lunedì 31 maggio 2010

Un sindaco da marciapiede

Lodando il pieghevole, molto semplice e leggibile, con il quale la giunta ha deciso di informare i cittadini su quanto fatto in questo primo anno di mandato, non si può non fare qualche semplice constatazione.

La prima è che lo scritto è una lunga elencazione di intenti e di "faremo".
Di "abbiamo predisposto", "abbiamo sottoscritto" "abbiamo effettuato uno studio".
Non pervenuto quanto fatto. Anche perché, tolti l'autoritaria liquidazione della Protezione Civile e i tagli delle piante, seguiti dalla piantumazione di un albero di Natale presidiato da tre stitici alberelli, di azioni concrete ancora non se ne sono viste. Giusto, dimenticavo la chiusura del parco giochi per bambini proprio in coincidenza con l'arrivo del bel tempo.

La seconda cosa è che effettivamente la parola "marciapiedi" ricorre in maniera quasi ossessiva. Buona parte delle finanze del comune andranno per la realizzazione di una capillare rete di marciapiedi e piste ciclabili che, se realizzata, potrebbe portare Molteno a ispirare qualche nuovo gioco in scatola con i dadi del tipo "Il gioco dell'oca" o "Viaggio a Molteno".
Non si può essere contro la realizzazione di marciapiedi e piste ciclabili, ma certo il progetto del sindaco pare eccessivo e "faraonico", per usare un termine a lui caro quando si tratta di definire opere come il campo sportivo e la ristrutturazione del cimitero, messe in cantiere dalla giunta precedente, di cui lui faceva parte.

Ma è alle voci "servizi sociali" e "ambiente" che la demagogia del sindaco tocca vette quasi artistiche. Messe per fortuna in quarta pagina, quando il cittadino medio ha ormai abbandonato da un pezzo la lettura, nauseato da tanta aria fritta.

giovedì 27 maggio 2010

Domani consiglio comunale: l'imbroglio dietro l' "energia sostenibile"

Uno dei punti all'ordine del giorno del consiglio comunale di domani recita:

ADESIONE AL PATTO DEI SINDACI EUROPEI PER:
“ L'ENERGIA SOSTENIBILE PER L'EUROPA”


Avendo sempre sentito discutere di ENERGIA ALTERNATIVA, mi sono chiesto cosa si intende per ENERGIA SOSTENIBILE e spero che la discussione del CONSIGLIO COMUNALE lo chiarisca.
Discutendo di energia non si può non toccare il tema nucleare che in ITALIA è ritornato attuale dopo la decisione del nostro governo, di destra, di portare avanti la decisione della costruzione di nuove centrali nucleari (dove sorgeranno ancora non si sa!) mentre gli altri paesi europei stanno abbandonando questa fonte energetica, per passare ad altre piu' sicure e pulite.
Dovranno quindi emergere anche tra gli Amministratori di Molteno le posizioni in merito a questo problema.
Mi chiedo quale può essere quella della maggioranza del CONSIGLIO COMUNALE: se in consonanza con quella del Governo BERLUSCONI e con quella del Governatore FORMIGONI (dalla PROVINCIA ancora non ci sono prese di posizione), oppure no.
Se emergesse una posizione contraria, sarebbe opportuno passare dalle enunciazioni teoriche ai fatti concreti; che significa apporre la firma sul modulo di richiesta di REFERENDUM contro il NUCLEARE, che è depositato presso gli UFFICI COMUNALI con quelli degli altri 2:
ACQUA PUBBLICA e LEGITTIMO IMPEDIMENTO

EMILIO MAGNI
IDV MOLTENO

lunedì 24 maggio 2010

Centro sportivo chiuso, parco giochi chiuso, campo incolto aperto all'ambrosia


Ultimamente, come si dice in gergo giornalistico, sono meno "sul pezzo" e la carta stampata se ne approfitta. Come sul campo sportivo, anche sulla questione "parco giochi" la Provincia ha anticipato di un filo la Zanzara e di conseguenza non mi resta che limitarmi a dare il là alle opinioni a riguardo.
In cambio, però, ecco un'immagine di giornata della coltivazione di ambrosia nel campo del vicino, senza dubbio la più vasta e intensiva di tutto il circondario. Ma sostituirla con la più remunerativa e non allergenica canapa no, eh?


giovedì 20 maggio 2010

Centro sportivo in rovina, che danno per i cittadini!

Cancello chiuso e verdure varie in libera crescita nei prati e a bordo del campo da basket, con canestri senza reti.

Esterno del grande bar, ritrovo clandestino di teppistelli sfaccendati. Avessero i flipper, il Calippo e un cestino magari eviterebbero di abbandonarsi a piccoli atti di teppismo.

Interno dell'ampia sala bar, già arredata e abbandonata alla polvere e alla muffa in attesa di un bando per la gestione che invano attende da più di un anno.

Partitella gramigne v/s ambrosie nel campetto di calcio a 7.

Contrasto tra il baitello del CAI, curato e in stile altoatesino, e il confinante centro sportivo, abbandonato a se stesso. E il grande sindaco pensa all'anello pedonale. Come appendere un'amaca a due alberi marci.

mercoledì 19 maggio 2010

Referendum su acqua pubblica, nucleare e legittimo impedimento



Ecco le date e i luoghi dove si terranno in zona i banchetti per raccogliere le firme utili a far approvare tre referendum di vitale importanza per i cittadini onesti.

1) ACQUA

Dicono che la privatizzazione dell’acqua è il futuro.
Ma il resto del mondo sta tornando all’acqua pubblica.

Dicono che l’acqua privata è più economica di quella pubblica.
Chiedi in Toscana, dove l’acqua è privata da 15 anni e le tariffe sono le più alte d’Italia.

Dicono che la privatizzazione dell’acqua migliorerà i servizi.
Ma l’acqua pubblica va incontro ai bisogni dei cittadini mentre i privati inseguono solo i profitti: chi li obbligherà a investire nelle infrastrutture?

Dicono che l’acqua rimarrà un bene fondamentale e inalienabile.
Ma cosa impedisce a un privato di togliere il servizio a chi non può pagare una bolletta? Puoi restare una settimana senza acqua?

Dicono che con l’acqua privatizzata non ci saranno discriminazioni.
Ma un privato non ha interesse a raggiungere zone isolate o difficili da collegare.

Dicono che aprendo al mercato privato la concorrenza migliorerà i servizi.
Ma le grandi società francesi sono già pronte a spartirsi il bottino “Italia”. Altro che concorrenza!”

2) NUCLEARE

Dicono che il nucleare è sicuro.
Ma in Francia ci sono più di 100 incidenti l’anno. E dove metteremo le scorie? Il problema dello stoccaggio non è stato ancora risolto. L’Italia diventerà inoltre un obiettivo terroristico.

Dicono che il nuovo nucleare è sicuro. Ed economico. E veloce da costruire.
Non è vero, con i tempi e i costi del nucleare franco-berlusconiano, che sono il doppio di quelli previsti dal governo, l’Italia non rispetterà le direttive europee sulla riduzione delle emissioni.

Dicono che il nucleare non ha impatti sull’ambiente.
Ma una centrale nucleare, oltre alle scorie, utilizza enormi quantità d’acqua, compromettendo l’equilibrio idrogeologico della zona in cui viene costruita.

Dicono che con il nucleare in Italia saremo energeticamente autosufficienti.
Ma tu hai mai visto giacimenti di uranio in Italia? Lo compreremo dall’estero. E comunque le 4 centrali previste arriverebbero a malapena all’8% del fabbisogno energetico nazionale.

Dicono che il nucleare abbasserà le tariffe dell’energia.
Ma nessun privato al mondo costruisce centrali nucleari senza finanziamenti pubblici enormi a scapito delle tariffe.

Dicono che viviamo in democrazia.
Ma i siti delle centrali verranno scelti dal Governo e dai privati che costruiranno. I cittadini non avranno diritto di parola.

3) LEGITTIMO IMPEDIMENTO

Dicono che con il legittimo impedimento il governo potrà affrontare sereno le riforme.

Ma le uniche riforme che interessano a Berlusconi sono la reintroduzione dell’immunità parlamentare e l’impunità per i reati di cui è accusato.

Dicono che con il legittimo impedimento si assicura la governabilità del Paese.

Ma gli altri impegni mondani che Berlusconi prende non gli impediscono di governare, come mai i processi si?

Dicono che non si tratta di un’altra legge ad personam.

Mentono. I processi Mills e Mediaset di Berlusconi sono sospesi, così come gli altri che arriveranno.

Dicono che rimarrà in vigore solo 18 mesi.

Non è vero. Sarà prorogato fino a quando non cambieranno la Costituzione per assicurarsi l’impunità.

Ti dicono che la magistratura rimarrà un potere indipendente dello Stato.

Ma il magistrato non ha più la possibilità di processare i ministri anche se commettono reato.

Dicono che siamo tutti uguali di fronte alla legge, secondo l’art. 3 della Costituzione.

Ma non è così, per il presidente del consiglio e i suoi ministri non valgono più le stesse regole che per gli altri. Per loro il magistrato può solo rimandare alle calende greche l’udienza.

lunedì 17 maggio 2010

Paolo "Sugar" Carù e quelle strane coincidenze


Questa volta voglio dedicare un post a una faccenda prettamente personale che nulla ha a che fare con Molteno. Tuttavia lo faccio per due motivi.
Prima di tutto per soddisfare una piccola vendetta.
In secondo luogo per testimoniare le difficoltà dei giovani a farsi strada in un mondo del lavoro in cui troppo spesso i vecchi, oltre a rifiutare di condividere la propria esperienza con le nuove leve, finiscono per ostacolarne la crescita professionale. Uno dei settori in cui questo fenomeno si manifesta in maniera più clamorosa è il giornalismo.

Ricordo che nella redazione in cui ho lavorato per cinque anni il più vecchio era un certo F.F., cinquantacinquenne che spesso era incaricato di dare un'occhiata ai pezzi di noi giovincelli per correggerne il taglio, ridettarne la scaletta, insegnare qualche trucco del mestiere e così via. Bene. Per F.F. era sempre tutto ok. Dal mito della redazione, capace di rendere accattivante qualsiasi articolo, si parlasse di divani piuttosto che di grandi vini, non ebbi mai alcun consiglio su niente di niente. Ancora devo capire se mi considerava troppo bravo o troppo scarso. Resto convinto che non abbia mai letto un mio articolo.

Più di recente mi è capitato, sollecitato da alcuni amici, di inviare una recensione di un concerto a Paolo Carù, guru della rivista musicale Buscadero, una vera Bibbia per gli appassionati del rock. Ero indeciso se farlo o meno perché entrambi, io e Carù, avevamo assistito al concerto in questione, degli irlandesi Hothouse Flowers, ed ero certo che il pezzo l'avrebbe scritto lui stesso.
Infatti l'ha scritto lui. Con una scaletta ridotta ma curiosamente molto molto simile a quella dell'articolo che gli ho mandato per email, senza ricevere alcuna risposta. Nemmeno un "nel complesso fa cacare, troppo scarna la cronaca del concerto ma qualche spunto interessante c'è".
Niente di niente.

Chi è curioso di apprezzarne le coincidenze può confrontare il suo pezzo con quello scritto da me che, snobbato, ho buttato sul mio vecchio blog semiabbandonato.
Troppo bello o troppo scarso? Non so, certo è che stavolta il vecchio maestro il mio articolo l'ha letto, eccome se l'ha letto. E qualche accordo deve essergli rimasto involontariamente nell'orecchio, al caro Paolo "Sugar" Carù.

domenica 9 maggio 2010

Sicurezza, che business!!!

Sulla questione "tappetini" sotto altalene e scivoli mi pare ci sia ben poco da far polemica. Se la legge obbliga il Comune a dotare tutti i parchi giochi di questi accorgimenti per ridurre al minimo il rischio che i bimbi possano, giocando, provocarsi ferite e infortuni, i comuni devono adeguarsi. Punto e stop. Prima piazza Europa, poi verranno gli altri parchi giochi.

La questione, semmai, è un'altra. Siamo sicuri che sia meglio una legge che un sacrosanto pedagogico livido o una didattica sbucciatura? E, soprattutto, siamo sicuri che lo Stato, quando studia queste minchiate, lo fa per il nostro bene e non per dare lavoro alla lobby di turno?
Intorno alla Sicurezza - sul lavoro, nelle scuole e negli edifici pubblici, nelle aree verdi, nei quartieri, in auto sulle strade - ruota un gigantesco business.
Prima il casco, poi le cinture; infine i fari accesi di giorno e la mantellina catarifrangente. Tagliandi, revisioni, euro quattro.
In sei mesi, a forza di percorrere la superstrada, ho cambiato due volte gli anabbaglianti; è normale, dicono. "Compra i fari long-life, costano il triplo di quelli normali ma durano tre volte tanto", suggeriscono.
Quanti nostri amici e conoscenti hanno dovuto rifare la patente o addirittura ricomprarsi una macchina sequestrata per abuso di alcol? Scuole guida e costruttori ringraziano. Le assicurazioni pure.
Quanti soldi spendono le aziende per adeguarsi alla 626 sulla sicurezza sul lavoro, per pagare ispezioni farsa da parte di ingegneri che magari si dimenticano di controllare la data di manutenzione degli estintori?
Quanto costano le telecamere di videosorveglianza che riprendono i ladri mentre ci fregano la macchina?
Quanto incassano le aziende per la manutenzione delle caldaie a gas nelle nostre case?
Quanto costa sostituire l'erba in un parco pubblico per mettere una tristissima copertura di gomma che consenta al bambino di cadere soffice dall'altalena per poi schiantarsi contro il paraurti di un'auto, convinto che anche quello sia di morbida gomma?
Altro che sicurezza, Business, solo Business. Le lobbies incassano, i governi tengono e il cittadino ringrazia, paga, e continua a morire, solo più povero di prima.

giovedì 6 maggio 2010

L'acqua e la riscoperta mondiale dei beni pubblici incommerciabili



Clicca qui per visualizzare la mappa con i punti per la raccolta firme per il referendum contro la privatizzazione dell'acqua.
Un banchetto sarà presente al mercato di Lecco (ogni mercoledì e sabato) per tutto il mese di maggio, un altro solo sabato 9 alla Rex di Oggiono.

martedì 4 maggio 2010

Outlet di Costa Masnaga: facciaculismo in Brianza

Un enorme mostro di cemento che fagociterà i negozi di abbigliamento e calzature della provincia di Lecco. E' questo che vuole la Brianza leghista, paladina delle piccole imprese?
E' questo che vogliono i brianzoli, già tirati per la giacca da un'offerta quantomeno imbarazzante di centri commerciali nel triangolo Lecco-Orio al Serio-Cinisello?

Con quale coraggio si vuole vendere questo ennesimo ecomostro come un'opportunità di sviluppo e promozione del lago e delle montagne lecchesi, mentre invece promette di strozzare una miriade di commercianti e di divenire meta esclusiva di torme di mortidifame che vengono a inquinare un territorio già troppo affollato solo per risparmiare qualche euro per un paio di Levi's?
Per sostenere l'onestà intellettuale di un progetto del genere bisogna proprio avere un cervello da mentecatti e una faccia come il culo.