Dei 2.687 elettori se ne sono presentati alle urne 1.784, fissando il dato sull'affluenza al 66,39 %.
Grazie ai 496 voti della Lega, di gran lunga il primo partito in paese con il 34,95 %, e alle 424 preferenze dei fedelissimi Berluschini (29,88 %) a Molteno la lista "Per la Lombardia" di Roberto Formigoni stravince il confronto con il centrosinistra PD+IDV+SINISTRAELIBERTà per 1098 voti a 470.
In termini percentuali 63,32 a 27,10.
In 93 (5,36 %) hanno scelto la listarella di Savino Pezzotta dell'UDC, 34 (1,96 %) gli irriducibili che han votato Rifondazione, mentre in 32 (1,84 %) hanno preferito la lista civica di Beppe Grillo.
Sette voti soltanto per il lodigiano Giammario Invernizzi di Forza Nuova, troppo lontano da casa per sperare di strappare qualche voto al PDL+Lega.
Diciannove le schede bianche e 31 le nulle.
CONSIDERAZIONI POLITICHE
Rispetto alle comunali dello scorso anno, che avevano registrato l'affluenza record dell' 82,9% degli aventi diritto, le regionali hanno fatto segnare un crollo netto del 16,51%, più del doppio rispetto alla media nazionale che ha evidenziato un calo dei votanti dell'8%.
Mauro Proserpio era stato eletto sindaco con 1207 preferenze date al suo listone-minestrone legaiol-ciellino.
Mister 1200 voti, forte di quell'affluenza record, riuscì quindi a guadagnare più voti di quanti oggi ne abbia presi l'ormai presidente a vita Roberto Formigoni; 109 preferenze in più, per la precisione.
Anche se in termini percentuali, a fronte del netto calo dei votanti, Formigoni "batte" Proserpio 63,32% a 55%.
Poca fiducia hanno dato i moltenesi all'Italia dei Valori, ferma a un timido 5,63 %, e scarsissima considerazione pure al Movimento 5 Stelle di Grillo, nonostante sia l'unico ad aver rifiutato i rimborsi elettorali. Ma questo Rai e Mediaset si son ben guardate dal farcelo sapere.
A Molteno la lista di Grillo ha preso l'1,84 % mentre a livello regionale ha raggiunto il 2,33%, restando comunque fuori dalla spartizione dei nove seggi del consiglio regionale che sono stati così assegnati: (8 al Pdl v/s 1 solo al PD!).
Questi risultati spiegano come mai il nostro paesello gode della grande considerazione dei politici di centrodestra (Nava, Lupi, Formigoni, Boscagli, Buzzi, Castelli e Brambilla), che han trovato in questa retrograda palude nebbiosa di conservatorismo e oscurantismo sociale e religioso un fedelissimo bacino di voti oltre che terreno fertile per i loro affari politici ed economici. Fomentando falsi allarmi sociali contro gli extracomunitari e le rapine in villa e ricordandosi sempre di ringraziare la Madonna.
E i santi Umberto e Silvio, naturalmente.
martedì 30 marzo 2010
lunedì 29 marzo 2010
Chi l'ha fatta fuori dal vasino? Un indiziato...

Asilo per soli bianchi o asilo per tutti? Scuola materna religiosa o laica? E poi, sono vere le voci che sostengono che, in passato, la curia ha sospeso dall'asilo qualche bimbo extracomunitario perché insolvente?
Sindaco e vice dicono una cosa, il don e i genitori paolotti un'altra e gli oppositori De Capitani e Corti un'altra ancora. Chi di questi l'avrà fatta fuori dal vasino?
A confrontare la dichiarazione dell'Ass. G.Chiarella alla Provincia di ieri con il Piano per il diritto allo studio presentato in consiglio dallo stesso vicesindaco lo scorso 17 marzo, un'idea ce la si fa.
In quel documento il vicesindaco Chiarella - contrariamente a quanto dichiara ora al giornale - nega esplicitamente la presenza di bambini stranieri nella "Scuola dell'infanzia La Chiocciola", gestita dalla fondazione Mons. Gerosa.
Giuseppe, Giuseppe, chi dice le bugie?
domenica 28 marzo 2010
Il sorteggione degli scrutatori e quella lettera da un seggio padano
Casualmente il cambio di amministrazione ha portato l'urna dei sorteggi degli scrutatori, quasi che volesse compiacere la giunta in carica, a schivare nomi bollenti come quello del sottoscritto, di sua sorella e di alcuni altri personaggi che l'anno scorso, in occasione delle comunali e delle provinciali, avevano sputtanato le volgari pratiche politico-elettorali nei seggi di Molteno.
Andiamo allora a ripescare quel piccolo provocatorio j'accuse che avevo buttato giù sul mio blog privato e che aveva scatenato le ire scomposte del neoeletto sindaco, deluso dalle nulle attenzioni riservategli da Google.
Il giorno dopo la sfavillante vittoria di Mister 1200 voti, infatti, il motore di ricerca di Mountain View, alla voce M. Proserpio, metteva al primo posto un anonimo blog da 30 visite al giorno. Dalla sua risposta boriosa e stizzita nacque l'idea di creare la Zanzara.
LETTERA DA UN SEGGIO PADANO lunedì 8 giugno 2009
Mi sono alzato un'ora fa con in un'orecchio il ronzio di una zanzara resistente alla rinnovata frescura notturna e nell'altro il rimbombo delle parole del Presidente del seggio di cui sono scrutatore. Lega nord, Popolo delle Libertà, Lega Nord, Lega Nord, Popolo delle Libertà, Popolo delle Libertà, Popolo delle Libertà, Lega Nord...Pd...Di Pietro...quattro pensionati...un autonomista valdostano e un radicale delle Ferrovie Nord (FN). E' stata una disfatta. Nel mio piccolo paese incastrato tra statali, provinciali, capannoni chiusi e campi di mais sempre più sacrificati per un'edilizia vorace almeno quanto la rappresentante di lista del Pdl, è venuto a votare l'82% degli aventi diritto. Un'enormità, se consideriamo che la media nazionale si è fermata al 66%.
Sono arrivati con ogni mezzo a disposizione, Suv, Mercedes, moto, treppiedi, bastoni e carrozzine, pur di cacciar balle con qualche coscritto prima di andare in cabina - pardon, gabina - a celebrare la bellezza sadica e perversa della democrazia: ognuno ha diritto di voto e ogni voto ha il medesimo peso.
Il mio voto pesa come quello di una vecchia analfabeta e non vedente, trascinata al seggio da figli candidati in qualche lista.
Il mio voto vale quanto quello di un pensionato che ha trascorso la sua vita dividendosi tra i cavoli del suo orticello e i sacramenti da distribuire equamente tra moglie, chiesa e bar del paese.
Il mio peso politico equivale a quello di una cinquantenne lampadata e con le tette rifatte che entra al seggio masticando un "ciao" nel suo chewingum e se ne esce soddisfatta per aver votato il candidato, a suo giudizio, più bello.
Il mio voto pesa lo stesso di quello di un ragazzino tamarro e di un'adolescente bocciata alla scuola di moda.
Il mio voto vale quanto quello delle persone che pensano che un vecchio che corrompe, ruba, imbroglia e va con le ragazzine è un massimo esempio di virtù.
Il mio voto ha lo stesso peso di quello della casalinga che confonde le comunali con le europee e di quello di personaggi come un giovane barista candidato consigliere per la Lega Nord, che se ne infischiano dei regolamenti e passano l'intero turno elettorale sulle scale della scuola con tanto di distintivo di partito e cravatta verdi, per ricordare agli anziani in punto di voto quale colore e simbolo barrare.
Il mio voto, infine, ha lo stesso peso di quello di Mauro Proserpio, il più giovane dei candidati sindaco, che predica il nuovo mettendo in campo il repertorio del politico più vecchio. Quello che i giorni prima delle elezioni macina chilometri con moglie e passeggino per le vie del paese tappezzate dal suo faccione impomatato, distribuendo generosi sorrisi a destra e a manca, già certo della vittoria grazie a calcoli a tavolino. Sicumera datagli dall'essere sponsorizzato dal Pdl e dall'aver reclutato nella sua lista i personaggi più in vista di ogni quartiere cittadino, dalla giovane titolare della trattoria per camionisti fino agli iscritti al circolo di motocross, con l'unico intento di raccogliere più voti possibili indipendentemente dalle idee, dalla formazione, dalle capacità di ciascun candidato. Un gregge di allegroni che con la stessa frivolezza con la quale decidono da che parte stare si esibiscono fuori dal seggio in capriole, genuflessioni e svolazzi per cercare di raccattare qualche voto in più in extremis.
Voglio il voto ponderato. Il mio voto deve valere di più di quello di questi squallidi opportunisti vestiti a festa. Ma perché, poi, chi sono io? Solo un povero fottuto scrutatore con il conto in banca in rosso.
Fatemi tornare al seggio, va, che sennò non mi pagano.
Un boccone di masochismo e via, pronto per un altro pomeriggio di passione."
Andiamo allora a ripescare quel piccolo provocatorio j'accuse che avevo buttato giù sul mio blog privato e che aveva scatenato le ire scomposte del neoeletto sindaco, deluso dalle nulle attenzioni riservategli da Google.
Il giorno dopo la sfavillante vittoria di Mister 1200 voti, infatti, il motore di ricerca di Mountain View, alla voce M. Proserpio, metteva al primo posto un anonimo blog da 30 visite al giorno. Dalla sua risposta boriosa e stizzita nacque l'idea di creare la Zanzara.
LETTERA DA UN SEGGIO PADANO lunedì 8 giugno 2009
Mi sono alzato un'ora fa con in un'orecchio il ronzio di una zanzara resistente alla rinnovata frescura notturna e nell'altro il rimbombo delle parole del Presidente del seggio di cui sono scrutatore. Lega nord, Popolo delle Libertà, Lega Nord, Lega Nord, Popolo delle Libertà, Popolo delle Libertà, Popolo delle Libertà, Lega Nord...Pd...Di Pietro...quattro pensionati...un autonomista valdostano e un radicale delle Ferrovie Nord (FN). E' stata una disfatta. Nel mio piccolo paese incastrato tra statali, provinciali, capannoni chiusi e campi di mais sempre più sacrificati per un'edilizia vorace almeno quanto la rappresentante di lista del Pdl, è venuto a votare l'82% degli aventi diritto. Un'enormità, se consideriamo che la media nazionale si è fermata al 66%.
Sono arrivati con ogni mezzo a disposizione, Suv, Mercedes, moto, treppiedi, bastoni e carrozzine, pur di cacciar balle con qualche coscritto prima di andare in cabina - pardon, gabina - a celebrare la bellezza sadica e perversa della democrazia: ognuno ha diritto di voto e ogni voto ha il medesimo peso.
Il mio voto pesa come quello di una vecchia analfabeta e non vedente, trascinata al seggio da figli candidati in qualche lista.
Il mio voto vale quanto quello di un pensionato che ha trascorso la sua vita dividendosi tra i cavoli del suo orticello e i sacramenti da distribuire equamente tra moglie, chiesa e bar del paese.
Il mio peso politico equivale a quello di una cinquantenne lampadata e con le tette rifatte che entra al seggio masticando un "ciao" nel suo chewingum e se ne esce soddisfatta per aver votato il candidato, a suo giudizio, più bello.
Il mio voto pesa lo stesso di quello di un ragazzino tamarro e di un'adolescente bocciata alla scuola di moda.
Il mio voto vale quanto quello delle persone che pensano che un vecchio che corrompe, ruba, imbroglia e va con le ragazzine è un massimo esempio di virtù.
Il mio voto ha lo stesso peso di quello della casalinga che confonde le comunali con le europee e di quello di personaggi come un giovane barista candidato consigliere per la Lega Nord, che se ne infischiano dei regolamenti e passano l'intero turno elettorale sulle scale della scuola con tanto di distintivo di partito e cravatta verdi, per ricordare agli anziani in punto di voto quale colore e simbolo barrare.
Il mio voto, infine, ha lo stesso peso di quello di Mauro Proserpio, il più giovane dei candidati sindaco, che predica il nuovo mettendo in campo il repertorio del politico più vecchio. Quello che i giorni prima delle elezioni macina chilometri con moglie e passeggino per le vie del paese tappezzate dal suo faccione impomatato, distribuendo generosi sorrisi a destra e a manca, già certo della vittoria grazie a calcoli a tavolino. Sicumera datagli dall'essere sponsorizzato dal Pdl e dall'aver reclutato nella sua lista i personaggi più in vista di ogni quartiere cittadino, dalla giovane titolare della trattoria per camionisti fino agli iscritti al circolo di motocross, con l'unico intento di raccogliere più voti possibili indipendentemente dalle idee, dalla formazione, dalle capacità di ciascun candidato. Un gregge di allegroni che con la stessa frivolezza con la quale decidono da che parte stare si esibiscono fuori dal seggio in capriole, genuflessioni e svolazzi per cercare di raccattare qualche voto in più in extremis.
Voglio il voto ponderato. Il mio voto deve valere di più di quello di questi squallidi opportunisti vestiti a festa. Ma perché, poi, chi sono io? Solo un povero fottuto scrutatore con il conto in banca in rosso.
Fatemi tornare al seggio, va, che sennò non mi pagano.
Un boccone di masochismo e via, pronto per un altro pomeriggio di passione."
venerdì 26 marzo 2010
Inferno in Paradiso, mentre il sindaco dà di spugna
Eccole qua le due notizione di questi giorni, apparse su La Provincia di Lecco.
La prima è che Angelo Carfagna, sindaco di Garbagnate, ha alzato gli scudi contro la costruzione di capannoni nel centro del suo paese ma non ci ha pensato due volte ad approvare la mega area di 7600 mq di nuovi capannoni con annesso super parcheggio, in quella fascia di verde in località Paradiso che è sì di Garbagnate ma che fisicamente è coerente con Molteno. Alla faccia del campanilismo!
La seconda è che il nostro sindaco Proserpio, mentre sulla questione "Paradiso" dice di non poter fare nulla - ma questa non è decisamente una novità - , a proposito invece della viabilità a Coroldo dice che il tunnel di collegamento tra la Rettola e la superstrada non si farà. Non solo: fino a quando i suoi camerati in provincia non si esprimeranno in merito, resterà una chimera anche l'ipotesi del sovrappasso del maledetto passaggio a livello che fa da pericoloso tappo per la viabilità lungo la Molteno-Oggiono.
Sostiene, il sindaco, che "è inutile passar sopra la ferrovia per poi convogliare il traffico su Coroldo". Lasciamolo fermo al passaggio a livello, allora. Un grande.
La prima è che Angelo Carfagna, sindaco di Garbagnate, ha alzato gli scudi contro la costruzione di capannoni nel centro del suo paese ma non ci ha pensato due volte ad approvare la mega area di 7600 mq di nuovi capannoni con annesso super parcheggio, in quella fascia di verde in località Paradiso che è sì di Garbagnate ma che fisicamente è coerente con Molteno. Alla faccia del campanilismo!
La seconda è che il nostro sindaco Proserpio, mentre sulla questione "Paradiso" dice di non poter fare nulla - ma questa non è decisamente una novità - , a proposito invece della viabilità a Coroldo dice che il tunnel di collegamento tra la Rettola e la superstrada non si farà. Non solo: fino a quando i suoi camerati in provincia non si esprimeranno in merito, resterà una chimera anche l'ipotesi del sovrappasso del maledetto passaggio a livello che fa da pericoloso tappo per la viabilità lungo la Molteno-Oggiono.Sostiene, il sindaco, che "è inutile passar sopra la ferrovia per poi convogliare il traffico su Coroldo". Lasciamolo fermo al passaggio a livello, allora. Un grande.
mercoledì 24 marzo 2010
Imar "Bruciaossa", la fine di un incubo?
Stamattina sono andato in Provincia a ritirare copia dei due documenti di diffida che da novembre a marzo il Settore Ambiente ed Ecologia ha emanato per disciplinare l'attività dell'azienda Imar che, stando a quanto si legge, da tempo opera in una situazione di parziale anarchia.
Dopo la prima diffida datata 12 nov.09, l'inceneritore di carcasse animali di via Consolini, a Molteno, aveva avanzato delle motivazioni a giustificazione dei terribili miasmi dolciastri di cadaveri bruciati che negli anni passati hanno a più riprese investito i paesi di Molteno e Bosisio Parini, toccando l'apice proprio nell'agosto scorso. Dopodiché, su denuncia della Zanzara, erano arrivati i controlli dell'ARPA.
Accolte parzialmente le istanze dell'azienda, l'autorità provinciale, l'8 marzo scorso, ha emanato una seconda diffida che va quasi del tutto a ribadire quanto stabilito dalla prima. Ora l'azienda deve adeguarsi entro 60 giorni, pena la revoca della licenza e la sospensione dell'attività.
I NODI DELLA QUESTIONE
A quanto pare uno dei problemi principali riguarda la gestione della fossa di carico delle carcasse, che NON deve mai rimanere aperta, deve essere dotata di un impianto aspiratore e NON deve essere mai usata come stoccaggio temporaneo delle carcasse, in attesa che queste vengano, con calma, smaltite.
Inoltre l'azienda deve fornire dettagliati rapporti su tutte le fasi di cottura e smaltimento, e inserire un accorgimento che consenta di capire quando il biofiltro non è più attivo e, quindi, va sostituito.
Inserire un'ulteriore fase di smaltimento intermedia tramite condensazione dei fumi di cottura.
Prevedere manutenzioni e sanificazioni straordinarie.
Insomma, chi più ne ha più ne metta. Comprendo che è un lavoro di merda. Ma chi ha scelto di farlo deve mettersi i guanti ed evitare di sporcare quelli che gli stanno accanto. Ognuno ha il suo. Ora il Bruciaossa ha tempo 60 giorni per scegliere se adeguarsi o ricorrere al TAR. Dopodiché sapremo se questa storia ha davvero un lieto fine.
Dopo la prima diffida datata 12 nov.09, l'inceneritore di carcasse animali di via Consolini, a Molteno, aveva avanzato delle motivazioni a giustificazione dei terribili miasmi dolciastri di cadaveri bruciati che negli anni passati hanno a più riprese investito i paesi di Molteno e Bosisio Parini, toccando l'apice proprio nell'agosto scorso. Dopodiché, su denuncia della Zanzara, erano arrivati i controlli dell'ARPA.
Accolte parzialmente le istanze dell'azienda, l'autorità provinciale, l'8 marzo scorso, ha emanato una seconda diffida che va quasi del tutto a ribadire quanto stabilito dalla prima. Ora l'azienda deve adeguarsi entro 60 giorni, pena la revoca della licenza e la sospensione dell'attività.
I NODI DELLA QUESTIONE
A quanto pare uno dei problemi principali riguarda la gestione della fossa di carico delle carcasse, che NON deve mai rimanere aperta, deve essere dotata di un impianto aspiratore e NON deve essere mai usata come stoccaggio temporaneo delle carcasse, in attesa che queste vengano, con calma, smaltite.
Inoltre l'azienda deve fornire dettagliati rapporti su tutte le fasi di cottura e smaltimento, e inserire un accorgimento che consenta di capire quando il biofiltro non è più attivo e, quindi, va sostituito.
Inserire un'ulteriore fase di smaltimento intermedia tramite condensazione dei fumi di cottura.
Prevedere manutenzioni e sanificazioni straordinarie.
Insomma, chi più ne ha più ne metta. Comprendo che è un lavoro di merda. Ma chi ha scelto di farlo deve mettersi i guanti ed evitare di sporcare quelli che gli stanno accanto. Ognuno ha il suo. Ora il Bruciaossa ha tempo 60 giorni per scegliere se adeguarsi o ricorrere al TAR. Dopodiché sapremo se questa storia ha davvero un lieto fine.
martedì 23 marzo 2010
Elezioni regionali: la feccia che risale dal pozzo del PDL e del PD
L'intervento di Marco Travaglio di ieri, lunedì 22 marzo, sui riciclati, i condannati e i raccomandati alle elezioni regionali di domenica prossima:
"Buongiorno a tutti. Domenica e lunedì si vota per le regionali, ci avevano promesso liste pulite, le hanno fatte sporche come forse mai erano riusciti a farle prima di questa volta, hanno battuto tutti i record precedenti. I due maggiori partiti, ovviamente PD e PDL, sono infarciti di inquisiti, di condannati, di imputati, di pregiudicati, il record ovviamente spetta al PDL, il PD insegue con un buon numero, l’Udc naturalmente tiene fede alla sua tradizione. Ci sono addirittura candidature Udeur quantomai imbarazzanti, insomma ce ne è un po’ per tutti e, dato che questo è l’ultimo Passaparola prima delle elezioni, è il caso di ricordare - non tutti, perché tutti è impossibile, ma - quelli che sono stati oggetto di attenzione e che siamo riusciti a scoprire su Il Fatto Quotidiano e su alcuni altri giornali che, improvvisamente, si sono appassionati al tema delle liste pulite. E’ la dimostrazione che, a furia di battere su questo tasto con il V. Day, i nostri libri, Annozero, alla fine questo tema delle liste pulite è diventato centrale almeno per l’informazione e speriamo che, a furia di battere, diventi centrale anche per i partiti, ammesso e non concesso che per questi partiti ci sia un futuro..."
"Buongiorno a tutti. Domenica e lunedì si vota per le regionali, ci avevano promesso liste pulite, le hanno fatte sporche come forse mai erano riusciti a farle prima di questa volta, hanno battuto tutti i record precedenti. I due maggiori partiti, ovviamente PD e PDL, sono infarciti di inquisiti, di condannati, di imputati, di pregiudicati, il record ovviamente spetta al PDL, il PD insegue con un buon numero, l’Udc naturalmente tiene fede alla sua tradizione. Ci sono addirittura candidature Udeur quantomai imbarazzanti, insomma ce ne è un po’ per tutti e, dato che questo è l’ultimo Passaparola prima delle elezioni, è il caso di ricordare - non tutti, perché tutti è impossibile, ma - quelli che sono stati oggetto di attenzione e che siamo riusciti a scoprire su Il Fatto Quotidiano e su alcuni altri giornali che, improvvisamente, si sono appassionati al tema delle liste pulite. E’ la dimostrazione che, a furia di battere su questo tasto con il V. Day, i nostri libri, Annozero, alla fine questo tema delle liste pulite è diventato centrale almeno per l’informazione e speriamo che, a furia di battere, diventi centrale anche per i partiti, ammesso e non concesso che per questi partiti ci sia un futuro..."
venerdì 19 marzo 2010
Jack Zampe e quella sera con Eluana - incontro con Zamperini - parte II
...quella sera, dicevo, ho letto con attenzione il pieghevole elettorale di Zamperini, candidato consigliere alle comunali di Lecco per la lista berlusconiana che sostiene il leghista esperto in diritto della cassoeula e ostruzionismo televisivo Roberto Castelli.
Partiamo dalla biografia.
Giacomo Zamperini ha 25 anni, ha una famiglia bellissima ed è detto “Zampe”. “Caspita – penso - Jack Zampe sarebbe un nome perfetto per un detective alcolista e puttaniere di un romanzo noir di Lucarelli”.
Invece il nostro è un bonaccione. Diplomatosi ragioniere ora frequenta “con profitto” (quale?) la facoltà di storia antica e medievale.
Trascorre la recente adolescenza nei gruppi studenteschi legati ad AN - eccolo qua il "noir" - a lottare contro il bullismo, probabilmente lo stesso che la maggioranza con le bandiere rosse esercita ai danni del giovane talento politico.
Consigliere comunale per la prima volta a vent'anni, va indirizzandosi verso il settore sport e cultura ed è un accanito sostenitore dell'imprescindibile momento di mondanità lecchese della notte bianca, da consumarsi al tavolino del solito bar alla stregua delle altre notti nere.
Conciliando democristianamente il desiderio della quiete notturna di molti con la voglia di far chiasso di altri, promuove karaoke e porcate varie in piazza, mentre nel frattempo i suoi compari affossano la musica live imponendo ai locali un costosissimo calvario di permessi e controlli sugli orari e sui decibels.
Cattolicissimo cresciuto con la musica di Battisti e De André da strimpellare sul pullman alle gite dell'oratorio, quando un anno fa si immola sul cofano dell'autoambulanza che deve trasportare Eluana Englaro per il suo ultimo viaggio, Jack Zampe diventa suo malgrado grottesco protagonista di una canzone di Faber mai scritta: “Le zampe del gorilla”.
Chissà perché, però, quella prodezza che gli costò la denuncia, ha evitato di metterla nella sua nutrita biografia. C'è solo un indizio, quell'appartenenza al ciellinissimo Comitato Scienza e Vita che fa venire la pelledoca perianale a qualsiasi laico rispettoso dei diritti dell'uomo, compreso quello di morire in santa pace senza schiamazzi e invasati che ti placcano l'ambulanza.
Illuminato da letture come Il Piccolo Principe e Il Gabbiano Jonathan Livingstone, il suo capolavoro preferito in assoluto è Il Signore degli anelli, controversa opera di Tolkien che la destra ha più volte tentato di strumentalizzare leggendo tra le righe del romanzo richiami epico-mitologici a valori guerrieri di onore, coraggio e lealtà. E pensare che gli stessi hippy americani lo mitizzarono ma per tutti altri motivi, principalmente naturalisti...
Sul blog scopriamo un altro degli autori preferiti dello Zampe: Ezra Pound, intellettuale modernista filofascista e antiamericano e per questo accusato di tradimento e imprigionato dopo la fine della Guerra e internato per qualche anno per infermità mentale.
Effettivamente a leggere la pagina "Il mio impegno per te" sul pieghevole qualche sospetto di innocua schizofrenia viene. Manca solo "La realizzazione di una rampa di lancio per andare a vedere il tramonto su Venere" e il delirio demagogico è completo.
Ad ogni modo se quello che gli indiani Sioux chiamerebbero "Sdraiato-sul-cavallo-dell'uomo-medicina" fa almeno la metà delle cose che promette c'è da metterlo a monumento al posto del povero patriota Stoppani, da decenni abbandonato, quest'ultimo, alle cartacce e alle cacche di cane.
Partiamo dalla biografia.
Giacomo Zamperini ha 25 anni, ha una famiglia bellissima ed è detto “Zampe”. “Caspita – penso - Jack Zampe sarebbe un nome perfetto per un detective alcolista e puttaniere di un romanzo noir di Lucarelli”.
Invece il nostro è un bonaccione. Diplomatosi ragioniere ora frequenta “con profitto” (quale?) la facoltà di storia antica e medievale.
Trascorre la recente adolescenza nei gruppi studenteschi legati ad AN - eccolo qua il "noir" - a lottare contro il bullismo, probabilmente lo stesso che la maggioranza con le bandiere rosse esercita ai danni del giovane talento politico.
Consigliere comunale per la prima volta a vent'anni, va indirizzandosi verso il settore sport e cultura ed è un accanito sostenitore dell'imprescindibile momento di mondanità lecchese della notte bianca, da consumarsi al tavolino del solito bar alla stregua delle altre notti nere.
Conciliando democristianamente il desiderio della quiete notturna di molti con la voglia di far chiasso di altri, promuove karaoke e porcate varie in piazza, mentre nel frattempo i suoi compari affossano la musica live imponendo ai locali un costosissimo calvario di permessi e controlli sugli orari e sui decibels.
Cattolicissimo cresciuto con la musica di Battisti e De André da strimpellare sul pullman alle gite dell'oratorio, quando un anno fa si immola sul cofano dell'autoambulanza che deve trasportare Eluana Englaro per il suo ultimo viaggio, Jack Zampe diventa suo malgrado grottesco protagonista di una canzone di Faber mai scritta: “Le zampe del gorilla”.
Chissà perché, però, quella prodezza che gli costò la denuncia, ha evitato di metterla nella sua nutrita biografia. C'è solo un indizio, quell'appartenenza al ciellinissimo Comitato Scienza e Vita che fa venire la pelledoca perianale a qualsiasi laico rispettoso dei diritti dell'uomo, compreso quello di morire in santa pace senza schiamazzi e invasati che ti placcano l'ambulanza.
Illuminato da letture come Il Piccolo Principe e Il Gabbiano Jonathan Livingstone, il suo capolavoro preferito in assoluto è Il Signore degli anelli, controversa opera di Tolkien che la destra ha più volte tentato di strumentalizzare leggendo tra le righe del romanzo richiami epico-mitologici a valori guerrieri di onore, coraggio e lealtà. E pensare che gli stessi hippy americani lo mitizzarono ma per tutti altri motivi, principalmente naturalisti...
Sul blog scopriamo un altro degli autori preferiti dello Zampe: Ezra Pound, intellettuale modernista filofascista e antiamericano e per questo accusato di tradimento e imprigionato dopo la fine della Guerra e internato per qualche anno per infermità mentale.
Effettivamente a leggere la pagina "Il mio impegno per te" sul pieghevole qualche sospetto di innocua schizofrenia viene. Manca solo "La realizzazione di una rampa di lancio per andare a vedere il tramonto su Venere" e il delirio demagogico è completo.
Ad ogni modo se quello che gli indiani Sioux chiamerebbero "Sdraiato-sul-cavallo-dell'uomo-medicina" fa almeno la metà delle cose che promette c'è da metterlo a monumento al posto del povero patriota Stoppani, da decenni abbandonato, quest'ultimo, alle cartacce e alle cacche di cane.
giovedì 18 marzo 2010
Consiglio comunale: tra l'astensionismo della Binda e le sparate del Brambilla
Rimandato a domani il seguito sul prode-ardito-audace Zamperini, oggi urge pubblicare le considerazioni di Winnie che ha seguito il consiglio comunale di ieri sera.
"Dal problema delibere di consiglio, quanto ai problemi legali alla verbalizzazione se ne esce, a questo punto, solo con la registrazione, cosa che fanno più o meno ovunque. Petrollini è una persona in gamba.
All'Ass. Corti mi viene da credere quando dice, in merito al fatto che non ci sono più bambini extracomunitari nel nostro asilo, che le situazioni individuali sono al vaglio dei servizi sociali.
Gli crederei, se poi il borioso Proserpio non avesse preso la parola per dire che a suo avviso, davanti a una retta fissa da pagare, tutti i bambini sono uguali. Grossa stupidaggine, sono uguali a parità di reddito, altrimenti non sono affatto uguali, se il figlio del disoccupato non può andare all'asilo non sono tutti uguali i bambini.
Protezione civile. Sbagliato non riammettere gli espulsi, sbagliato di più ancora (decreto e interrogazioni a parte) non avergli fatto una telefonata ed essersi trovati a parlare del tutto in via informale. Presuntuoso, da parte del sindaco, non fare il primo passo in questo senso.
Presuntuoso e arrogante il sindaco, quando smiela la favoletta che il comune ha 30 giorni di tempo per rispondere alle domande dei cittadini. Io gli ho mandato una richiesta scritta 2 mesi fa e non ho ancora avuto risposta.
Infine, non credo che l'astensione della capogruppo Binda sia un comportamento da Ponzio Pilato, come ha detto la consigliera Corti. Trovo impensabile votare contro al proprio sindaco, astenersi mi è parsa una buona idea, pensavo che altri la seguissero, ma ha prevalso la linea Brambilliana, (il Calderoli nostrano, ndr), per la quale il difensore civico si piglia lo stipendio per non fare una mazza."
"Dal problema delibere di consiglio, quanto ai problemi legali alla verbalizzazione se ne esce, a questo punto, solo con la registrazione, cosa che fanno più o meno ovunque. Petrollini è una persona in gamba.
All'Ass. Corti mi viene da credere quando dice, in merito al fatto che non ci sono più bambini extracomunitari nel nostro asilo, che le situazioni individuali sono al vaglio dei servizi sociali.
Gli crederei, se poi il borioso Proserpio non avesse preso la parola per dire che a suo avviso, davanti a una retta fissa da pagare, tutti i bambini sono uguali. Grossa stupidaggine, sono uguali a parità di reddito, altrimenti non sono affatto uguali, se il figlio del disoccupato non può andare all'asilo non sono tutti uguali i bambini.
Protezione civile. Sbagliato non riammettere gli espulsi, sbagliato di più ancora (decreto e interrogazioni a parte) non avergli fatto una telefonata ed essersi trovati a parlare del tutto in via informale. Presuntuoso, da parte del sindaco, non fare il primo passo in questo senso.
Presuntuoso e arrogante il sindaco, quando smiela la favoletta che il comune ha 30 giorni di tempo per rispondere alle domande dei cittadini. Io gli ho mandato una richiesta scritta 2 mesi fa e non ho ancora avuto risposta.
Infine, non credo che l'astensione della capogruppo Binda sia un comportamento da Ponzio Pilato, come ha detto la consigliera Corti. Trovo impensabile votare contro al proprio sindaco, astenersi mi è parsa una buona idea, pensavo che altri la seguissero, ma ha prevalso la linea Brambilliana, (il Calderoli nostrano, ndr), per la quale il difensore civico si piglia lo stipendio per non fare una mazza."
mercoledì 17 marzo 2010
Comunali a Lecco: incontro con Zamperini - parte I
"Che vuole questo?" mi sono chiesto. Invece era un volantino elettorale. Il suo.
Simpaticamente disegnato a ricordare un pacchetto di Marlboro azzurro-libertà con tanto di slogan salutistico "provoca cambiamento".
Avevo appena incontrato Giacomo Zamperini, classe 1985, vicecapogruppo per il PDL nella decaduta giunta leghista della Faggi, in cui ha avuto anche il ruolo di Presidente della commissione Servizi sociali, famiglia e istruzione. A soli 23 anni.
Con tono bonario mi chiede "Voti a Lecco? Vota per me, mi raccomando".
"No. Sono di Molteno. E, in ogni caso, da qualche tempo sto con Di Pietro. Però, beh, in bocca al lupo".
Quasi spaventato all'udire il nome del terribile magistrato giustizialista forcaiolo, il giovane candidato fa un passo indietro e dice che l'IDV ha le sue ragioni ma deve liberarsi di Tonino.
Io ribatto dicendo che anche la destra ha le sue ragioni ma deve liberarsi di Silvio e del suo stuolo di servitori.
Destra o sinistra, continuo io, il nostro Paese ha bisogno di gente che per amor di patria e non per amor proprio si dia da fare per porre fine agli stupri quotidiani ai danni della nostra giovane res publica. Urge ridare senso e dignità alla cosa pubblica.
Zamperini annuisce tiepido, forse ancora diffidente verso quel dipietrista stranamente pacifico e senza toga, lì di fronte a lui.
Ad ogni modo, trovata una base comune, ci salutiamo cordialmente.
Con calma, a casa, ho letto il suo pieghevole...continua domani
domenica 14 marzo 2010
Maìs: dov'è finito il comitato?
Mi perdonerà l'amico Emilio Magni se qui di seguito offro i passi salienti del suo intervento, peraltro come sempre ricco di spunti interessanti, riguardo la fu area del Maìs.
Tra l'altro, a questo riguardo, Bruno Amati espone sulla Provincia di oggi la sua proposta di collocare lì e non a Rogeno il lussuoso hotel 4 stelle con centro di benessere, di prossima costruzione.
"I requiem si dicono per i morti! Non mi sembra che l'area in questione sia morta, anzi è piu' viva che mai e finalmente è tutto chiaro.
L'AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE di CENTRODESTRA del Presidente DANIELE NAVA, non ritiene necessario portare avanti l'area MAIS come zona industriale a carattere provinciale e come POLO TECNOLOGICAMENTE AVANZATO come proponeva la precedente AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE .
Essendo per il 95% in territorio di BOSISIO PARINI, il risultato di questa decisione è che questo Comune farà, in questa zona, la sua area industriale, come del resto da tempo era in programma.
Molteno resterà quindi fuori da ogni possibile intervento, nonostante sia parte interessata come territorio confinante.
Se la decisione fosse rimasta nell'ambito del PIANO TERRITORIALE PROVINCIALE, anche MOLTENO, poteva porre delle condizioni per la sua attuazione. In questo modo invece BOSISIO PARINI agirà in modo autonomo in base ai suoi programmi.
(...)
Ripercorrendo la storia di questa vicenda non si deve dimenticare la nascita di un COMITATO PER LA SALVAGUARDIA DEL MAIS di cui facevano parte anche:
ANGELO CASIRAGHI-GIUSEPPE CHIARELLA-LUCIA BOLOTTA-BRUNO AMATI-EMANUELE LIMONTA-STEFANO VILLA.
Dove sono ora questi personaggi? Alcuni spariti dalla circolazione!
Altri li ritroviamo su posizioni completamente opposte a quelle che erano le finalità del COMITATO.
Infatti, GIUSEPPE CHIARELLA e ANGELO CASIRAGHI, sono ora in maggioranza al COMUNE di MOLTENO e nel silenzio piu' assoluto sull'insediamento industriale del MAIS (mi piace chiamarlo sempre così) targato BOSISIO PARINI.
E' questa la coerenza dei nostri amministratori?
E' sin troppo evidente che il COMITATO era una strumentalizzazione politica mascherata da una fantomatica difesa del verde.
EMILIO MAGNI - IDV
Tra l'altro, a questo riguardo, Bruno Amati espone sulla Provincia di oggi la sua proposta di collocare lì e non a Rogeno il lussuoso hotel 4 stelle con centro di benessere, di prossima costruzione.
"I requiem si dicono per i morti! Non mi sembra che l'area in questione sia morta, anzi è piu' viva che mai e finalmente è tutto chiaro.
L'AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE di CENTRODESTRA del Presidente DANIELE NAVA, non ritiene necessario portare avanti l'area MAIS come zona industriale a carattere provinciale e come POLO TECNOLOGICAMENTE AVANZATO come proponeva la precedente AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE .
Essendo per il 95% in territorio di BOSISIO PARINI, il risultato di questa decisione è che questo Comune farà, in questa zona, la sua area industriale, come del resto da tempo era in programma.
Molteno resterà quindi fuori da ogni possibile intervento, nonostante sia parte interessata come territorio confinante.
Se la decisione fosse rimasta nell'ambito del PIANO TERRITORIALE PROVINCIALE, anche MOLTENO, poteva porre delle condizioni per la sua attuazione. In questo modo invece BOSISIO PARINI agirà in modo autonomo in base ai suoi programmi.
(...)
Ripercorrendo la storia di questa vicenda non si deve dimenticare la nascita di un COMITATO PER LA SALVAGUARDIA DEL MAIS di cui facevano parte anche:
ANGELO CASIRAGHI-GIUSEPPE CHIARELLA-LUCIA BOLOTTA-BRUNO AMATI-EMANUELE LIMONTA-STEFANO VILLA.
Dove sono ora questi personaggi? Alcuni spariti dalla circolazione!
Altri li ritroviamo su posizioni completamente opposte a quelle che erano le finalità del COMITATO.
Infatti, GIUSEPPE CHIARELLA e ANGELO CASIRAGHI, sono ora in maggioranza al COMUNE di MOLTENO e nel silenzio piu' assoluto sull'insediamento industriale del MAIS (mi piace chiamarlo sempre così) targato BOSISIO PARINI.
E' questa la coerenza dei nostri amministratori?
E' sin troppo evidente che il COMITATO era una strumentalizzazione politica mascherata da una fantomatica difesa del verde.
EMILIO MAGNI - IDV
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sabato 13 marzo 2010
Sindaco senza vergogna: Molteno tra l'ignoranza delle istituzioni e la disperazione degli ultimi
Winnie:"Maìs o non maìs (questione sulla quale credo di aver già ribadito più volte la mia del tutto personale mancanza di interesse) oggi prendo La Provincia.
"Che sensibilità!" mi è venuto subito da pensare, insieme ad altre due o tre cosine...
Al'indomani del suicidio di un nostro concittadino extracomunitario, abbandonato da tutto e da tutti, senza più lavoro e chi più ne ha più ne metta, mi ritrovo il nostro sindaco (più minuscolo di così non posso scriverlo) che dice, parlando di un presunto allarme sicurezza nelle zone residenziali di Molteno :"Non siamo a Rosarno, però...".
Io non so come faccia a non vergognarsi come un ladro, come faccia a non nacondersi sottoterra.
Come faccia a parlare poi della necessità di nuovissime telecamere a raggi infrarossi ad alta risoluzione.
Dio, roba da non dormirci la notte quello che è successo ieri, a 200metri da casa mia, assurdo e gelido parlare di telecamere. Troverei assurdo solo pensare di stanziare fondi per delle cazzo di telecamere, quando c'è gente così sola nel mio paese, quando c'è gente disoccupata e disperata, con moglie e figli a casa.
Che si vergogni in sindaco, che si vergogni di aver potuto soltanto mettere nella stessa frase Molteno e Rosarno. Che si vergogni per non aver speso due parole sul fatto di ieri.
Si vergogni di non aver detto "cose così non è accettabile che succedano". Si vergogni di trovare inaccettabile invece che le nostre zone residenziali non siano dotate di telecamere a raggi infrarossi.
Legare poi il problema dell'inserimento degli extracomunitari alla delinquenza è del tutto fuori luogo, nella nostra realtà. Chi la conosce per davvero non direbbe mai una cosa così. E, tanto per dire la prima cazzata che mi viene in mente, l'unica volta che dei ladri mi sono entrati in casa erano lumbard al 100%.
Spero che il dott. Corti, assessore ai servizi sociali, se ne esca con qualche dichiarazione intelligente nei prossimi giorni, sennò che ha studiato a fare?"
venerdì 12 marzo 2010
Cemento per Maìs
L'altr'ieri il sindaco Proserpio Il Giovane, in puro stile pidiellino, aveva sbandierato ai quattro venti la fine dell'incubo Maìs e una nuova era ecologica e di traffico arioso.
La risposta di Nando De Capitani, che da sindaco si era a fondo impegnato per un'organizzazione razionale e sistemica di quello che sarebbe dovuto diventare il nuovo polo tecnologico condiviso tra Bosisio Parini e Molteno, non si è fatta attendere. La leggiamo dalla Provincia di oggi e non porta a essere ottimisti. Saranno solo i soliti uccelli del malaugurio di sinistra?
La risposta di Nando De Capitani, che da sindaco si era a fondo impegnato per un'organizzazione razionale e sistemica di quello che sarebbe dovuto diventare il nuovo polo tecnologico condiviso tra Bosisio Parini e Molteno, non si è fatta attendere. La leggiamo dalla Provincia di oggi e non porta a essere ottimisti. Saranno solo i soliti uccelli del malaugurio di sinistra?
Mai dire Maìs
Il sindaco ha annunciato che il nuovo polo industriale del Maìs non si farà più. Oddio. Non si farà più la miserrima parte che avrebbe dovuto interessare il nostro comune.
Un metro di là dal confine, invece, Bosisio seguiterà nel suo piano di sviluppo industriale, sperando che il sindaco Borgonovo dia davvero spazio a industrie non inquinanti e dedite alla ricerca sulle energie alternative. Non si parli però più di Maìs, perché porta male nominare i defunti. Anche se, in questo caso, bisognerebbe parlare di aborti, visto che il nuovo spauracchio industriale a ridosso di Coroldo è ancora di là da venire. Vedremo cosa combinerà l'amministrazione di Bosisio.
E vedremo anche se il nostro sindaco riuscirà in cambio a trovare sfogo ai camion che ad ogni ora, nonostante il recente fiorire di cartelli stradali come i funghi nelle foreste pluviali, vagano smarriti per le vie di Molteno chiedendo indicazioni in tedesco alle vecchiette che, per tutta risposta, cercano di farsi capire grazie ai lasciti longobardi sul nostro dialetto.
Con l'autista di turno che finisce puntualmente in qualche senso unico o strada a fondo cieco, smadonnando in italiano. 'ché nessuna lingua come la nostra riesce ad essere appagante nell'imprecazione.
Un metro di là dal confine, invece, Bosisio seguiterà nel suo piano di sviluppo industriale, sperando che il sindaco Borgonovo dia davvero spazio a industrie non inquinanti e dedite alla ricerca sulle energie alternative. Non si parli però più di Maìs, perché porta male nominare i defunti. Anche se, in questo caso, bisognerebbe parlare di aborti, visto che il nuovo spauracchio industriale a ridosso di Coroldo è ancora di là da venire. Vedremo cosa combinerà l'amministrazione di Bosisio.
E vedremo anche se il nostro sindaco riuscirà in cambio a trovare sfogo ai camion che ad ogni ora, nonostante il recente fiorire di cartelli stradali come i funghi nelle foreste pluviali, vagano smarriti per le vie di Molteno chiedendo indicazioni in tedesco alle vecchiette che, per tutta risposta, cercano di farsi capire grazie ai lasciti longobardi sul nostro dialetto.
Con l'autista di turno che finisce puntualmente in qualche senso unico o strada a fondo cieco, smadonnando in italiano. 'ché nessuna lingua come la nostra riesce ad essere appagante nell'imprecazione.
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giovedì 11 marzo 2010
Variante sì, bretella no. Intanto Molteno si reimpossessa degli anelli di via Verdi
A quanto pare la bretella da 910mila euro ideata dalla scorsa amministrazione per bypassare la frazione di Raviola liberandola dal traffico pesante con una breve strada di servizio non bastava a reggere qualche ancor più pesante fardello post ribaltone elettorale.
Alla nuova bretella, del costo di 2milioni400mila euro,ci penseranno la Provincia e Sirone. E nel frattempo abituiamoci a non chiamarla più bretella bensì variante, da pronunciarsi in tono deferente.
Apprendiamo da M. Mazzolari di Casateonline, più attiva sul territorio che qualsiasi politico locale, che la nuova bretella (oppss VARIANTE!) andrà dalla rotonda al limite con Sirone, dove sorge la ditta Co.Sta, fino alla Rettola, località sempre sul suolo sironese, presso il semaforo tra Molteno e Oggiono.
A quel punto i camion fetenti sarebbero convogliati tutti verso la SS36 Milano-Lecco superando la ferrovia con un nuovo sovrappasso, seguito - forse - dalla realizzazione di un tunnel, anche se il Proserpio pare non voglia farla perché costa troppo. In questo caso il traffico verrebbe dirottato verso la zona industriale di Annone, evitando chiaramente il dosso di Coroldo.
Altra notiziona è che i facoltosi abitanti di via Verdi hanno aperto i cancelli dell'anello comunale che per anni era rimasto in una sorta di limbo pubblico-privato, illuminato però con i soldi del comune. La battaglia dell'anello è vinta.
Per la bretellina - e daje, VARIANTE! - la partita è ancora aperta.
Alla nuova bretella, del costo di 2milioni400mila euro,ci penseranno la Provincia e Sirone. E nel frattempo abituiamoci a non chiamarla più bretella bensì variante, da pronunciarsi in tono deferente.
Apprendiamo da M. Mazzolari di Casateonline, più attiva sul territorio che qualsiasi politico locale, che la nuova bretella (oppss VARIANTE!) andrà dalla rotonda al limite con Sirone, dove sorge la ditta Co.Sta, fino alla Rettola, località sempre sul suolo sironese, presso il semaforo tra Molteno e Oggiono.
A quel punto i camion fetenti sarebbero convogliati tutti verso la SS36 Milano-Lecco superando la ferrovia con un nuovo sovrappasso, seguito - forse - dalla realizzazione di un tunnel, anche se il Proserpio pare non voglia farla perché costa troppo. In questo caso il traffico verrebbe dirottato verso la zona industriale di Annone, evitando chiaramente il dosso di Coroldo.
Altra notiziona è che i facoltosi abitanti di via Verdi hanno aperto i cancelli dell'anello comunale che per anni era rimasto in una sorta di limbo pubblico-privato, illuminato però con i soldi del comune. La battaglia dell'anello è vinta.
Per la bretellina - e daje, VARIANTE! - la partita è ancora aperta.
martedì 9 marzo 2010
Il Popolo sovrano ha scelto la terza via
Futuro di Luzzana: su 73 votanti il nostro sondaggio solo 19 (27%) hanno scelto le due opzioni proposte dalla giunta. La quale, peraltro, le aveva date in esclusiva concessione ai luzzanesi.
Tra i lettori della Zanzara, 10 (13%) hanno votato per l'ipotesi di un sottopasso a senso unico per i camion in zona Iveco-Arredomarket + rotonda di fronte alla Trattoria Binda + rotonda x Garbagnate Rota. I restanti 9 (12%) hanno invece hanno scelto sì le due rotonde sopra citate, privilegiando però l'ipotesi di scavare il sottopasso in fondo a viale Consolini. Nel complesso, una nettissima minoranza.
Il 75% dei votanti, infatti, per un totale di 54 preferenze, ha scelto la terza via proposta da Emilio Magni. Niente invadenti sottopassi, bensì una strada di servizio per i camion che attraversi la nuova zona industriale di Luzzana e colleghi la superstrada con la rotonda prevista allo svincolo per Garbagnate Rota.
Il popolo moltenese, luzzanesi e non, ha scelto la terza via. Il comune che farà?
Dirà che non è fattibile per via del grand Hotel con centro benessere in programma proprio dove la nuova strada dovrebbe immettersi sulla SS36, al confine tra Rogeno e Molteno?
Certo è che in pochi hanno dato fiducia alle due alternative della giunta pidiellina. Se glielo dicono, il sindaco diventerà nero di rabbia.
Tra i lettori della Zanzara, 10 (13%) hanno votato per l'ipotesi di un sottopasso a senso unico per i camion in zona Iveco-Arredomarket + rotonda di fronte alla Trattoria Binda + rotonda x Garbagnate Rota. I restanti 9 (12%) hanno invece hanno scelto sì le due rotonde sopra citate, privilegiando però l'ipotesi di scavare il sottopasso in fondo a viale Consolini. Nel complesso, una nettissima minoranza.
Il 75% dei votanti, infatti, per un totale di 54 preferenze, ha scelto la terza via proposta da Emilio Magni. Niente invadenti sottopassi, bensì una strada di servizio per i camion che attraversi la nuova zona industriale di Luzzana e colleghi la superstrada con la rotonda prevista allo svincolo per Garbagnate Rota.
Il popolo moltenese, luzzanesi e non, ha scelto la terza via. Il comune che farà?Dirà che non è fattibile per via del grand Hotel con centro benessere in programma proprio dove la nuova strada dovrebbe immettersi sulla SS36, al confine tra Rogeno e Molteno?
Certo è che in pochi hanno dato fiducia alle due alternative della giunta pidiellina. Se glielo dicono, il sindaco diventerà nero di rabbia.
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lunedì 8 marzo 2010
IMAR: documentazione in arrivo. Salvo imprevisti...
In attesa di poter ritirare il dossier IMAR - Bruciaossa, la Zanzara dedica agli espulsi dalla Protezione Civile questa citazione da "Il barone rampante", capolavoro di Italo Calvino:
"(Cosimo, ndr) Capì questo: che le associazioni rendono l'uomo più forte e mettono in risalto le doti migliori delle singole persone, e danno la gioia che raramente s'ha restando per proprio conto, di vedere quanta gente c'è onesta e brava e capace e per cui vale la pena di volere cose buone. Mentre vivendo per proprio conto capita più spesso il contrario, di veder l'altra faccia della gente, quella per cui bisogna tener sempre la mano alla guardia della spada."
"(Cosimo, ndr) Capì questo: che le associazioni rendono l'uomo più forte e mettono in risalto le doti migliori delle singole persone, e danno la gioia che raramente s'ha restando per proprio conto, di vedere quanta gente c'è onesta e brava e capace e per cui vale la pena di volere cose buone. Mentre vivendo per proprio conto capita più spesso il contrario, di veder l'altra faccia della gente, quella per cui bisogna tener sempre la mano alla guardia della spada."
sabato 6 marzo 2010
Il Difensore Civico Regionale manda il sindaco dietro la lavagna
A metà gennaio il Difensore Civico della Regione Lombardia, "garante dei diritti dei cittadini e dei detenuti", al quale avevano fatto ricorso gli espulsi dalla Protezione Civile, aveva intimato a Proserpio di fornirgli le precise motivazioni scritte che lo avevano indotto a prendere una simile decisione ai danni di tre suoi concittadini, con tanto di verbale della commissione disciplinare.
Oggi, non avendo avuto soddisfazione alle sue richieste, l'ufficiale pubblico ha sancito l'illegittimità di quel provvedimento di espulsione, preso nell'assoluta violazione del PRINCIPIO DEL CONTRADDITTORIO. Il sindaco ha negato alla parte lesa il diritto costituzionale ad una pubblica difesa. Roba da terzo mondo.
Il Difensore civico chiosa il suo intervento intimando al sindaco di "porre gli interessati nelle condizioni di capire, (...), quali siano i fatti per i quali sono stati espulsi e dia loro modo di contestare, per le vie che riterranno opportune, il decreto di espulsione".
La storia continua. Il sindaco canterà?
Oggi, non avendo avuto soddisfazione alle sue richieste, l'ufficiale pubblico ha sancito l'illegittimità di quel provvedimento di espulsione, preso nell'assoluta violazione del PRINCIPIO DEL CONTRADDITTORIO. Il sindaco ha negato alla parte lesa il diritto costituzionale ad una pubblica difesa. Roba da terzo mondo.
Il Difensore civico chiosa il suo intervento intimando al sindaco di "porre gli interessati nelle condizioni di capire, (...), quali siano i fatti per i quali sono stati espulsi e dia loro modo di contestare, per le vie che riterranno opportune, il decreto di espulsione".
La storia continua. Il sindaco canterà?
mercoledì 3 marzo 2010
Parallelismi storici
Elsa Morante, scrittrice italiana, 1945:
«Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo.
Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini?
Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale.
La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico.
In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare».
Morante Elsa, Opere, vol. I, Mondadori (Meridiani), Milano 1988, L-LII.
«Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo.
Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini?
Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale.
La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico.
In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare».
Morante Elsa, Opere, vol. I, Mondadori (Meridiani), Milano 1988, L-LII.
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