mercoledì 13 ottobre 2010

Centro sportivo, ripartono i lavori?

Copio-incollo da Casteonline:
"Dopo l'affidamento definitivo della gestione del bar (aggiudicato da Pietro Sironi), stanno per partire i lavori di completamento della struttura.
Un intervento che ammonta a un totale di 79mila 580 euro e che prevede la realizzazione dell'impianto di illuminazione, il completamento delle recinzioni e la sistemazione della parte sottostante la tribuna.
Il sindaco ha inoltre annunciato che potrebbero aggiungersi altri interventi. "Abbiamo ancora a disposizione una parte di risorse per quest'opera e stiamo pensando di fornire il centro sportivo di altre attrezzature che concorderemo con i nuovi gestori del bar".

mercoledì 6 ottobre 2010

Adro e il sole delle Alpi

Di seguito le considerazioni di Emilio Magni su una questione, quella dei simboli padani nella scuola pubblica "Gianfranco Miglio" di Adro, che potrebbe riguardare un giorno tutti i comuni del nord Italia. Molteno compreso.

"La cronaca di questi giorni, tra battute, fiduce al governo BERLUSCONI e barzellette blasfeme dello stesso, ci porta la notizia del Sindaco leghista di ADRO che ha distribuito in abbondanza nel nuovo complesso scolastico il simbolo della LEGA NORD.
E' stato messo veramente in ogni posto: cestini della spazzatura, banchi delle aule scolastiche, sul tetto, sui cartelli che indicano di non calpestare le aiuole, per terra all'ingresso, sul disegno alle finestre di bambini che si tengono per mano uniti da questo simbolo.
Non è mai successo da quando esiste la democrazia in ITALIA (succedeva nel periodo del fascio littorio di mussoliniana memoria) che un simbolo di partito entrasse in modo così dirompente in una scuola pubblica.
E' successo in questo paese della provincia di Brescia, a guida leghista.
Dopo le varie polemiche, le dimostrazioni contrarie di suoi cittadini, le sue apparizioni in televisione per negare ciò che a tutti era evidente, la lettera del dirigente scolastico scritta su mandato del Ministro della Pubblica Istruzione, lo stesso Sindaco ha avuto il coraggio di dire che quei simboli li avrebbe ritirati solo su ordine di BOSSI.
Ma dove siamo arrivati!
Ultima novità, la disponibilità a levarli con una richiesta di aiuti economici per coprire la spesa che potrebbe ammontare a EURO 30.000.
Chi dovrebbe contribuire a questa spesa?

Molto probabilmente il Sindaco si aspetta l'intervento dello Stato; dimenticando che lui stesso non l'ha riconosciuto questo Stato (con la S maiuscola), infatti al momento della inaugurazione dello stesso complesso, non è stata alzata la bandiera tricolore italiana ma quella con il simbolo della LEGA NORD perché, a suo dire, la scuola è stata costruita con i soldi dei suoi cittadini senza alcun intervento dello Stato.
A questo punto suggerirei che sia lo stesso Sindaco a mettere mano al portafoglio per ovviare a questo grave inconveniente (oppure il suo partito), perché è evidente che se dovesse intervenire lo Stato, la spesa andrebbe a carico di tutti i cittadini italiani che formano questo Stato e che lo sostengono economicamente con il pagamento delle tasse e che non sono piu' disposti ad accettare queste cose."

martedì 5 ottobre 2010

Delirio urbanistico



Intervento del gruppo “Progetto per Molteno” sulla mozione dei tre gruppi di minoranza riguardante i tre programmi integrati.

"Non siamo d’accordo su questi tre piani integrati per diversi motivi:

Primo fra tutti, un motivo di trasparenza istituzionale. A Molteno il PGT è in preparazione. Un PGT che la legge vuole di partecipazione, un PGT condiviso. Invece si è fatta una corsa contro il tempo per aggirare gli ostacoli. L’ostacolo questa volta è una restrizione di legge della Regione Lombardia riguardante alcune procedure urbanistiche considerate non attivabili, quali i programmi integrati di intervento...

La seconda ragione per cui non siamo d’accordo riguarda l’aspetto urbanistico. Parliamo di tre interventi nel centro del paese, uno all’incrocio tra via Vittoria e via Roma, l’altro all’inizio di via del Cavo, il terzo lungo via Grandi.
Parliamo del centro del nostro paese, parliamo di come intendiamo disegnare la Molteno del futuro (per dirla con le stesse parole usate da questa amministrazione nella scheda informativa sul PGT).
Ma un paese non si disegna solo con strade, marciapiedi e parcheggi, elementi che rappresentano solo la cornice di quel tessuto urbano che dà un senso al nostro paese, che ne costituisce la fisionomia e l’identità.
Attraverso il paesaggio urbano un luogo si racconta: il paese racconta se stesso, la propria architettura e la propria storia. Ogni intervento rappresenta il modo di dare forma allo spazio abitato e dunque i modi di vivere nel paese.

Il terzo aspetto riguarda in particolare il modo di intendere o di disattendere la tutela del verde e dell’ambiente da parte di questa amministrazione comunale.
L’importanza per il centro di Molteno dei giardini e di queste zone verdi è indiscussa. Il tessuto urbano non è solo l’edificato, le case, i palazzi, le strutture pubbliche, le strade i marciapiedi, ma è anche il verde urbano, pubblico e privato, intessuto nel contesto.
Basterebbe, per rendersene conto, guardare il panorama del centro di Molteno da lontano o ancora meglio dall’alto. Si noterebbero molto distintamente le macchie di verde che insistono nel centro : primo in ordine di grandezza il parco di villa Rosa, subito dopo il giardino Ronchi (lungo via Conti), e poi quello di villa dei Pini e villa Bosisio. Sono 4 grandi macchie verdi macchie ben distinte , che ospitano alberi di alto fusto e di pregio.
Non ci può essere interesse pubblico, tradotto in danaro o in un pezzo di marciapiede o altri spazi, che possa giustificare l’abbattimento di questi edifici, lo smembramento dei loro giardini, lo sradicamento di piante secolari e la distruzione del verde, anch’esso tutelato dal vincolo posto nel PRG vigente..."

Giusi Corti, Progetto per Molteno

venerdì 1 ottobre 2010

Petrollini fa i numeri e il Brambilla difende il valore artistico del Fiky Fiky

Un colpo basso, come lo ha definito dalla platea dei presenti Chiarella Jr., quello che il duo Corti-De Capitani ha sferrato a fine consiglio alla giunta e in particolare all'ass. alla cultura Villa, con una cabarettistica interrogazione sul concerto della rockstar romagnola Gianni Drudi del 3 settembre scorso. E in effetti, come ha ammesso lo stesso De Capitani, quando si parla di banane, uccelli, mona e zone limitrofe e affini, i colpi non possono che essere bassi o perlomeno volare a mezz'aria.

Invece che liquidare la questione con un semplice "ci dispiace di aver gettato via i soldi per una robaccia del genere, dovevamo prima informarci meglio sul personaggio", l'assessore Maurizio Villa ha giustificato la sua scelta artistica dicendo che quella con Gianni Drudi era solo una delle cinque serate acquistate in un pacchetto "all-inclusive" che comprendeva anche il noleggio del palco.
Resta la curiosità di sapere cos'altro era compreso, in quel pacchetto artistico.
Una confezione di piadine, una cassa di Lambrusco e una scatola di preservativi scaduti comprati nei bagni dell'autogrill di Modena, probabilmente. Il costo complessivo, invece, è noto: circa 13mila euro, la stessa cifra che costava la rassegna, quella sì culturale, in memoria di Battisti.

Del concerto dell'Elton John di Viserbella, altrimenti noto anche come il poeta della selva oscura, resterà a memoria eterna la scenografia trash con tanto di effetto fumo tramite sgasate da un tubo di scappamento, l'improvvisata Shakirona che si dimena con una banana in testa, raccattata forse qualche ora prima sulla Novedratese, e i chierichetti della giunta che, invece che interrompere lo spettacolo indecente, se ne fuggono alla chetichella senza nemmeno rendere gli onori di casa al compositore del Fiky Fiky.
C'è stata persino una ragazza della maggioranza, la quale, al sentir volar gli uccelli sul palco, davanti ai presenti è scappata talmente scandalizzata che ancora oggi è colta da amnesia, tanto da affermare con certezza che lei, il 3 settembre, era via in ferie.

Come in ferie era il tecnico comunale spedito strategicamente in vacanza per lasciare campo libero ai virtuosismi amministrativi del sindaco e dell'ass. all'urbanistica Petrollini, liberi così di liquidare in fretta e senza tante rotture di scatole questioni scabrose come la riapertura alle gare del campo di motocross.
A proposito di motocross. Il Brambilla, consigliere di maggioranza nonché membro di punta del motoclub, ha difeso a gran voce il valore artistico di uno, come Gianni Drudi, che ha venduto ben 300mila dischi.
"Ci saran mica 300mila coglioni, in Italia!!".
Ahimé, sig, Brambilla. Ce ne sono di più, molti di più.

Ad ogni modo, Gianni Drudi a parte, che a me personalmente sta pure simpatico, resta un grande rammarico: avesse piovuto, quella sera, il concerto sarebbe stato trasferito all'oratorio. Magari nello stesso palazzetto dello sport che i nostri curati custodiscono gelosamente e centellinano tanto da costringere oggi la nostra squadra di pallamano a cercare nuova sistemazione altrove.
Ma piuttosto che fare qualsivoglia pressione verso Din&Don, sindaco e vice preferiscono andare al lago a Suello a lavarsi mani e ...