Il creatore del celebre tormentone "facciamo Fiky Fiky insieme" sarà venerdì prossimo sul palco di Villa Rosa, sotto gli occhi del sindaco che arrossirà all'invito del suo vice a ballare il demenziale ritornello. Mentre per le vie del paese si balla per evitare fossi e segnaletiche buttate a terra dal vento di questi giorni.martedì 31 agosto 2010
Da Chianciano a Molteno...tutto il mondo è paese
Il creatore del celebre tormentone "facciamo Fiky Fiky insieme" sarà venerdì prossimo sul palco di Villa Rosa, sotto gli occhi del sindaco che arrossirà all'invito del suo vice a ballare il demenziale ritornello. Mentre per le vie del paese si balla per evitare fossi e segnaletiche buttate a terra dal vento di questi giorni.lunedì 30 agosto 2010
Calamità naturali?
Mi scuso con le zanzare per l'assenza causa ferie e riprendo lentamente l'attività con queste considerazioni di Emilio Magni sull'alluvione di Ferragosto.
"Esiste ancora qualcuno che ha il coraggio di dare la colpa all'acqua per i danni che può procurare all'ambiente: frane, smottamenti, allagamenti etc.
Come si può dire che l'acqua è violenta? Forse perché si vogliono scaricare responsabilità sulla natura per la paura di sentirle pesarci addosso.
I veri responsabili siamo noi e non la natura!
Dopo un'alluvione si è portati ad elogiare il pronto intervento delle amministrazioni piu' attente e a criticare quelle che intervengono dopo le rimostranze dei cittadini. Sempre si assiste però a qualche rattoppo superficiale.
La vera efficienza di una amministrazione sta nella sua politica di prevenzione, in particolare nella gestione del bene comune, a partire dall'ambiente. Intervenire per riparare i danni è un dovere, meglio però prevenirli.
Questo però, difficilmente rientra nella logica della nostra politica amministrativa , in particolare degli ultimi anni, dove si sono privilegiati gli interventi visibili (in superficie) a scapito di quelli che non si vedono e non portano voti: manutenzioni dei corsi d'acqua, interventi su fognature, acquedotti etc. effettuati nel sottosuolo.
Si privilegia il cemento e poi ci si lamenta che l'acqua è incontrollabile, pronta a colpire magari una costruzione fatta nel punto sbagliato. Non è la costruzione responsabile, ma chi ha permesso che sia sorta in quella posizione o che si sia trovata in zona a rischio per colpa di insensati interventi successivi.
Le amministrazioni pensano poi a chiedere contributi economici a Regione e Governo, dichiarando emergenza per “calamità naturali”; perché non fare un serio esame di coscienza sulle responsabilità di una politica che prima facilita i disastri e poi chiede i danni?
Quando si capisce che l'ambiente deve essere una delle prime preoccupazioni di un'amministrazione comunale?
Per preoccupazione non intendo correre subito a riparare i danni, ma farsi promotori di una sensata politica di prevenzione, che non è l'intervento del geologo di turno pagato con soldi pubblici e quindi dei cittadini, dopo che il danno è stato fatto.
Si permettono costruzioni oltre la sopportabilità vivibile di un paese.
Si permettono piani edilizi selvaggi in zone ad alto rischio, senza seri e preventivi studi geologici, che devono essere fatti dai Comuni e non dalle ditte edili che hanno tutto l'interesse a raggiungere il loro obbiettivo che è quello di costruire in ogni caso e con ogni mezzo.
Qualcuno puo' obbiettare: a che serve recriminare il passato o andare contro permessi già concessi?E' vero: a che serve?
Il vero problema è che le amministrazioni dal cemento facile hanno la testa dura, ancor peggio del cemento.
Concedono ancora e ancora licenze edilizie, fanno condoni, eccezioni, deroghe, varianti. Sotterfugi per giustificare gli inganni.
Si continua a permettere di costruire con questi metodi anche in zone coinvolte nell'ultima esondazione del torrente BEVERA come in via del CAVO in centro A MOLTENO, a ridosso del torrente, dove sorgerà prossimamente una nuova cementificazione."
"Esiste ancora qualcuno che ha il coraggio di dare la colpa all'acqua per i danni che può procurare all'ambiente: frane, smottamenti, allagamenti etc.
Come si può dire che l'acqua è violenta? Forse perché si vogliono scaricare responsabilità sulla natura per la paura di sentirle pesarci addosso.
I veri responsabili siamo noi e non la natura!
Dopo un'alluvione si è portati ad elogiare il pronto intervento delle amministrazioni piu' attente e a criticare quelle che intervengono dopo le rimostranze dei cittadini. Sempre si assiste però a qualche rattoppo superficiale.
La vera efficienza di una amministrazione sta nella sua politica di prevenzione, in particolare nella gestione del bene comune, a partire dall'ambiente. Intervenire per riparare i danni è un dovere, meglio però prevenirli.
Questo però, difficilmente rientra nella logica della nostra politica amministrativa , in particolare degli ultimi anni, dove si sono privilegiati gli interventi visibili (in superficie) a scapito di quelli che non si vedono e non portano voti: manutenzioni dei corsi d'acqua, interventi su fognature, acquedotti etc. effettuati nel sottosuolo.
Si privilegia il cemento e poi ci si lamenta che l'acqua è incontrollabile, pronta a colpire magari una costruzione fatta nel punto sbagliato. Non è la costruzione responsabile, ma chi ha permesso che sia sorta in quella posizione o che si sia trovata in zona a rischio per colpa di insensati interventi successivi.
Le amministrazioni pensano poi a chiedere contributi economici a Regione e Governo, dichiarando emergenza per “calamità naturali”; perché non fare un serio esame di coscienza sulle responsabilità di una politica che prima facilita i disastri e poi chiede i danni?
Quando si capisce che l'ambiente deve essere una delle prime preoccupazioni di un'amministrazione comunale?
Per preoccupazione non intendo correre subito a riparare i danni, ma farsi promotori di una sensata politica di prevenzione, che non è l'intervento del geologo di turno pagato con soldi pubblici e quindi dei cittadini, dopo che il danno è stato fatto.
Si permettono costruzioni oltre la sopportabilità vivibile di un paese.
Si permettono piani edilizi selvaggi in zone ad alto rischio, senza seri e preventivi studi geologici, che devono essere fatti dai Comuni e non dalle ditte edili che hanno tutto l'interesse a raggiungere il loro obbiettivo che è quello di costruire in ogni caso e con ogni mezzo.
Qualcuno puo' obbiettare: a che serve recriminare il passato o andare contro permessi già concessi?E' vero: a che serve?
Il vero problema è che le amministrazioni dal cemento facile hanno la testa dura, ancor peggio del cemento.
Concedono ancora e ancora licenze edilizie, fanno condoni, eccezioni, deroghe, varianti. Sotterfugi per giustificare gli inganni.
Si continua a permettere di costruire con questi metodi anche in zone coinvolte nell'ultima esondazione del torrente BEVERA come in via del CAVO in centro A MOLTENO, a ridosso del torrente, dove sorgerà prossimamente una nuova cementificazione."
lunedì 23 agosto 2010
venerdì 20 agosto 2010
Un sindaco al verde
mercoledì 18 agosto 2010
Molteno invasa da mosche e zanzare. E la disinfestazione?

Da qualche settimana la vita dei moltenesi è molestata da una massiccia invasione di mosche e zanzare ad ogni ora della giornata, come non se ne sono viste in dieci anni di amministrazione De Capitani. La domanda viene spontanea: l'attuale amministrazione, dopo aver tagliato piante ovunque (vedi anche la piana desertica di via Consolini), ha deciso anche di tagliare sulle indispensabili spese per la disinfestazione? Stia tranquillo, il sindaco, che certe zanzare umane non le ammazza mica con il flit!
martedì 17 agosto 2010
Pace fatta con i crociati di Garbagnate
Chiudiamo la singolar tenzone con il centro culturale italiano dedicato al mitico Papa Luciani, con sede a Garbagnate Monastero, che nella figura del suo rappresentante legale aveva attaccato in maniera un tantino scomposta e sopralerighe la Zanzara.
Prendo atto del retrofront e delle scuse del rag. Tavola, che è libero ed ha tutto il diritto di inalberarsi vedendosi attaccato negli affetti (in questo caso il Don Carlo) e che spero intervenga di nuovo in futuro sul blog per portare una voce fuori dal coro di queste zanzare pettegole e fastidiosette.
Così ci scrive un suo amico:
"Lei è uno dei fondatori del blog "La Zanzara di Molteno"? Se è Lei avrei bisogno una cortesia ho visto il blog dove si parlava del Centro Culturale Italiano Giovanni Paolo Primo di Garbagnate e sinceramente vorrei chiederle una cortesia se potrebbe togliere quel articolo li, perchè il Signor Omar Tavola lo conosco molto bene, lui ha sbagliato a scrivere quelle cose, forse è dettato dal fatto che Lui è una persona buona e voleva difendere Don Carlo Ambrosoni perchè forse in fin dai conti è il suo Parroco e poi a lui Don Carlo gli vuole bene.
Vi chiedo quindi di saper comprendere quello che è stato scritto da lui in un momento di rabbia verso che tratta male Don Carlo.
Grazie per quello che potrà fare per risolvere sto problema che per omar lo ha messo in crisi con se stesso.
Un Amico che per amore di patria rispetta la libertà di una zanzara"
Garibaldi Luciano
Prendo atto del retrofront e delle scuse del rag. Tavola, che è libero ed ha tutto il diritto di inalberarsi vedendosi attaccato negli affetti (in questo caso il Don Carlo) e che spero intervenga di nuovo in futuro sul blog per portare una voce fuori dal coro di queste zanzare pettegole e fastidiosette.
Così ci scrive un suo amico:
"Lei è uno dei fondatori del blog "La Zanzara di Molteno"? Se è Lei avrei bisogno una cortesia ho visto il blog dove si parlava del Centro Culturale Italiano Giovanni Paolo Primo di Garbagnate e sinceramente vorrei chiederle una cortesia se potrebbe togliere quel articolo li, perchè il Signor Omar Tavola lo conosco molto bene, lui ha sbagliato a scrivere quelle cose, forse è dettato dal fatto che Lui è una persona buona e voleva difendere Don Carlo Ambrosoni perchè forse in fin dai conti è il suo Parroco e poi a lui Don Carlo gli vuole bene.
Vi chiedo quindi di saper comprendere quello che è stato scritto da lui in un momento di rabbia verso che tratta male Don Carlo.
Grazie per quello che potrà fare per risolvere sto problema che per omar lo ha messo in crisi con se stesso.
Un Amico che per amore di patria rispetta la libertà di una zanzara"
Garibaldi Luciano
domenica 15 agosto 2010
Inondazione dell'Assunta
Risveglio annacquato per i moltenesi residenti in via Roma e via Consolini. Le cantine e i pian terreno di varie abitazioni sono state allagate dall'esondazione del Bevera, gonfiato oltre la capienza dei nuovi argini dagli acquazzoni notturni. Meno male che di prima mattina il valoroso sindaco, accompagnato dallo squadrone della Protezione civile locale, si è rimboccato i calzoni alla zuava e ha diretto le operazioni di salvataggio degli abitanti in pericolo. Domani sulla Provincia vedremo se è riuscito a trarre in salvo qualche gattino, supportato dalla mano di dio. A proposito di dio e dintorni: pare che il parroco abbia rimproverato un moltenese per essersi fidanzato con una ragazza di un paese limitrofo. Il nostro primo cittadino-sacerdote, noto per le sue ampie vedute, ha chiesto al fedele perchè mai non se ne è presa una di Molteno. Moglie e buoi dei paesi tuoi, come si dice. Anche se allagati.mercoledì 11 agosto 2010
Molteno blindata: l'Imar attacca la popolazione
Risveglio da incubo per la popolazione moltenese. L'aria pregna degli odori nauseabondi dell'inceneritore di carcasse animali obbliga i cittadini a blindare porte e finestre per mantenere un livello sufficiente di respirabilità nelle proprie abitazioni. Le firme sono raccolte e depositate. Cosa aspetta il comune a mandare controlli e ispezioni??? A un anno esatto dalle terribili esalazioni agostane che hanno portato a una rivolta in paese diretta dalla Zanzara, con conseguenti controlli dell'Arpa e ultimatum all'azienda da parte delle autorità provinciali, pena la "sospensione dell'attività", siamo punto e daccapo. L'Imar seguita imperterrita a guastare la vita ai moltenesi, mentre il sindaco chiude odori e problemi fuori dalla finestra.
domenica 8 agosto 2010
giovedì 5 agosto 2010
Mentre siamo a mollo ci rubano l'acqua!
Approfittando del clima vacanziero la Lombardia di Formigoni trama per la privatizzazione dell'acqua nonostante i ricorsi presentati da 5 regioni italiane contro il Decreto Ronchi e le milione400mila firme raccolte x il referendum a favore dell'acqua pubblica. L'acqua non è di destra né di sinistra. E' patrimonio dell'umanità e non può cadere nelle mani delle multinazionali.
mercoledì 4 agosto 2010
Dopo la gara arriva la diffida
martedì 3 agosto 2010
Outlet, addio o arrivederci?
Emilio Magni ci aggiorna sulla questione "outlet a Costa Masnaga".
"E' trascorso poco tempo dal mio scritto su questo tema (23/06/2010), in cui sollecitavo una risposta dagli Amministratori di MOLTENO ed una presa di posizione da parte di chi si era dichiarato contrario a suo tempo al POLO INDUSTRIALE TECNOLOGICAMENTE AVVANZATO sull'area del MAIS, in territorio di BOSISIO PARINI ed in parte in quello di MOLTENO.
Devo riconoscere che l'Amministrazione di COSTA MASNAGA del Sindaco BONACINA, che avevo chiamato in causa, si è ufficialmente pronunciata contro questa nuova cementificazione
dell'OUTLET, non solo a parole ma con fatti concreti.
Infatti nell'approvazione del nuovo PGT di questo Comune, l'area rimane agricola e quindi non edificabile, come indicato nel PTCP (PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO PROVINCIALE).
MA GUARDATE CHE SCOPERTA!
Questo PIANO PROVINCIALE esiste ancora ed è applicabile; non è andato in pensione come asserito da qualche amministratore di MOLTENO.
A proposito di amministratori di MOLTENO, a loro avevo chiesto come la pensano ed una presa di posizione per le motivazioni che avevo indicato.
Niente di tutto questo è avvenuto, forse perché già sapevano che anche a livello provinciale erano di parere contrario pur non esprimendo alcuna posizione ufficiale.
Alcune attenzioni bisogna pero' averle alla luce delle dichiarazioni, sulla stampa locale, del Presidente della Provincia NAVA, il quale afferma che le cose non sono definitive e nel giro di tre o quattro anni possono modificarsi in quanto l'area in oggetto non è possibile che rimanga sempre agricola.
Quindi l'invito all'Amministrazione di MOLTENO su una presa di posizione rimane sempre valida, come pure a quella di COSTA MASNAGA alla coerenza con quanto deciso.
A tutti la massima attenzione perché sembra che il problema sia solo momentaneamente risolto."
"E' trascorso poco tempo dal mio scritto su questo tema (23/06/2010), in cui sollecitavo una risposta dagli Amministratori di MOLTENO ed una presa di posizione da parte di chi si era dichiarato contrario a suo tempo al POLO INDUSTRIALE TECNOLOGICAMENTE AVVANZATO sull'area del MAIS, in territorio di BOSISIO PARINI ed in parte in quello di MOLTENO.
Devo riconoscere che l'Amministrazione di COSTA MASNAGA del Sindaco BONACINA, che avevo chiamato in causa, si è ufficialmente pronunciata contro questa nuova cementificazione
dell'OUTLET, non solo a parole ma con fatti concreti.
Infatti nell'approvazione del nuovo PGT di questo Comune, l'area rimane agricola e quindi non edificabile, come indicato nel PTCP (PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO PROVINCIALE).
MA GUARDATE CHE SCOPERTA!
Questo PIANO PROVINCIALE esiste ancora ed è applicabile; non è andato in pensione come asserito da qualche amministratore di MOLTENO.
A proposito di amministratori di MOLTENO, a loro avevo chiesto come la pensano ed una presa di posizione per le motivazioni che avevo indicato.
Niente di tutto questo è avvenuto, forse perché già sapevano che anche a livello provinciale erano di parere contrario pur non esprimendo alcuna posizione ufficiale.
Alcune attenzioni bisogna pero' averle alla luce delle dichiarazioni, sulla stampa locale, del Presidente della Provincia NAVA, il quale afferma che le cose non sono definitive e nel giro di tre o quattro anni possono modificarsi in quanto l'area in oggetto non è possibile che rimanga sempre agricola.
Quindi l'invito all'Amministrazione di MOLTENO su una presa di posizione rimane sempre valida, come pure a quella di COSTA MASNAGA alla coerenza con quanto deciso.
A tutti la massima attenzione perché sembra che il problema sia solo momentaneamente risolto."
lunedì 2 agosto 2010
Motocross: silenzio, parla il sindaco

In attesa di avere altre testimonianze attendibili che confermino il flop di quella che avrebbe dovuto essere l'inizio di una nuova vita del crossodromo di Bosisio Parini, riporto la voce di Winnie: "Oggi mi puzza di farsa... Sono passato in bici, niente striscioni, nessuno in giro, nessuna moto".
Nel frattempo vedo con piacere che la più grande piantagione di ambrosia nel circondario che, guarda caso, si trova proprio fuori casa mia, è stata sfalciata proprio come accadde l'anno scorso a seguito della denuncia "via blog". Anche quest'anno gli allergici moltenesi ringraziano.
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