mercoledì 30 giugno 2010

I racconti della Malpensata


Dopo aver promosso le opere altrui sarei proprio un pirla a non parlare delle mie.
Ecco la presentazione dei sette racconti ispirati dai mesi trascorsi al ristorante...gli interessati possono ordinarlo su internet, presso il ristorante oppure direttamente a me per email o passando da casa. Fuori dal supermercato no, giuro che lì non mi troverete.

"Un ristorante sul lungolago di Lecco fa da cornice sfumata a una serie di storie di cuochi, camerieri, medici, impiegati e avvocati, prostitute, commercialisti e poveri cristi. Tutti vivisezionati in un affilato tritacarne narrativo che non lascia scampo quasi a nessuno. Alla fine l'ingenuità sembra essere l'ingrediente segreto della ricetta per la Redenzione. A distanza di un anno dal romanzo rock “Tu lo conosci John Fogerty?” l'autore si ripresenta con questa raccolta di racconti di vite umane che, come un cuoco creativo, impasta in un'inedita preparazione gastronomica, a volte spiazzante e forte come un piccante formaggio erborinato, altre volte commovente e passionale come una profumata crostata di frutta. Tra sapori kafkiani, cenni di Vitali, sfumature di Benni, retrogusto di Brizzi e ritorni di Ammaniti, un profumo di pizza porrà fine ad ogni delirio digestivo."

lunedì 28 giugno 2010

Chi ha trafugato la gigantografia di Don Willy?


Piazza Don William
Inserito originariamente da Zanzara di Molteno
Dopo il sondaggio sul Molteno Red Light District, grande successo anche per quello, anch'esso ironico, dedicato alla sparizione della pacchianissima gigantografia del giovane Don William Abruzzese dalla piazzetta del paese.

Su 47 votanti, 21 hanno identificato il responsabile nella figura del vicesindaco, l'avvocatissimo chierichetto Beppe Chiarella, colpevole di "aver appeso l'immagine del proprio idolo sulla parete dietro al letto.

In 10 hanno invece addossato la colpa della trafugazione al vecchio parroco Don Carlo Ambrosoni, invidioso dell'indiscutibile avvenenza del giovane discepolo con tanto di occhiaie adolescenziali.

7 votanti hanno pensato bene di rivolgere i sospetti all'indirizzo del fotografo Ben's, timoroso che quell'orrenda foto posta proprio fuori dal suo negozio potesse far scappare dei potenziali clienti. Se così fosse, come dargli torto?

In 5 hanno invece trovato nel povero Perin, massima autorità locale per quanto riguarda il riciclaggio dei rifiuti solidi, residente in pianta stabile tra i cassonetti della discarica, il responsabile della rimozione e del conseguente smaltimento del poster del giovane sacerdote.

Solo 4 avventisti, infine, hanno pensato che il protagonista di un'azione così eclatante potesse essere Gesù Cristo in persona, "invidioso per le eccessive attenzioni verso quel giovanotto senza stimmate".

Il mistero rimane fitto, anche se per le vie del paese, notoriamente aperto al metodo di indagine scientifica, sta prendendo strada l'ipotesi che l'immagine del futuro santo possa aver preso il volo, sollevata in cielo dagli angeli, e portata in quel di Canzo, paese natale del prete e futura Loreto brianzola.


sabato 26 giugno 2010

L'Imar appesta Molteno: le istituzioni paralizzate

Arriva l'estate e torna, più forte che mai, l'incubo del Bruciaossa. E' ormai da parecchi giorni che le giornate dei moltenesi cominciano accompagnate dalle mortifere esalazioni dell'Imar srl, la ditta che smaltisce carcasse animali e che da qualche mese è sotto inchiesta da parte della Provincia per via di una serie di raccapriccianti lacune nel processo "produttivo" di demolizione.

"...l'autorità provinciale, l'8 marzo scorso, ha emanato una seconda diffida che va quasi del tutto a ribadire quanto stabilito dalla prima. Ora l'azienda deve adeguarsi entro 60 giorni, pena la revoca della licenza e la sospensione dell'attività".

Ciò significa che i 60 giorni di ultimatum sono scaduti ai primi di maggio e nulla è cambiato. Anzi, la situazione sembra addirittura gravemente peggiorata.

I cittadini non sanno più che fare, i vigili brancolano nel buio e dicono di essere stati cacciati via in malo modo dalla figlia del titolare, in comune il sindaco Chiarella e il vice Proserpio giocano a rimbalzarsi la patata bollente o, è il caso di dire, la carogna in fiamme.
E a noi che resta da fare, a parte cercare di fuggire al più presto da questo paese avvelenato? Restare tappati in casa e mettere il condizionatore sulla funzione "riciclo" come quando ci si trova fermi in auto in galleria?
L'unico dato di fatto incontestabile è che da parecchi anni Molteno ha la più alta incidenza di tumori di tutta la provincia. Urge ad ogni costo avere la certezza che le esalazioni del Bruciaossa siano soltanto delle ributtanti ma innocenti puzzette dolciastre di carogna putrefatta e bruciata. E poi, magari, mettergli il deodorante. A costo di fare azioni clamorose davanti all'azienda in questione.

sabato 19 giugno 2010

Don Carlo Dux...scandalo sull'altare!

La Zanzara anticlericale è ben lieta di accogliere questa testimonianza di Giusi Corti su un fatto accaduto sabato scorso in chiesa a Molteno. Protagonisti: due giovani sposi, un sacerdote inglese e il Don Carlo. Leggete con attenzione!

"Padre Carmelo di Giovanni, o Father Carmelo, com’è conosciuto a Londra, è un sacerdote pallottino (ordine di San Vincenzo Pallotti), parroco della chiesa italiana cattolica di Londra St Peter Church.

Un piccolo prete eccezionale, che da quarant’anni visita le carceri e gli ospedali inglesi, cercando di portare conforto, solidarietà ed amicizia ai criminali e tossicodipendenti italiani.

La sua parrocchia è diventata nel tempo un punto di riferimento per gli immigrati italiani a Londra, soprattutto giovani, che hanno trovato lì un luogo dove condividere le proprie esperienze, trovare amicizia, solidarietà ed amore.

Te ne parlo perché due giovani italiani, chiamiamoli Elisa e Michele, originari lei di Molteno, lui di Cremona, ricercatori in medicina a Londra (perché l’Italia, si sa, non offre loro un futuro), dopo essersi conosciuti durante il dottorato a Berna, si innamorano , si trasferiscono a Londra e iniziano a frequentare la parrocchia di Father Carmelo.

L’anno scorso decidono di sposarsi nel giugno del 2010 e organizzano a distanza la cerimonia e la festa di nozze, con tutte le prevedibili difficoltà del caso.

Padre Carmelo, forse in parte artefice della decisione, si offre per celebrare il loro matrimonio.

Ovviamente la notizia riempie di gioia i futuri sposi e viene comunicata lo scorso dicembre al nostro parroco, il quale non pone obiezioni. In seguito, visto che tra gli invitati ci sono inglesi, francesi, tedeschi e svizzeri (una piccola comunità internazionale di ricercatori), si prevede che una parte della cerimonia sia fatta inglese per permettere a tutti di partecipare e che Padre Carmelo avrebbe tenuto l’omelia anche in inglese. Ma soprattutto perché è il prete che conosce a fondo gli sposi, che li ha seguiti, che li ha aiutati anche nei momento di sconforto nell’esilio londinese… perché è il loro amato parroco.

Questo l’antefatto. Arriviamo all’oggi.

Matrimonio di sabato 12 giugno ore 11,30.

Padre Carmelo attende gli sposi in Parrocchia ma, colpo di scena, non celebra, non concelebra, anzi è messo lì sull’altare a servir messa, in pratica a fare da chierichetto al nostro parroco.

Arrivati al momento clou della cerimonia, cioè lo scambio degli anelli e della promessa matrimoniale, la sposa alza una mano, interrompe don Carlo e chiede di poter sentire “la voce di Padre Carmelo”. Il nostro parroco continua imperterrito, tentando di affermare qualcosa del tipo “… ma io qui sono il responsabile”

Gelo totale, stupore e disappunto sulla faccia di tutti: sposi, genitori, parenti, amici e conoscenti. Tutti si chiedono il perché di questo assurdo comportamento. Tutti si chiedono perché il nostro parroco non abbia mantenuto la parola, non abbia mostrato cortesia a questo piccolo prete, non sia stato gentile con gli sposi.

Burbero a tal punto che non si avvicina neppure agli sposi per lo scambio della pace (!!!).

Ora Elisa e Michele sono in viaggio di nozze, torneranno a Londra a fine mese e rivedranno Father Carmelo. Questo piccolo grande prete cui la nostra parrocchia ha letteralmente voltato le spalle, negandogli perfino la dignità di una messa."

Giusi Corti

venerdì 18 giugno 2010

Campo sportivo, lettera aperta di Magni

"E' tornata attuale ultimamente la situazione del CENTRO SPORTIVO.
Era l'ottobre 2009 quando chiedevo, con una lettera aperta al Sindaco, le intenzioni della nuova amministrazione in merito a quest'opera.
La risposta conteneva una disponibilità a proseguire nel completamento, ritenendo necessario ed importante il suo completo utilizzo.
Siamo a GIUGNO 2010 (sono passati 9 mesi) e nulla si è visto attuato!
In particolare:
-apertura del bar e locali attigui (appalto di gestione)
-manutenzione della parte completata ed utilizzata (es. campo di calcio e relativi spogliatoi)
-completamento dell'opera riguardante la zona di libero utilizzo per i cittadini
Se per il punto tre, riconosco la necessità di tempi piu' lunghi, per gli altri è solo un discorso di programmazione ed organizzazione che sono mancati.
La sola apertura del bar, porterebbe il centro ad essere vivibile, mentre ora è zona deserta.
In questi mesi ed anche ultimamente, si sono sentite le solite affermazioni di buona volontà (es. “sta andando avanti”)come anche pubblicato sul pieghevole riassuntivo di un anno di amministrazione.
In questo si leggono generiche previsioni:
-completamento del CENTRO SPORTIVO
-entro pochi giorni verrà pubblicato il bando per la gestione del bar del CENTRO SPORTIVO
come già avevo letto nella risposta a cui ho accennato all'inizio, senza dare date sicure.
La cosa piu' grave che emerge da questa vicenda è, oltre al rimbalzarsi di responsabilità tra Sindaco precedente e Sindaco attuale, la mancanza di una certezza dei tempi necessari per il definitivo completamento dell'opera ed il suo completo utilizzo.
Nel frattempo il degrado avanza,l'erba cresce,il campo di calcio è distrutto per l'uso eccessivo senza alcuna manutenzione e l'impianto rimane deserto ed inutilizzato nei mesi di sosta dei campionati, in contrasto con lo scopo di questa opera. Non solo partite di calcio ma anche impianti a libera disposizione dei cittadini."

EMILIO MAGNI
IDV - MOLTENO

domenica 13 giugno 2010

Non è mai troppo tardi

Pubblico qui di seguito l'intervento di Emilio Magni a proposito della questione cimitero:

"Non è mai troppo tardi": Questo era il titolo di una vecchia trasmissione televisiva che portava l'istruzione nelle case attraverso la televisione.
Parole che mi sono ritornate alla memoria quando ho letto l'articolo della PROVINCIA DI LECCO del 08/06/2010, riguardante il cimitero di MOLTENO.
Meraviglia e stupore ha suscitato l'espressione del Sindaco quando lo definisce “selva“.
Si dice inoltre che è da 6 anni che la situazione è di degrado,questo è vero; però, non si è chiesto, a chi è da attribuire questa situazione?
La gestione del cimitero a MOLTENO, rientra nelle responsabilità dell'assessore ai lavori pubblici e guarda caso chi ha ricoperto questo incarico dal 2004 al 2009 è stato lui come assessore e dal 2009 ad oggi sempre lui come Sindaco (dimenticavo che in quest'ultimo anno è stato coadiuvato dal sempre presente consigliere comunale ANGELO CASIRAGHI).
La passata amministrazione DE CAPITANI, di cui l'attuale Sindaco MAURO PROSERPIO era parte importante(ASSESSORE e VICESINDACO) ha affrontato il problema con un progetto di sistemazione generale che era giunto alla fase finale della gara d'appalto.
Nel giugno 2009, dopo la vittoria nelle elezioni, la nuova amministrazione PROSERPIO, come primo atto che decisione ha preso? Blocco del progetto perchè definito faraonico e troppo costoso; conseguente affidamento dell'incarico di stesura del nuovo agli stessi progettisti; ripresa dell'iter burocratico con conseguente prolungamento dei tempi ed aumento dei costi.

La spiegazione di tutto questo è stata per risparmiare, salvo poi dare il via ad un mega progetto di marciapiedi e ciclopedonali che poteva essere contenuto nei costi.
Possibile che non gli sia venuto in mente prima di agire per contrastare l'opera avendone la possibilità per la responsabilità ricoperta?
Era un suo dovere comportarsi diversamente, se non era d'accordo e non lasciarne proseguire l'iter.
Il risultato che si è ottenuto è un prolungamento dei tempi di sistemazione; mentre è tutto da verificare se si è ottenuto anche un risultato economico tangibile.
E' auspicabile che in tempi brevi le opere previste dal nuovo progetto siano visibili(inizio dei lavori) altrimenti nei giorni di pioggia, entrando al cimitero, si potrebbero sentire dei lamenti di qualche morto che si trova in ammollo.
Non è mai troppo tardi per riconoscere le proprie responsabilità, nel positivo ma soprattutto nel negativo, senza scaricarle su altri.
Purtroppo è comportamento comune di questi tempi annullare quanto fatto da chi è venuto prima, anche se positivo; salvo poi riprendere le decisioni quando si è nella necessità. Un esempio di questo comportamento è la recente manovra economica, dove, nella lotta all'evasione fiscale si riprendono decisioni precedentemente contrastate ed annullate perchè messe in campo dalla opposta parte politica(centro sinistra) che governava in quel momento.

EMILIO MAGNI
ITALIA DEI VALORI

mercoledì 9 giugno 2010

Un paese di morti. Che pagano

Tra poco al via i lavori "rivisti" per la riqualificazione del cimitero. I moltenesi possono quindi essere contenti perché avranno presto nuovo spazio all'asciutto nel quale mandare a marcire le proprie spoglie.
Nel frattempo pagano per il mutuo acceso dalla passata amministrazione De Capitani che aveva messo in cantiere un progetto definito "faraonico" dall'attuale giunta di parrocchiani: 1milione e 400mila euro.
Il nuovo progetto rivisto e ridimensionato ne costerà invece 475mila - 30% di sconto = 332,50 €.
Però paghiamo lo stesso il mutuo acceso per il vecchio progetto. Mah.
Caro Lucio, conteso da parenti serpenti e compaesani adottivi, tu chiamale, se vuoi, proserpiate.

sabato 5 giugno 2010

Corpus William's in piazza a Molteno!!


Dopo aver stroncato la festa di Battisti, stracciato il progetto per il cimitero, mandato alle ortiche il nuovo centro sportivo, eccolo qua l'ultimo sfregio alle opere della passata amministrazione De Capitani: la gigantografia del Don William messa a presidio proprio della Saint-Honoré di cemento, sorta di pedana stile Speaker's corner di Hyde Park che l'ex sindaco aveva fortemente voluto per ingolosire la miserrima piazza della Vittoria e stimolare l'incontro e il dibattito.
Un Don William-Nosferatu spunta su dal prato come un'amanita falloide e sembra voler dire: "Prendete e mangiate, questo è il mio corpo...", mentre De Capitani si mangia il manifesto dalla rabbia e si chiede "Come può costui darci la sua carne da mangiare? E' tutto pelle e ossa...".

venerdì 4 giugno 2010

L'avv. Chiarella e quel precedente...

Alla fine dell'ultimo consiglio comunale, durante il quale maggioranza e opposizione hanno incredibilmente votato compatti a favore dell'ADESIONE AL PATTO DEI SINDACI EUROPEI PER L'ENERGIA SOSTENIBILE, si è verificato un inedito precedente: è stata data la parola a due cittadini. Mai era successo prima, nemmeno durante i consigli infiammati dalla questione "protezione civile epurata e affidata a Maurino Jr", il fratellino del sindaco.

Uno di questi è stato Carlo Molteni, uno dei compagni di PD (ma c'è ancora il PD??) che hanno voltato le spalle all'ex sindaco De Capitani, e l'ha fatto per difendere la propria onorabilità, messa in discussione da chi gli aveva dato del mentitore per via di una sua intervista su La Provincia in difesa del don Carlo, delle suore e della direttrice della scuola materna Asilo Isabella, accusati - secondo lui a torto - di aver in passato operato discriminazioni economiche ai danni di bambini extracomunitari in ritardo con il pagamento della retta.
Peccato che nel periodo incriminato il Molteni non partecipava ancora al consiglio d'amministrazione dell'asilo, e quindi non può essere a diretta conoscenza di come andarono in realtà le cose.

A quell'epoca - si parla del 2000 - era Giuseppe Riva il rappresentante della giunta De Capitani all'interno dell'asilo, ed è stato proprio lui il secondo spettatore a voler fare una dichiarazione spontanea a fine consiglio, anch'essa per smentire le presunte espulsioni dall'asilo.
Due dichiarazioni che puzzano tremendamente di inciucio con l'attuale giunta di parrocchiani ma tant'è.

Le cose andarono così: costretti e più volte intimati dai religiosi amministratori dell'asilo a pagare la retta, i genitori di alcuni bambini extracomunitari erano propensi a far abbandonare l'asilo ai propri figli. La giunta De Capitani fu costretta a intervenire economicamente per consentire ai bambini di rimanere nell'asilo. La verità sta, dunque, nel mezzo. Non ci furono espulsioni ma si andò molto, troppo vicino a lasciare a casa alcuni bambini per motivi economici. Una cosa inaccettabile, visto che si parla di un ente religioso che dovrebbe mettere al primo posto sempre e comunque la fratellanza e la solidarietà. Per fortuna che a queste ci pensa lo stato laico.

Da tutta questa questione vecchia dieci anni e per molti aspetti faziosa e cavalcata dall'attuale opposizione, emerge però un dato incontestabile:
visto questo precedente, come ci insegnerà il giurista vicesindaco Chiarella, anche in futuro dovrà essere data la voce ai cittadini che lo richiedano prima dell'apertura del consiglio. Non solo ai fedeli del sindaco e del Don Carlo ma anche a testimoni che possono dire cose scomode per i poteri forti di Molteno. Che a chiamarli forti fa quasi venire la colite spastica.