lunedì 31 gennaio 2011
venerdì 28 gennaio 2011
La voce del padrone: il Drive in sta finendo
Stamattina mi sono rivisto in streaming la prima parte della puntata di ieri sera di Annozero e sono rimasto davvero sconcertato davanti all'imbarazzante servilismo di Mauro Masi. Il direttore generale della Rai, evidentemente preso telefonicamente a schiaffi dal Premier in persona dopo l'anteprima della trasmissione, nella quale si anticipavano alcune intercettazioni sul troiaio di Arcore, ha chiamato in diretta Santoro. Non per fare chissà quali rivelazioni, né per annunciare la chiusura della trasmissione.
Bensì per farsi impallinare dal conduttore, suo acerrimo nemico, come una stupida quaglia d'allevamento.
Il respiro era affannoso, la voce tremolante, il tono concitato come quello di uno studentello che viene costretto dal bullo della classe a offrirsi volontario per l'interrogazione anche se non ha preparato la lezione.
Un'umiliazione terrificante per qualsiasi uomo, specie se venuta proprio dal più odiato dei dipendenti, per salvare il culo flaccido - come direbbe la Minetti - di un leader che ha completamente perso il lume della ragione.
Mai nella storia d'Italia si era assistito a simili palesi atti di servilismo. E' questa la prova più evidente dell'andazzo da 'sultanato' nel quale è precipitato il nostro Paese, vittima di una vera psicosi collettiva da 'Drive in'.
Il giornalista Beppe Severgnini, dopo aver abbandonato lo studio di Matrix mentre stava per andare in onda uno dei tanti videomessaggi con i quali da anni comunica il Presidente del consiglio (!), chiede a tutti coloro che ancora riescono a non stupirsi dinnanzi ai suoi cattivi costumi che non manca mai di indossare ed esibire non solo in privato ma anche in ambito diplomatico e internazionale, "Ma che cosa volete che faccia ancora quest'uomo perché riusciate a scandalizzarvi?". E la cosa più sconvolgente è che sono proprio le donne del pdl, come la Santanché e la Carfagna, le più accanite paladine del Sultano, maschilista e puttaniere.
Insomma, finisce che pubblico su Facebook il link della volontaria crocefissione di Masi-chista. Subito un mio amico ciellino interviene per difendere la verità dai processi televisivi.
Ora. A parte il fatto che un ciellino dovrebbe avere il buon gusto di evitare di dare lezioni di moralità dopo che Comunione e Liberazione è diventata la lobby cattolica più ricca e potente d'Italia proprio grazie al quindicennale sodalizio tra il loro leader Formigoni e Berlusconi, l'uomo in assoluto più lontano dai valori cristiani.
La realtà è che sì, i processi mediatici sono scorretti e antipatici. Ma da dove arrivano?
Non sono nient'altro che la diretta conseguenza proprio dell'atteggiamento del Premier, che da dopo Tangentopoli ha trasformato le trasmissioni tv come luoghi eletti per fare marketing elettorale e per difendersi dalle innumerevoli accuse rivoltegli in vent'anni da magistrati e opposizione.
Durante la sua ultima incursione telefonica, a 'L'Infedele' di Lerner, il conduttore ha risposto alle volgarità del Presidente del consiglio (!) nel modo più ovvio: "Perché invece che telefonare in trasmissione non va davanti ai giudici?".
No. Perché in 15 anni ha modificato a proprio uso e consumo il sistema giuridico della nostra Democrazia, in modo tale da garantirsi una miriade di scappatoie e cavilli legali che gli permettono di dribblare qualsiasi procedimento a suo carico.
Non finirà mai sul banco degli imputati, ma continuerà a difendersi in televisione.
E allora è lì che verrà processato e cadrà sotto gli artigli di quelle iene delle sue puttanelle. Con trasmissioni come 'Drive in' negli anni '80 il cavaliere cominciò a sedurre gli italiani con l'oppiaceo binomio tv e troie.
E proprio quello, come nella migliore rivisitazione della tragedia del Faust in chiave da operetta italiana, segnerà la sua fine.
Solo che per lui, al posto delle monetine che accompagnarono l'uscita di scena del suo creatore Craxi, ci saranno preservativi e pasticche di viagra.
Tranquilli. Il Drive in sta finendo.
Bensì per farsi impallinare dal conduttore, suo acerrimo nemico, come una stupida quaglia d'allevamento.
Il respiro era affannoso, la voce tremolante, il tono concitato come quello di uno studentello che viene costretto dal bullo della classe a offrirsi volontario per l'interrogazione anche se non ha preparato la lezione.
Un'umiliazione terrificante per qualsiasi uomo, specie se venuta proprio dal più odiato dei dipendenti, per salvare il culo flaccido - come direbbe la Minetti - di un leader che ha completamente perso il lume della ragione.
Mai nella storia d'Italia si era assistito a simili palesi atti di servilismo. E' questa la prova più evidente dell'andazzo da 'sultanato' nel quale è precipitato il nostro Paese, vittima di una vera psicosi collettiva da 'Drive in'.
Il giornalista Beppe Severgnini, dopo aver abbandonato lo studio di Matrix mentre stava per andare in onda uno dei tanti videomessaggi con i quali da anni comunica il Presidente del consiglio (!), chiede a tutti coloro che ancora riescono a non stupirsi dinnanzi ai suoi cattivi costumi che non manca mai di indossare ed esibire non solo in privato ma anche in ambito diplomatico e internazionale, "Ma che cosa volete che faccia ancora quest'uomo perché riusciate a scandalizzarvi?". E la cosa più sconvolgente è che sono proprio le donne del pdl, come la Santanché e la Carfagna, le più accanite paladine del Sultano, maschilista e puttaniere.
Insomma, finisce che pubblico su Facebook il link della volontaria crocefissione di Masi-chista. Subito un mio amico ciellino interviene per difendere la verità dai processi televisivi.
Ora. A parte il fatto che un ciellino dovrebbe avere il buon gusto di evitare di dare lezioni di moralità dopo che Comunione e Liberazione è diventata la lobby cattolica più ricca e potente d'Italia proprio grazie al quindicennale sodalizio tra il loro leader Formigoni e Berlusconi, l'uomo in assoluto più lontano dai valori cristiani.
La realtà è che sì, i processi mediatici sono scorretti e antipatici. Ma da dove arrivano?
Non sono nient'altro che la diretta conseguenza proprio dell'atteggiamento del Premier, che da dopo Tangentopoli ha trasformato le trasmissioni tv come luoghi eletti per fare marketing elettorale e per difendersi dalle innumerevoli accuse rivoltegli in vent'anni da magistrati e opposizione.
Durante la sua ultima incursione telefonica, a 'L'Infedele' di Lerner, il conduttore ha risposto alle volgarità del Presidente del consiglio (!) nel modo più ovvio: "Perché invece che telefonare in trasmissione non va davanti ai giudici?".
No. Perché in 15 anni ha modificato a proprio uso e consumo il sistema giuridico della nostra Democrazia, in modo tale da garantirsi una miriade di scappatoie e cavilli legali che gli permettono di dribblare qualsiasi procedimento a suo carico.
Non finirà mai sul banco degli imputati, ma continuerà a difendersi in televisione.
E allora è lì che verrà processato e cadrà sotto gli artigli di quelle iene delle sue puttanelle. Con trasmissioni come 'Drive in' negli anni '80 il cavaliere cominciò a sedurre gli italiani con l'oppiaceo binomio tv e troie.
E proprio quello, come nella migliore rivisitazione della tragedia del Faust in chiave da operetta italiana, segnerà la sua fine.
Solo che per lui, al posto delle monetine che accompagnarono l'uscita di scena del suo creatore Craxi, ci saranno preservativi e pasticche di viagra.
Tranquilli. Il Drive in sta finendo.
mercoledì 26 gennaio 2011
Per Raviola ancora pazienza
Ecco le considerazioni del nostro Emilio Magni, da qualche tempo vera anima della Zanzara, sulla questione Raviola.
"Si farà? non si farà?
Il raggio di sole è scomparso tra le nubi e l'eterno dilemma della prosecuzione della S.P. dalla rotonda di RAVIOLA a via Matteotti, prima del semaforo della Rettola, in territorio di SIRONE, continua.
Dopo l'enfasi del sopralluogo, con tanto di fotografia degli amministratori di Molteno con l'ex capogruppo PDL in Consiglio Provinciale ERMANNO BUZZI, quest'opera è molto probabile che rimarrà ancora sulla carta e nella mente dei nostri amministratori locali e provinciali.
E' da ricordare che a fine 2009, con una delibera dell'ultimo momento, la Giunta
Provinciale PDL/LEGA aveva inserito nel PIANO TRIENNALE DELLE OPERE PUBBLICHE la somma di EURO 2.400.000 per quest'opera (erano 2.900.000 quelli messi a disposizione dalla Giunta precedente di centro/sinistra), da utilizzare nel 2011.
Si spera che tra approvazioni varie questo progetto si concretizzi realmente nel 2011 come promesso; i soldi stanziati sono però slittati, su decisione della stessa Giunta Provinciale sull'anno 2012, come da bilancio da poco approvato, trasformando così in illusioni le promesse fatte fino a questo momento ai cittadini interessati.Il Sindaco di Sirone in occasione dell'approvazione provinciale di questo collegamento, dice in modo esplicito che sarà seguito da un sovrappasso ferroviario che porterà la strada dalla parte di via delle Industrie, sempre in territorio di Sirone, per poi collegarsi alla SUPERSTRADA (vecchio progetto).
Da indiscrezioni sembra che sui terreni toccati dalla prosecuzione, ancora sulla carta, siano già in atto speranze e prospettive di cambio di destinazione; da agricolo a …..
Naturali alcune domande:
come si collegherà alla SUPERSTRADA?
quando tutto questo sarà concretizzato se non ci sono soldi?
chi ha stabilito che lungo una nuova strada debbano obbligatoriamente sorgere
costruzioni, siano esse industriali o residenziali?
Le risposte devono arrivare dagli Amministratori di MOLTENO che, con il loro silenzio, non contribuiscono certamente a fare chiarezza.
E' auspicabile che si attui una soluzione che eviti di trasferire a COROLDO il problema traffico che attualmente interessa RAVIOLA."
EMILIO MAGNI
ITALIA DEI VALORI
"Si farà? non si farà?
Il raggio di sole è scomparso tra le nubi e l'eterno dilemma della prosecuzione della S.P. dalla rotonda di RAVIOLA a via Matteotti, prima del semaforo della Rettola, in territorio di SIRONE, continua.
Dopo l'enfasi del sopralluogo, con tanto di fotografia degli amministratori di Molteno con l'ex capogruppo PDL in Consiglio Provinciale ERMANNO BUZZI, quest'opera è molto probabile che rimarrà ancora sulla carta e nella mente dei nostri amministratori locali e provinciali.
E' da ricordare che a fine 2009, con una delibera dell'ultimo momento, la Giunta
Provinciale PDL/LEGA aveva inserito nel PIANO TRIENNALE DELLE OPERE PUBBLICHE la somma di EURO 2.400.000 per quest'opera (erano 2.900.000 quelli messi a disposizione dalla Giunta precedente di centro/sinistra), da utilizzare nel 2011.
Si spera che tra approvazioni varie questo progetto si concretizzi realmente nel 2011 come promesso; i soldi stanziati sono però slittati, su decisione della stessa Giunta Provinciale sull'anno 2012, come da bilancio da poco approvato, trasformando così in illusioni le promesse fatte fino a questo momento ai cittadini interessati.Il Sindaco di Sirone in occasione dell'approvazione provinciale di questo collegamento, dice in modo esplicito che sarà seguito da un sovrappasso ferroviario che porterà la strada dalla parte di via delle Industrie, sempre in territorio di Sirone, per poi collegarsi alla SUPERSTRADA (vecchio progetto).
Da indiscrezioni sembra che sui terreni toccati dalla prosecuzione, ancora sulla carta, siano già in atto speranze e prospettive di cambio di destinazione; da agricolo a …..
Naturali alcune domande:
come si collegherà alla SUPERSTRADA?
quando tutto questo sarà concretizzato se non ci sono soldi?
chi ha stabilito che lungo una nuova strada debbano obbligatoriamente sorgere
costruzioni, siano esse industriali o residenziali?
Le risposte devono arrivare dagli Amministratori di MOLTENO che, con il loro silenzio, non contribuiscono certamente a fare chiarezza.
E' auspicabile che si attui una soluzione che eviti di trasferire a COROLDO il problema traffico che attualmente interessa RAVIOLA."
EMILIO MAGNI
ITALIA DEI VALORI
giovedì 20 gennaio 2011
lunedì 17 gennaio 2011
Uno stop mentale prima che fisico
"Non vedo interesse con commenti sul mio articolo riguardante la pulizia dei torrenti i cittadini moltenesi dormono alla grande, anche chi ha responsabilità amministrative e sta all'opposizione. E' piu' importante polemizzare sulla PROTEZIONE CIVILE e su CASIRAGHI TUTTOFARE. Se questo è lo spirito critico di MOLTENO allora tutto si spiega".
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lunedì 10 gennaio 2011
Alluvioni: pulizia e uno stop alla cementificazione. La scoperta dell'acqua calda
Emilio Magni fa delle illuminanti considerazioni con tanto di foto sul perenne rischio alluvione delle zone del paese attraversate dai torrenti Bevera e Gandaloglio.
"Sono necessarie le esondazioni per far capire che la cementificazione delle zone vicine ai corsi d'acqua è causa di danni a persone e cose e che la pulizia dei letti degli stessi, è assolutamente indispensabile farla con regolarità per evitarle.
Il riferimento è alle decisioni dell'Amministrazione Comunale di MOLTENO in merito al blocco del progetto di cementificazione dell'area di via DEL CAVO e dell'ordinanza di pulizia urgente dei torrenti BEVERA e GANDALOGLIO.
Anche in questo caso ritorna in voga il vecchio detto “meglio tardi che mai” e meno male che l'Amministrazione, anche se in ritardo, si è resa conto della gravità di una autorizzazione edilizia con nuova cementificazione, in una zona ad alto rischio allagamenti e della importanza di una regolare pulizia dei torrenti che ha permesso di evitare un'ulteriore esondazione nei giorni che hanno preceduto il S.NATALE.
E' importante rendersi conto degli errori ed intervenire per la loro correzione, però non è serio non riconoscerli mascherando le motivazioni delle decisioni conseguenti per il solo scopo di attribuirsi un merito non dovuto.
Dopo l'esondazione di agosto si sono sentite numerose voci, in particolare di amministratori, che attribuivano le cause ad una eccezionale precipitazione (1 giorno di pioggia intensa) ed alla copertura della confluenza dei torrenti nella zona SEGALINI (esiste da anni).
E' stato perfino affidato, da parte dell'Amministrazione di MOLTENO, l'incarico ad un geologo per studiare le cause, nessuno ha però parlato dell'importanza della pulizia che, se non risolve completamente il problema, ne riduce enormemente i pericoli.
Il Sindaco di MOLTENO ha inoltre dato di sicura attuazione il progetto da anni portato avanti dalle Amministrazioni di OGGIONO, MOLTENO e SIRONE riguardante la messa in sicurezza del GANDALOGLIO per evitare le esondazioni dello stesso e del BEVERA, salvo poi essere smentito dall'Amministrazione Oggionese che lo ha bloccato, dopo che erano già stanziati i fondi regionali ed era nella sua fase finale l'iter di approvazione da parte della Regione LOMBARDIA.
E' interessante segnalare quanto detto dal progettista che sostiene l'importanza dell'opera solo se sarà seguita da una costante pulizia e manutenzione dell'alveo e degli argini; in caso contrario saranno soldi buttati.
Pulizia e uno stop alla cementificazione sono quindi le azioni da attuare per ridurre i pericoli di esondazione, lo stesso studio del geologo incaricato lo dice anche se non era il caso di spendere soldi pubblici per arrivare a queste conclusioni".
EMILIO MAGNI
ITALIA DEI VALORI
Il riferimento è alle decisioni dell'Amministrazione Comunale di MOLTENO in merito al blocco del progetto di cementificazione dell'area di via DEL CAVO e dell'ordinanza di pulizia urgente dei torrenti BEVERA e GANDALOGLIO.
Anche in questo caso ritorna in voga il vecchio detto “meglio tardi che mai” e meno male che l'Amministrazione, anche se in ritardo, si è resa conto della gravità di una autorizzazione edilizia con nuova cementificazione, in una zona ad alto rischio allagamenti e della importanza di una regolare pulizia dei torrenti che ha permesso di evitare un'ulteriore esondazione nei giorni che hanno preceduto il S.NATALE.
Dopo l'esondazione di agosto si sono sentite numerose voci, in particolare di amministratori, che attribuivano le cause ad una eccezionale precipitazione (1 giorno di pioggia intensa) ed alla copertura della confluenza dei torrenti nella zona SEGALINI (esiste da anni).
E' stato perfino affidato, da parte dell'Amministrazione di MOLTENO, l'incarico ad un geologo per studiare le cause, nessuno ha però parlato dell'importanza della pulizia che, se non risolve completamente il problema, ne riduce enormemente i pericoli.
E' interessante segnalare quanto detto dal progettista che sostiene l'importanza dell'opera solo se sarà seguita da una costante pulizia e manutenzione dell'alveo e degli argini; in caso contrario saranno soldi buttati.
Pulizia e uno stop alla cementificazione sono quindi le azioni da attuare per ridurre i pericoli di esondazione, lo stesso studio del geologo incaricato lo dice anche se non era il caso di spendere soldi pubblici per arrivare a queste conclusioni".
EMILIO MAGNI
ITALIA DEI VALORI
venerdì 7 gennaio 2011
Violenze domestiche e barzellette di carabinieri
Mia mamma era indecisa se raccontarmelo o meno, sapendo che rischiava di finire sulla Zanzara. Poi però mi ha confidato cosa le è successo stamattina.Uscendo di casa sta per salire in macchina quando viene avvicinata da una giovane donna marocchina, in compagnia della sua bimba di 4 anni. La ragazza abita a Gaesso e, con le pochissime parole d'italiano conosciute, fa capire che cerca i 'carabinieri' perché il 'marito' l'ha picchiata. E mostra dei segni rossi sul collo.
Mia mamma la fa salire in macchina e la porta, sbagliando, alla centrale di Oggiono. Molteno, infatti, in quanto a carabinieri fa riferimento a Costamasnaga. E va beh. Dimenticanze da maestre.
Arrivata lì, non trova posto e domanda all'uomo in divisa sull'uscio se può lasciare la macchina fuori dalle righe. Il valoroso tutore della legge risponde seccato: "Non sono mica un posteggiatore, io". E rientra in caserma.
Le tre donne scendono dalla macchina ed entrano. Madre e figlia si siedono in sala d'aspetto. Mia mamma esce di nuovo per sistemare meglio la macchina.
Torna, suona, entra e il capetto si altera di nuovo:
"Da dove è entrata?"
"Dalla porta. Era aperta"
"Ma dove crede di essere, questa è zona militare, non si entra ed esce quando si vuole! Qui se entra qualcuno e mi spara??"
Non sarebbe una gran perdita, verrebbe da rispondere.
Poi se ne va, mettendo a tacere un altro uomo in sala d'attesa che voleva confermare che la porta era effettivamente rimasta aperta.
"Tu stai zitto che mi hai già fatto girare le palle!".
Psicolabile, il carabiniere. Acidità da zampone andato a male o moglie andata con l'appuntato? Battute a parte.
Dopo lunga attesa e smadonnamenti vari con i colleghi, lo schizzato in divisa, preposto alle relazioni con il pubblico, ritorna e sentenzia:
"La competenza è di Costamasnaga. Però prima la denuncia deve essere refertata dal Pronto Soccorso o dalla Guardia Medica".
Punto. Aggiungendo come saluto, all'indirizzo della giovane marocchina, un rassicurante: "Se fa la denuncia però veda poi di non ritirarla!".
Un gentiluomo davvero, questo ufficiale della Benemerita.
Benemerita stronzaggine.
P.S. Alla fine, tornati a Molteno, l'assessore Casiraghi ha indicato alla donna l'ufficio dell'assistente sociale. Il carabiniere avrebbe detto: "Non sono mica un portinaio!"
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