lunedì 18/01/2010, in sala consigliare a MOLTENO, è andata in scena la commedia in 4 punti piu' sceneggiata finale del CONSIGLIO COMUNALE.
L'inizio si tinge di giallo per la mancanza all'ordine del giorno della consueta approvazione dei VERBALI DELLA SEDUTA PRECEDENTE che in ogni CONSIGLIO COMUNALE che si rispetti, da quando esistono, non è mai mancata.
Anche questa è una novità, come altre antidemocratiche, dell'Amministrazione PROSERPIO.
Come mai si chiedono le minoranze (in particolare PROGETTO PER MOLTENO), a casa ci sono arrivati e non ci sono per l'approvazione?
Momento di panico per la Segretaria che si giustifica con la mancanza di tempo (e prende EURO 6.500 al mese! Per quante ore???) risolto dal SINDACO dicendo che saranno presentati nella prossima seduta consigliare.
Continua l'esame dei 4 punti all'ordine del giorno dei quali 3 sono interpellanze delle minoranze.
In un CONSIGLIO COMUNALE, mi sembra molto riduttivo per l'importanza di questo organismo, trattare 1 solo punto che riguarda la vita amministrativa (si trattava della modifica di un regolamento vigente!)
E' possibile che non ci siano argomenti da discutere?
Se le minoranze per avere delle spiegazioni in merito ai problemi del paese (e sono tanti!) sono costrette ad interrogazioni ed interpellanze, siamo al paradosso ed alla morte dell'informazione sulla vita amministrativa.
Probabilmente, e questa forse è la spiegazione, le decisioni sono prese in esclusiva dalla GIUNTA COMUNALE (ne è l'esempio il PROGETTO PREVENTIVO DEI MARCIAPIEDI E DELLE PISTE CICLOPEDONALI) togliendo al CONSIGLIO l'importanza che dovrebbe avere nella vita amministrativa di un paese.
Si dirà che la legge lo consente come ho sentito mentre andava in scena il punto 4 della commedia.
Per la cronaca, chi ha presentato le interrogazioni (non le elenco perchè è già apparso tutto sulla stampa locale) si è dichiarato insoddisfatto delle risposte avute; non meravigliamoci perchè le opposizioni non sono mai soddisfatte e non significa che per questo mancano di senso civico, però esistono per tenere sveglie le maggioranze.
Dicevo che la commedia è stata arricchita da una sceneggiata finale.
Infatti è scattato un applauso (comandato da CORTI N., sostituto del tutor BUZZI) a sostegno dell'Assessore PETROLLINI (tra tecnici edili ci si intende) della lista PDL/VIVI MOLTENO che ha trascinato il pubblico favorevole alla maggioranza, come se ci si trovasse a teatro o allo stadio e non in un CONSIGLIO COMUNALE.
Comunque non mi meraviglio perchè oramai gli applausi per questa maggioranza si sprecano, anche se l'informazione e la partecipazione, che dovrebbero essere le colonne portanti della sua vita amministrativa, latitano.
Il PALAZZO che si sperava diventasse di vetro, è stato chiuso con un muro.
EMILIO MAGNI
ITALIA DEI VALORI
MOLTENO
L'inizio si tinge di giallo per la mancanza all'ordine del giorno della consueta approvazione dei VERBALI DELLA SEDUTA PRECEDENTE che in ogni CONSIGLIO COMUNALE che si rispetti, da quando esistono, non è mai mancata.
Anche questa è una novità, come altre antidemocratiche, dell'Amministrazione PROSERPIO.
Come mai si chiedono le minoranze (in particolare PROGETTO PER MOLTENO), a casa ci sono arrivati e non ci sono per l'approvazione?
Momento di panico per la Segretaria che si giustifica con la mancanza di tempo (e prende EURO 6.500 al mese! Per quante ore???) risolto dal SINDACO dicendo che saranno presentati nella prossima seduta consigliare.
Continua l'esame dei 4 punti all'ordine del giorno dei quali 3 sono interpellanze delle minoranze.
In un CONSIGLIO COMUNALE, mi sembra molto riduttivo per l'importanza di questo organismo, trattare 1 solo punto che riguarda la vita amministrativa (si trattava della modifica di un regolamento vigente!)
E' possibile che non ci siano argomenti da discutere?
Se le minoranze per avere delle spiegazioni in merito ai problemi del paese (e sono tanti!) sono costrette ad interrogazioni ed interpellanze, siamo al paradosso ed alla morte dell'informazione sulla vita amministrativa.
Probabilmente, e questa forse è la spiegazione, le decisioni sono prese in esclusiva dalla GIUNTA COMUNALE (ne è l'esempio il PROGETTO PREVENTIVO DEI MARCIAPIEDI E DELLE PISTE CICLOPEDONALI) togliendo al CONSIGLIO l'importanza che dovrebbe avere nella vita amministrativa di un paese.
Si dirà che la legge lo consente come ho sentito mentre andava in scena il punto 4 della commedia.
Per la cronaca, chi ha presentato le interrogazioni (non le elenco perchè è già apparso tutto sulla stampa locale) si è dichiarato insoddisfatto delle risposte avute; non meravigliamoci perchè le opposizioni non sono mai soddisfatte e non significa che per questo mancano di senso civico, però esistono per tenere sveglie le maggioranze.
Dicevo che la commedia è stata arricchita da una sceneggiata finale.
Infatti è scattato un applauso (comandato da CORTI N., sostituto del tutor BUZZI) a sostegno dell'Assessore PETROLLINI (tra tecnici edili ci si intende) della lista PDL/VIVI MOLTENO che ha trascinato il pubblico favorevole alla maggioranza, come se ci si trovasse a teatro o allo stadio e non in un CONSIGLIO COMUNALE.
Comunque non mi meraviglio perchè oramai gli applausi per questa maggioranza si sprecano, anche se l'informazione e la partecipazione, che dovrebbero essere le colonne portanti della sua vita amministrativa, latitano.
Il PALAZZO che si sperava diventasse di vetro, è stato chiuso con un muro.
EMILIO MAGNI
ITALIA DEI VALORI
MOLTENO
giovedì 21 gennaio 2010
Molteno nel marasma totale
Tra affare protezione civile, asta sull'area Segalini che rischia di portare in paese il traffico di un gigantesco corriere espresso, prepotenze dell'autotrasporti Colombo sui terreni da tempo occupati intorno alla stazione, ricorso dell'opposizione contro il folle piano ciclopedonabili e polemiche sull'agghiacciante taglio dei tre pini marittimi al quale seguirà a breve quello dell'ultimo platano secolare nel piazzale di Villa Rosa, per Molteno si annuncia un anno molto, molto, molto difficile.
Terrorizzato, l'assessore Petrollini, dall'ipotetica conversione urbanistica della Segalini, che porterebbe a Molteno circa 500 nuovi abitanti. Ben vengano a dare un po' di vita a 'sto mesto paese! Tristemente rassegnato, invece, l'assessore, sulla validità dei condoni chiesti dall'autotrasporti Colombo per i terreni agricoli che i suoi capannoni occupano indebitamente da anni. E il sindaco, che dice? Dice che con il ricorso alla corte dei conti contro il suo megafanta piano sulle piste ciclabili Progetto per Molteno ha compiuto il suo definitivo suicidio politico. Lui, invece, Proserpio Il Giovane, lanciato verso una folgorante carriera politica nel PDL, appassionato della natura e trasparente con i suoi concittadini, sega piante e volontari senza fornire alcuna documentazione scritta. Se non è suicidio politico questo. Il Difensore civico regionale aspetta il verbale della commissione disciplinare contro i tre volontari ingiustamente espulsi. Chiarella, invece, attende la fascia.
Terrorizzato, l'assessore Petrollini, dall'ipotetica conversione urbanistica della Segalini, che porterebbe a Molteno circa 500 nuovi abitanti. Ben vengano a dare un po' di vita a 'sto mesto paese! Tristemente rassegnato, invece, l'assessore, sulla validità dei condoni chiesti dall'autotrasporti Colombo per i terreni agricoli che i suoi capannoni occupano indebitamente da anni. E il sindaco, che dice? Dice che con il ricorso alla corte dei conti contro il suo megafanta piano sulle piste ciclabili Progetto per Molteno ha compiuto il suo definitivo suicidio politico. Lui, invece, Proserpio Il Giovane, lanciato verso una folgorante carriera politica nel PDL, appassionato della natura e trasparente con i suoi concittadini, sega piante e volontari senza fornire alcuna documentazione scritta. Se non è suicidio politico questo. Il Difensore civico regionale aspetta il verbale della commissione disciplinare contro i tre volontari ingiustamente espulsi. Chiarella, invece, attende la fascia.
martedì 19 gennaio 2010
Massimo Petrollini Show
Le tre interrogazioni in programma in consiglio sono state tutte soddisfatte - pardon, "parzialmente soddisfatte" secondo Amati - dall'architetto Massimo Petrollini, assessore all'urbanistica, edilizia privata e ambiente. Tutte e tre, infatti, riguardavano l'assetto urbanistico del paese, dall'area Segalini a quella in prossimità della stazione, compresa la zona dell'autotrasporti di quel tal Colombo che spera che qualche sanatoria vada a rinforzare ulteriormente la sua scomoda e paradossale presenza in paese. In sostanza è tutto ancora in discussione, nulla è deciso. Non si conosce la destinazione che avrà l'area Segalini così come non si può dire cosa succederà ai fetentissimi camion e autoarticolati di "Mr. Pigeon" (sciur Colombo), che con ogni probabilità seguiteranno indisturbati a scaricare smog nelle finestre del vicesindaco e a fare a fettine la rotonda in via Giovanni XXIII prima di andare a schivar vecchiette sulla provinciale.
Di certo è che Giusi Corti e Nando De Capitani faranno leva su errori procedurali per cercare di ostacolare il piano di riqualificazione della zona ferroviaria. Un piano che costerà al comune più di 2 milioni di euro e finirà per far sfilare il traffico pesante a pochi centimetri dai pedoni e dai ciclisti a spasso sulla nuova ciclopedonale. Meglio sarebbe, sostengono i due di Progetto per Molteno, investire i soldi per costruire un benedetto cavalcavia che liberi il paese dai camion, portandoli direttamente dalla stazione alla Superstrada.
Ma veniamo agli aspetti che hanno fatto da contorno alla serata. Il sindaco Proserpio, bastonato in partenza da De Capitani, ha finalmente concesso il libero dibattito in consiglio e il pubblico numeroso ringrazia. Il vice Chiarella ha seguitato invece nel suo diligente sciopero della parola, tanto che qualcuno ha insinuato che possa aver fatto un fioretto di fine anno del tipo "prometto di lasciare a Mauro ciò che è di Mauro". Il Brambilla , con il suo ormai proverbiale bon ton (non è un navigatore satellitare), ha applaudito a oltranza la dichiarazione del suo superiore Petrollini, finché la sua vicina di tavolo, temendo che il compagno di schieramento si fosse inceppato, gli ha battuto sulla schiena. A quel punto il nostro si è ripreso e si è precipitato fuori a fare un goccio d'acqua.
Casiraghi, immobile come l'ultimo platano del piazzale di Villa Rosa, ha esibito un bel maglione verde come a dimostrare che, a dispetto dei tagli immotivati dei tre pini marittimi, un'anima verde ce l'ha pure lui. Altrimenti non si spiegherebbe come mai il sindaco gli abbia dato, dopo la delega a responsabile del personale, anche quella delle manutenzioni del verde pubblico!
Infine la segretaria, ormai eletta a grande dame del blog. Le sue foto sono venute tutte mosse, tanta è la furia con cui come sua abitudine si accanisce sul chewingum dall'inizio alla fine della seduta. Faccia un fioretto pure lei. Lo insegnano alle elementari che in pubblico non si mastica la cicca. Ad ogni modo complimenti per la borsetta griffata con tanto di pesanti manici metallici. Qualcuno nelle retrovie è rabbrividito pensando potesse trattarsi di manette. Le solite malelingue.domenica 17 gennaio 2010
Avevano ragione loro! Il sindaco nei guai

Sentenza sulla Protezione civile - da La Provincia di Lecco
Inserito originariamente da Zanzara di Molteno
Il nocciolo è sempre quello delle motivazioni. Nei decreti di espulsione emanati dal sindaco con stupefacente superficialità e leggerezza si parlava di "gravi infrazioni disciplinari" durante le sedute del gruppo, senza scendere nei particolari. Bene. Il Difensore civico li vuole sapere, questi particolari. Anche perché nei verbali delle sedute non risulta alcuna intemperanza, alcun problema disciplinare.
Ora Proserpio deve fornire al Difensore civico la copia di un fantomatico verbale della commissione disciplina che però nessuno ha ancora visto. Non dovesse esistere, per il sindaco sarebbero davvero volatili per diabetici.
sabato 16 gennaio 2010
Anteprima: l'interrogazione su marciapiedi e piste ciclabili
Lunedì alle 21 c'è il primo consiglio comunale del nuovo anno. La giunta potrà finalmente rispondere alle interrogazioni di Amati sull'ex area Segalini e sull'autotrasporti Colombo, prima di dare risposta alla seguente interrogazione che verrà presentata da Progetto per Molteno:"Il Gruppo Consiliare “Progetto per Molteno” formula al Sig. Sindaco la presente interrogazione consigliare riguardante la deliberazione di Giunta n. 79 del 15 ottobre 2009 avente come oggetto:
“APPROVAZIONE PROGETTO PRELIMINARE OPERE INFRASTRUTTURALI ACCESSIBILITA’ E INTEGRAZIONE URBANA DELLA STAZIONE PER LO SVILUPPO DEL TRASPORTO FERROVIARIO INTERMOD. PASSEGGERI – VIA GIOVANNI XXIII, P.ZA DON BIFFI, V.LE CONTI, V.LE STAZIONE”
al fine di conoscere:
1. se la delibera in oggetto poteva superare le funzioni attribuite al Consiglio Comunale, con particolare riferimento all’ art. 42 Testo Unico Enti locali che così recita:”…il Consiglio ha competenza limitatamente ai seguenti atti fondamentali : lett.b - programmi, relazioni previsionali e programmatiche, piani finanziari, programmi triennali e elenco annuale dei lavori pubblici, bilanci annuali e pluriennali e relative variazioni, rendiconto, piani territoriali e urbanistici, programmi annuali e pluriennali per la loro attuazione, eventuali deroghe ad essi, pareri da rendere per dette materie.”
2. se la Giunta comunale poteva accedere con delibera ad una richiesta di contributo pubblico per un’opera non presente nel piano delle opere pubbliche del Comune e senza relativa copertura finanziaria;
3. in base a quale normativa la Giunta comunale ha adottato la procedura di urgenza, in quanto sempre l’ art. 42 vieta espressamente ad altri organi, eccetto il Consiglio Comunale, di deliberare con procedura d’ urgenza in ordine agli argomenti richiamati nello stesso articolo;
4. se, la Giunta comunale abbia titolo a deliberare quanto espresso nel punto 4 della delibera in oggetto: “ – DELIBERA di impegnarsi a provvedere alla copertura finanziaria dell’intervento per la parte non coperta dal contributo pubblico entro la data di accettazione dello stesso, salvo rinuncia e/o revoca dell’assegnazione”.
Distinti saluti
Giusi Corti Ferdinando De Capitani
Consiglieri del Gruppo “Progetto per Molteno”
giovedì 14 gennaio 2010
AAA cercasi puntale padano
Tre ariosi pini marittimi sacrificati per un alberello di Natale. L'alberello crescerà, ombra non farà e niente al comune costerà. Eccola qui la campagna verde del sindaco: 1 albero al posto di 3. Albero padano, oltretutto. Decreto di espulsione per quei terun dei tre marittimi, parassiti delle finanze comunali. Che con quelle chiome a ombrello richiedevano continue attenzioni e mal si prestavano ad albero di Natale per omaggiare la confinante parrocchia. E poi, come glielo mettevi il puntale? A proposito, pare che tra poco uscirà un bando per la ricerca di puntali umani. Di sicura indipendenza politica e religiosa, ovviamente. Fermento tra i 1200 elettori della lista Proserpio che avevano creduto agli strilloni del sindaco verde. Padano.
mercoledì 13 gennaio 2010
Storia di un vanesio ereditiero
E’ con grande soddisfazione che registriamo la notizia del finanziamento regionale di 130 mila euro per la riqualificazione urbana di via A. Moro a Coroldo.
Un’opera di 450 mila euro già pronta al via, che rientra tra le eredità lasciate dalla precedente amministrazione De Capitani la quale, già dall’aprile 2009, ne aveva predisposto il progetto definitivo in collaborazione con i residenti della zona, sperimentando con i cittadini una vera e propria progettazione partecipata con l’inclusione degli stessi nei processi decisionali.
Per una conclusione “tutta in discesa” dell’iter progettuale e burocratico e per garantire le condizioni ottimali al finanziamento regionale, la stessa giunta De Capitani a marzo del 2009 aveva predisposto la variante di piano regolatore alle norme tecniche, in virtù della quale venivano rese immediatamente disponibili all’esecutività tutte le aree necessarie, in pratica le fasce di rispetto stradale, per la creazione di infrastrutture quali marciapiedi, ciclabili, parcheggi ecc.
Che questo fosse il passaggio fondamentale per il via libera al finanziamento, è confermato dal punteggio assegnato al progetto da Regione Lombardia, che esprime il massimo del punteggio per i progetti esecutivi aventi la disponibilità immediata delle aree necessarie, svincolate proprio dalla variante di piano varata a marzo 2009.
La Giunta Proserpio, sollecitata anche dalla nostra interrogazione consiliare dell’11 settembre 9, ha provveduto solo alle fasi finali (esecutivo e partecipazione al bando): ben poca cosa rispetto al lungo lavoro propedeutico eseguito in precedenza dai “vecchi” amministratori.
L’opera, fortemente voluta dall’amministrazione De Capitani, era già inserita nel piano opere pubbliche 2009, e quindi già finanziata (tutti sappiamo che il mancato finanziamento di un’opera è un grave illecito perseguibile dalla Corte dei Conti). Avventata la decisione della Giunta Proserpio di fermare il bando di gara del cimitero, già finanziato da mutuo, perché lo smembramento dei progetti potrebbe accrescere i costi delle progettazioni frammentate. Decisione ancor più sconsiderata in quanto Proserpio sapeva che già a gennaio / febbraio di quest’anno entrerà fresco fresco nelle casse comunali 1 Milione di euro, cioè la prima parte di quella cospicua “eredità” dello sportello unico di Luzzana che la giunta De Capitani lascia ai nuovi amministratori e che servirà a finanziare le opere pubbliche del triennio.
Che il sindaco Proserpio non lo riconosca e non rigrazi, è nelle cose.
Ma non se ne faccia un vanto: a quasi otto mesi dall’insediamento, la sua amministrazione ancora vive di rendita.
Giusi Corti
Consigliere Comunale e portavoce del gruppo “Progetto per Molteno”
Un’opera di 450 mila euro già pronta al via, che rientra tra le eredità lasciate dalla precedente amministrazione De Capitani la quale, già dall’aprile 2009, ne aveva predisposto il progetto definitivo in collaborazione con i residenti della zona, sperimentando con i cittadini una vera e propria progettazione partecipata con l’inclusione degli stessi nei processi decisionali.
Per una conclusione “tutta in discesa” dell’iter progettuale e burocratico e per garantire le condizioni ottimali al finanziamento regionale, la stessa giunta De Capitani a marzo del 2009 aveva predisposto la variante di piano regolatore alle norme tecniche, in virtù della quale venivano rese immediatamente disponibili all’esecutività tutte le aree necessarie, in pratica le fasce di rispetto stradale, per la creazione di infrastrutture quali marciapiedi, ciclabili, parcheggi ecc.
Che questo fosse il passaggio fondamentale per il via libera al finanziamento, è confermato dal punteggio assegnato al progetto da Regione Lombardia, che esprime il massimo del punteggio per i progetti esecutivi aventi la disponibilità immediata delle aree necessarie, svincolate proprio dalla variante di piano varata a marzo 2009.
La Giunta Proserpio, sollecitata anche dalla nostra interrogazione consiliare dell’11 settembre 9, ha provveduto solo alle fasi finali (esecutivo e partecipazione al bando): ben poca cosa rispetto al lungo lavoro propedeutico eseguito in precedenza dai “vecchi” amministratori.
L’opera, fortemente voluta dall’amministrazione De Capitani, era già inserita nel piano opere pubbliche 2009, e quindi già finanziata (tutti sappiamo che il mancato finanziamento di un’opera è un grave illecito perseguibile dalla Corte dei Conti). Avventata la decisione della Giunta Proserpio di fermare il bando di gara del cimitero, già finanziato da mutuo, perché lo smembramento dei progetti potrebbe accrescere i costi delle progettazioni frammentate. Decisione ancor più sconsiderata in quanto Proserpio sapeva che già a gennaio / febbraio di quest’anno entrerà fresco fresco nelle casse comunali 1 Milione di euro, cioè la prima parte di quella cospicua “eredità” dello sportello unico di Luzzana che la giunta De Capitani lascia ai nuovi amministratori e che servirà a finanziare le opere pubbliche del triennio.
Che il sindaco Proserpio non lo riconosca e non rigrazi, è nelle cose.
Ma non se ne faccia un vanto: a quasi otto mesi dall’insediamento, la sua amministrazione ancora vive di rendita.
Giusi Corti
Consigliere Comunale e portavoce del gruppo “Progetto per Molteno”
giovedì 7 gennaio 2010
Dopo i pini il platano: il sindaco impugna la sega
A Marta Mazzolari, giornalista di Casateonline, il sindaco Proserpio ha spiegato così i motivi del taglio dei tre meravigliosi pini marittimi che da decenni davano un'ariosa pennellata di verde tra il grigiore della Locanda San Rocco e il color cacarella delle scuole medie: "I tre pini che sono stati asportati avevano circa trent’anni ed era ormai da anni che erano pericolosi. Già durante la passata amministrazione si era parlato della necessità di una messa in sicurezza che però non era servita, nel tempo infatti si è assistito ad una costante inclinazione delle piante che presentano delle radici molto superficiali. Inoltre nel corso dell’ultima nevicata un ramo molto grosso si è spezzato e avrebbe potuto costituire un rischio per la sicurezza dei cittadini".
Occazzo. Quindi non erano malati. Hanno sradicato tre piante sane. Non si sradicano tre alberi adulti solo per via di qualche ramo rotto. I rami si potano. Certo, la manutenzione ha un costo. E allora via, seghiam via tutto. Mettiam giù un bell'abete rosso e per 30 anni non ci pensiamo più. Anzi, all'occasione lo trasformiamo pure in albero di Natale così risparmiamo i soldi per l'abete annuale! Il forte sospetto è che sia stato proprio questo il pensiero dell'amministrazione.
Io, giuro, in 30 anni di vacanze in Toscana non ho mai visto un pino marittimo steso sulla strada. Sono alberi tremendamente resistenti. Certo, capita spesso che le radici superficiali sollevino l'asfalto ma il fusto tiene alla grande e il folto cappello è una benedizione divina nelle giornate con il solleone. Vorrei vederli, sindaco e vice, inginocchiarsi e infrattarsi carponi sotto le basse fronde di un abete per discutere dei tagli al riparo dalla calura estiva!
!!Fresca fresca di giornata è la notizia che l'amministrazione si appresta a tagliare l'ultimo platano rimasto nelle aiule davanti l'ingresso del comune "perché malato". Possibile che non si possa consultare la botanica che ha sempre curato il parco e che non si possa chiedere a lei una perizia seria con una valutazione riguardo alle cure che andrebbero fatte per salvare questa pianta?!!
Suvvia ragazzi, deponete le seghe. Fanno confondere le piante sane da quelle malate.
Occazzo. Quindi non erano malati. Hanno sradicato tre piante sane. Non si sradicano tre alberi adulti solo per via di qualche ramo rotto. I rami si potano. Certo, la manutenzione ha un costo. E allora via, seghiam via tutto. Mettiam giù un bell'abete rosso e per 30 anni non ci pensiamo più. Anzi, all'occasione lo trasformiamo pure in albero di Natale così risparmiamo i soldi per l'abete annuale! Il forte sospetto è che sia stato proprio questo il pensiero dell'amministrazione.
Io, giuro, in 30 anni di vacanze in Toscana non ho mai visto un pino marittimo steso sulla strada. Sono alberi tremendamente resistenti. Certo, capita spesso che le radici superficiali sollevino l'asfalto ma il fusto tiene alla grande e il folto cappello è una benedizione divina nelle giornate con il solleone. Vorrei vederli, sindaco e vice, inginocchiarsi e infrattarsi carponi sotto le basse fronde di un abete per discutere dei tagli al riparo dalla calura estiva!
!!Fresca fresca di giornata è la notizia che l'amministrazione si appresta a tagliare l'ultimo platano rimasto nelle aiule davanti l'ingresso del comune "perché malato". Possibile che non si possa consultare la botanica che ha sempre curato il parco e che non si possa chiedere a lei una perizia seria con una valutazione riguardo alle cure che andrebbero fatte per salvare questa pianta?!!
Suvvia ragazzi, deponete le seghe. Fanno confondere le piante sane da quelle malate.
martedì 5 gennaio 2010
Il mistero dei pini scomparsi
Tre floridi pini marittimi, unica macchia di verde nel piazzale delle scuole medie ed elementari, sradicati. A pochi metri, gli operai della Piergiorgio Redaelli intenti a ripulire strade e marciapiedi vicino al terreno smosso.
Che cosa è successo a quegli alberi? Per quale motivo sono stati sradicati? E, soprattutto, ha intenzione il comune di tenere fede almeno a uno dei suoi obiettivi sventolati in campagna elettorale e sinora totalmente trascurati?Ovvero a quella
"Piantumazione di almeno 500 nuove piante nel corso del primo anno di amministrazione e successivamente applicazione del principio “1 pianta per ogni nato” che si legge al punto 2 del programma della lista Vivimolteno?Pianterà nuovi alberi oppure metterà una bella lapide sopra e tanti saluti al verde, come ha fatto la precedente amministrazione con i platani secolari all'ingresso del municipio, tagliati perché malati e mai più rimpiazzati?
In attesa di capirne di più, abbiamo ripristinato il verde con un semplice programma di fotoritocco. Vogliamo essere ottimisti.
Nel frattempo possiamo intuire i motivi del taglio dalle dichiarazioni del sindaco a CASATEONLINE.
domenica 3 gennaio 2010
Piano opere pubbliche: Luzzana e Gaesso non pervenute.
Ora che la poltrona è acchiappata per almeno altri quattro anni, dove sono finiti i buoni propositi sventolati dalla lista Proserpio in campagna elettorale?
Prima di vincere le elezioni la lista Vivimolteno si era riempita la bocca di dichiarazioni da populismo spiccio come questa:
“All’inizio del nostro mandato renderemo pubblico, in modo chiaro e semplice, il bilancio del nostro comune, affinchè tutti conoscano le risorse che l’Amministrazione Comunale avrà a disposizione per la gestione del paese.”
Ma che belle parole! Anche questa volta, invece, è toccato all'opposizione distribuire volantini per spiegare ai cittadini che fine faranno i loro soldi nel prossimo triennio. Luzzana e Gaesso non pervenute. E meno male che il 28 novembre 2009 il Sindaco di Molteno aveva dichiarato a Casateonline, ”…certamente i soldi derivanti da Luzzana, che arriveranno, verranno reinvestiti in primo luogo nella frazione, ma quello che avanza verrà utilizzato anche per dare un po’ di respiro al resto del paese”.

Il volantino conclude:
"Con questo piano sfuma la possibilità di acquisire a Gaesso l’area verde del crocione di 5360 mq. La proprietaria Immobiliare Ghisallo aveva contratto con la precedente Amministrazione un impegno a cedere l’area. Nella lettera di impegno, prot. comunale 3658 del 21.5.2009, la Società dichiarava infatti la propria disponibilità a definirne la cessione entro il 30 novembre 2009.
Resta a bocca asciutta anche Luzzana, nonostante gli importanti benefici economici per il Comune derivanti dalla conclusione dello Sportello Unico Imprese, benefici che, come il piano triennale evidenzia, non andranno a vantaggio della frazione, interessata al progetto industriale."
Bel ringraziamento ai cittadini di Luzzana e alla loro devozione per il progetto politico clericale dei giovanotti della lista Vivimolteno.
Cornuti e mazziati.
Prima di vincere le elezioni la lista Vivimolteno si era riempita la bocca di dichiarazioni da populismo spiccio come questa:
“All’inizio del nostro mandato renderemo pubblico, in modo chiaro e semplice, il bilancio del nostro comune, affinchè tutti conoscano le risorse che l’Amministrazione Comunale avrà a disposizione per la gestione del paese.”
Ma che belle parole! Anche questa volta, invece, è toccato all'opposizione distribuire volantini per spiegare ai cittadini che fine faranno i loro soldi nel prossimo triennio. Luzzana e Gaesso non pervenute. E meno male che il 28 novembre 2009 il Sindaco di Molteno aveva dichiarato a Casateonline, ”…certamente i soldi derivanti da Luzzana, che arriveranno, verranno reinvestiti in primo luogo nella frazione, ma quello che avanza verrà utilizzato anche per dare un po’ di respiro al resto del paese”.

Il volantino conclude:
"Con questo piano sfuma la possibilità di acquisire a Gaesso l’area verde del crocione di 5360 mq. La proprietaria Immobiliare Ghisallo aveva contratto con la precedente Amministrazione un impegno a cedere l’area. Nella lettera di impegno, prot. comunale 3658 del 21.5.2009, la Società dichiarava infatti la propria disponibilità a definirne la cessione entro il 30 novembre 2009.
Resta a bocca asciutta anche Luzzana, nonostante gli importanti benefici economici per il Comune derivanti dalla conclusione dello Sportello Unico Imprese, benefici che, come il piano triennale evidenzia, non andranno a vantaggio della frazione, interessata al progetto industriale."
Bel ringraziamento ai cittadini di Luzzana e alla loro devozione per il progetto politico clericale dei giovanotti della lista Vivimolteno.
Cornuti e mazziati.
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